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2 giugno 2012

Mobilitazione alla Regione Lazio - Giovedì 7 giugno ore 10,00

Da tempo serpeggiava un grande disagio e un'urgenza di mobilitazione: alla battaglia che le donne hanno ingaggiato già dall'estate del 2010 contro la dissennata "riforma" dei Consultori Familiari proposta da Olimpia Tarzia e congelata in Commissione Lavoro e Servizi Sociali della Regione Lazio, si è aggiunta la preoccupazione e l'indignazione di tutto il settore dei servizi sociali per la proposta di legge dell'assessore Forte e per la riduzione delle spese per il sociale.
La misura è colma! e il bisogno di svelare a tutta la cittadinanza le conseguenze che l'approvazione di questa legge avrebbe sul livello di assistenza e di erogazione dei servizi ai cittadini, ha portato ad organizzare la manifestazione di giovedì 7 giugno, in concomitanza con la convocazione del Consiglio Regionale.
L'importanza di esserci e di manifestare pubblicamente le ragioni della mobilitazione è evidente a tutte le persone che credono nelle Istituzione e pensano che il servizio pubblico debba organizzare delle risposte credibili e utili ai bisogni delle persone. Pubblichiamo a seguire l'appello per la manifestazione del 7 giugno.


TAGLI AL SOCIALE: AVANZA IL DESERTO !


MOBILITAZIONE ALLA REGIONE LAZIO
Giovedì 7 giugno alle ore 10 - Consiglio regionale del Lazio

Via della Pisana, 1301

(uscita 32 Grande Raccordo Anulare - G.R.A., direzione fuori Roma)

"I cittadini, le famiglie, le organizzazioni del Terzo Settore, gli Enti Locali manifestano l'allarme per gli effetti devastanti della eventuale approvazione della proposta di legge dell’Assessore Forte sul sistema dei servizi sociali e dei tagli delle spese sociali.

Lanciamo un ultimo appello a tutti i Consiglieri regionali affinché questa proposta di legge iniqua e accentratrice venga modificata sostanzialmente e vengano garantite risorse sufficienti per i servizi sociali. Segnaliamo in particolare alcuni aspetti scellerati ed inefficaci:

- Il taglio drammatico dalla Regione ai Comuni di oltre il 60% che a Roma, come annuncia l’Assessorato Politiche Sociali retto dal vice-sindaco, abbatte i pur magri Piani di zona e, nell’intero Lazio, spazza via l’idea stessa di Livelli Essenziali di Assistenza, taglia servizi a oltre 250.000 persone e causerà la perdita del posto di lavoro per migliaia di operatori sociali.

- La proposta di legge ingigantisce gli Ambiti territoriali (OASI) fino a farli coincidere con i territori delle ASL: queste dimensioni territoriali espropriano la gestione dei servizi agli Enti Locali, ostacolano la partecipazione dei cittadini ed il controllo da parte della società civile.

- L’obbligo di costituire i CONSORZI di Comuni viola l'autonomia degli enti locali, smentisce le chiacchiere sul federalismo, centralizza le scelte e persino la gestione dei servizi, riducendo i Comuni a meri esecutori di aziende speciali, peraltro  più costose dell’attuale sistema di gestione. Altro che riduzione dei costi!

- L’attacco ai consultori pubblici tramite gli emendamenti inseriti dalla consigliera Tarzia, che contengono tutto il peggio della sua precedente  proposta di legge già bocciata dalle stesse donne perché viola la legge 194 dello Stato e rappresenta un attentato al loro diritto alla salute e all’autodeterminazione.

Chiediamo di eliminare questo impianto centralistico e proporre invece  un sistema di governance che favorisca l'efficienza e l'efficacia dei servizi sociali e restituisca responsabilità e partecipazione alle amministrazioni locali, al terzo settore e a tutte le comunità interessate.
Chiediamo l'impegno da parte del Consiglio regionale ad aprire una stagione di attenzione al sistema dei servizi sociali partendo dall’allocazione, nel bilancio regionale, delle risorse necessarie a garantire i livelli essenziali di assistenza e il consolidamento dei piani sociali di zona.
Non possiamo accettare tagli ai servizi sociali!Contro la proposta di legge Forte e il taglio delle risorse per le politiche sociali, che inevitabilmente provocherà un’assenza di risposte ai bisogni dei  cittadini più deboli e causerà la perdita di migliaia di posti di lavoro di operatori sociali impegnati quotidianamente a fianco dei più fragili."

MOBILITAZIONE ALLA REGIONE LAZIO
Giovedì  7 giugno alle ore 10 - Consiglio regionale del Lazio
Via della Pisana, 1301
(uscita 32 Grande Raccordo Anulare - G.R.A., direzione fuori Roma)

Promotori : Soc!al Pr!de, Municipi Social Club, Forum Terzo Settore Lazio, Città Visibile, CNCA, Comitato Operatori Sociali Bassa Sabina, Arcisolidarietà, Assemblea permanente delle Donne per i consultori, Action, Ordine Assistenti Sociali, Ordine Psicologi del Lazio, Lega Coop, AGCI, Comune di Monterotondo, Coop. Al Parco, Coop. Agora’, Coop. Arca Di Noe’, Assistenza e Territorio, Coop. Cecilia , Co.Tr.Ad, H-Anno Zero, Il Pungiglione, Coop. Iskra, Coop. Magliana Solidale, Coop. O.Sa.L.A., Coop. Prassi & Ricerca, Coop. S.Onofrio, Coop. S.Saturnino, Coop. Agricoltura Capodarco, Coop. Parsec, Coop. Magliana '80, Coop. Eureka I, Associazione La Tenda, Coop. Il Cammino, Associazione La Nuova Stagione, Coop. FOLIAS., Coop ERMES, Associazione Pixi, Coop.Acquario 85, Ass. ASIS, Arciragazzi, Cemea del Mezzogiorno, CERF, Grid, Centro Rampi, Svises, Arcipelago, Città educativa, Progetto Salute, Coop Alternata silos, Coop Il brutto Anatroccolo, Coop Stand Up, Ass. Antropos, Ass. Ottantanove, Ass. Sportiva Ciampacavallo.

9 marzo 2012

Emergenza Consultori

Dalle Assemblee delle donne dei consultori del VI municipio (piazza dei Condottieri, via Spencer, via Casilina 711), e dal Centro donne D.A.L.I.A.Donne Autodeterminate Libere In Azione riceviamo questo documento che volentieri mettiamo a disposizione dei visitatori del nostro blog.
Già da tempo la Consulta dei Consultori di Roma sta seguendo la vicenda dei consultori del VI distretto della Asl RmC, zona ad alta intensità abitativa e con una presenza importante di famiglie immigrate, nella quale la presenza dei consultori è fondamentale. Le Assemblee delle donne sono molto attive sia nella partecipazione alla vita dei consultori, sia con l'organizzazione di momenti di scambio con la comunità locale, come ad esempio i corsi di italiano per le donne immigrate.

VOGLIAMO IL QUARTO CONSULTORIO NEL VI DISTRETTO

I consultori di via Spencer e di via Casilina restano dove sono

La nostra determinazione ha vinto

Il consultorio è uno spazio fondamentale per la prevenzione e la salute nelle diverse fasi della vita delle donne. Secondo la legge, devono essere uno ogni ventimila abitanti e, nel nostro distretto, sono sottodimensionati.

La legge 31 gennaio 1996, n. 34 prevede che ogni 20.000 abitanti sia garantita la presenza di un consultorio, e pertanto per il distretto VI i consultori dovrebbero essere quattro.

Allo stato attuale ne abbiamo solo 3: Piazza dei Condottieri, via Spencer e via Casilina 711.

La storia recente:

Il piano socio-regionale della regione Lazio 2009-2011 prevede una valorizzazione e un potenziamento dei Consultori; avremmo auspicato tale arricchimento di servizi, invece ci siamo dovute muovere per difendere l’esistente.

L’attuale Giunta Regionale prova a snaturare, impoverire e privatizzare i Consultori con la proposta di legge Tarzia, mentre la Presidente Polverini, donna che dice di "avere a cuore" le donne, ad oggi non ci ha ancora ricevuto, ignorando le 100.000 firme raccolte in tutta la regione Lazio in favore dei consultori

Cosa è accaduto nel VI Distretto:

Gli spazi dei due consultori di via Spencer e di via Casilina sono di proprietà del Municipio VI. Il Municipio, che col cambio di amministrazione comunale nel 2008 ha ricevuto pressioni da parte del Comune per far rientrare dei soldi nelle casse, ha chiesto l’affitto solo al Consultorio di via Spencer, inviando delle lettere alla ASL con richiesta del pagamento del canone di locazione, senza tuttavia procedere alla messa in mora.

16 febbraio 2012

La vita siamo noi

Comunicazione di Laura Piretti

UDI - Unione donne in Italia - Modena
e componente del gruppo nazionale UDI Generare oggi


Siamo in molte provenienti dalla Regione Emilia Romagna e della realtà dei consultori di questa regione si sono già sentite più voci. Non sono un'operatrice e non sono una amministratrice, dunque non porterò dati che sono in ogni caso facilmente reperibili. I consultori di Modena sono una realtà molto consolidata; sono stati istituiti prima ancora della legge nazionale ed hanno conosciuto una forte partecipazione delle donne, attraverso i comitati di gestione sociale

Il mio punto di vista è quello di una donna che sia a livello locale che nazionale, attraverso l'UDI, ha partecipato e seguito con particolare attenzione le questioni riguardanti il corpo e la salute delle donne, la maternità, la nascita, la non nascita, la legge 194, la legge 40. Vi sono anche documenti sia dell'UDI di Modena che nazionali, nei quali sono contenute riflessioni e proposte attorno a questi temi, riflessioni nate dal confronto non solo interno alla nostra associazione, ma con altre associazioni di donne e gruppi e singole oltre che con le istituzioni là dove è stato necessario.

Anche per il poco tempo che abbiamo e per la necessità di far parlare le molte che ancora sono iscritte, credo sia utile portare alla discussione di questa Assemblea e all'elaborazione che i gruppi dovranno fare, alcune considerazioni parziali, rispetto ai problemi complessivi, ma che toccano, secondo me, alcune criticità di fondo.

Sui consultori non credo che neppure l' Emilia Romagna sia un'isola felice, come forse è sembrato capire da alcuni interventi, nonostante il loro alto tasso di "resistenza" rispetto allo scadimento e difficoltà e svuotamento di significato che si registra ormai da tante parti.

Ho sentito dire che le donne stanno abbandonando i consultori, nel senso che, a parte le donne straniere, le giovani, le meno giovani e le donne "storiche", quelle che hanno fatto la battaglia per i consultori, al Consultorio non ci vanno più. Credo sia vero per i tanti motivi che sono stati detti: a parte le eccellenze, sparse ovunque sul territorio, e le resistenze alla normalizzazione, sono spesso meri ambulatori di scarsa accessibilità, spesso integrati nel servizio ospedaliero, dove non si parla più di sessualità, di interventi integrati. Hanno perso quell'identità che avevano all'inizio, (pur nel compromesso di definirli "Consultori familiari"), dovuta anche alla motivazione e alla formazione delle operatrici e degli operatori, e dal loro lavorare in equipe.

Aggiungo che le donne che "partecipavano" attorno ai consultori sono state allontanate con la chiusura delle gestioni sociali, con l'aziendalizzazione dei consultori così come di tutta la sanità. Si è mai visto un'azienda che permette ad utenti/clienti di interferire su programmi, servizi ecc? Al loro posto i comitati consultivi misti, dove la "partecipazione" non è "per utenza" ma "per associazioni", dove il tema salute donna è insieme con oculistica e cardiologia ecc.

Dunque occorre ripensare ad una partecipazione delle donne attorno ai Consultori, partendo dalle situazioni locali.

Sui temi "caldi" che attraversano i Consultori e sui quali siamo sempre in trincea, ad esempio la legge 194, ho fatto nel corso degli anni alcune riflessioni/esperienze che vi riporto.

14 febbraio 2012

La vita siamo noi

RAPPORTO SULL’ATTIVITA’ DEI CONSULTORI FAMILIARI ACCREDITATI DALLA REGIONE LOMBARDIA

di Daniela Fantini

ginecologa milanese

di Usciamo dal silenzio e di Se non ora quando Lombardia

 La gestione della Regione Lombardia ha completamente stravolto le finalità dell’attività del consultorio previste dalla legge nazionale che sottolineava le caratteristiche di intervento sulla donna, sulla salute riproduttiva e sulla famiglia, garantendo il diritto alla procreazione consapevole .Piano piano attraverso decreti ed emendamenti voluti e ispirati dal “governatore” Formigoni, nel 2010 il consultorio si è trovato a dover gestire il progetto Nasko attuato per prevenire l’interruzione della gravidanza. Premessa necessaria alla descrizione del sistema dei consultori è che in Lombardia vige il sistema della sussidiarietà:
Con la legge regionale 31 del '97, in Lombardia è stabilita la separazione fra le Asl (acquirenti di prestazioni) e i fornitori di prestazioni, con l'equiparazione tra pubblico e privato. Alla Regione spetta il compito di definire le regole di governo del sistema, che rappresentano gli strumenti principali di programmazione; l'Asl ha funzione di coordinamento e controllo del socio-sanitario; la gestione e la programmazione dei servizi sociali spetta ai Comuni.
Il terzo settore è riconosciuto come soggetto operante nel sistema socio-sanitario e socio-assistenziale (con l'istituzione di tavoli permanenti). Entra in vigore un sistema di finanziamento che attribuisce un determinato valore a ogni prestazione (DRG) e quindi l’attività preventiva ,una volta gratuita, diventa a pagamento come le altre prestazioni del SSN. Accade così che le strutture private programmino i servizi e le prestazioni maggiormente remunerative, drenando la maggior parte di risorse pubbliche disponibili. I consultori privati hanno così potuto accreditarsi in base a criteri definiti dalla Regione.
Essi riguardano la struttura e chi ci lavora, ma trascurano uno dei punti guida della legge sui consultori pubblici del 1975: la laicità. Accade così che molti consultori privati accreditati di matrice cattolica possano fare obiezione di coscienza di struttura, rifiutando le pratiche relative alla legge 194 e promuovendo un certo tipo di “educazione” alla sessualità.

Attualmente la rete è composta da 216 sedi principali, 152 pubbliche e 72 private accreditate. Queste ultime nel 2007 erano 54. Solo 2 consultori privati sono laici. Si può notare che tra i consultori pubblici nel 2006 si contavano ben 72 strutture pubbliche dislocate (dipendenti da un consultorio principale perché mancanti di alcune delle figure professionali previste), mentre tra quelli privati solo 5 sono in questa situazione.

10 febbraio 2012

I CONSULTORI NON SI TOCCANO!

Quello che segue è il comunicato diffuso dall'Assemblea delle Donne contro la proposta Tarzia, coordinamento costituitosi nel luglio 2010 per contrastare i tentativi di distruggere il patrimonio dei consultori pubblici del Lazio, messo in atto dalla Giunta Polverini  fin dai primi giorni del suo insediamento. Quello dell'assessore Forte è solo l'ultimo di una serie nutrita di attacchi alla autodeterminazione delle donne e alla tutela della loro salute.

I Consultori non si toccano!

La Giunta Polverini ci riprova. Ancora una volta abbiamo capito chiaramente quali sono le priorità della Giunta Regionale.

Ieri, in commissione lavoro, durante la discussione sulla proposta di legge sul 'sistema integrato di interventi dei servizi e delle prestazioni sociali per la persona e la famiglia nella regione Lazio', l'Assessore Forte ha compiuto l'ennesimo tentativo di cancellare i Consultori Familiari così come li abbiamo conosciuti e così come, con le lotte, ce li siamo conquistati.

È stato, infatti, presentato un emendamento con il quale si vuole abrogare l'Art. 6 della L.R. 15/76, ovvero quell’articolo dove veniva definita e normata l'attività dei consultori e la loro funzione. L'emendamento per il momento è stato accantonato grazie alle pressioni delle opposizioni, ma questo non cancella la sua gravità e non significa che il pericolo sia scongiurato.

Questo ulteriore attacco alla salute e alla libertà di scelta delle donne, viene non a caso a neanche un mese di distanza dalla dimostrazione di forza e autorevolezza dell'Assemblea permanente delle donne contro la proposta Tarzia, Assemblea promotrice dell’incontro nazionale sulla difesa dei consultori e dell'autodeterminazione delle donne “La vita siamo noi” - che ha fatto confluire a Roma centinaia di donne da tutt'Italia, che si stanno organizzando per opporsi ai continui e reiterati attacchi contro i loro diritti e i loro spazi di libertà.

Probabilmente le donne fanno paura a questa Giunta, che forse teme un'altra sconfitta come quella che ha subito quando la caparbietà delle donne del Lazio ha fatto in modo che l'iter della proposta Tarzia venisse bloccato. Forse è per questo che ancora una volta si tenta con squallidi trucchetti di coglierci impreparate, per distruggere ciò che è nostro di diritto. E forse è per paura che la Presidente Polverini, una donna, nonostante i nostri appelli, ancora non ci ha ricevuto.

Vogliamo ancora una volta lanciare un appello alla Presidente Polverini, affinché ci incontri, ascolti le ragioni di quelle donne che dice di "avere a cuore" e riceva le 100.000 firme raccolte in tutta la regione Lazio in favore dei consultori.

Vogliamo ricordare all'Assessore Forte che noi non ci lasciamo intimorire da colpi di mano di basso profilo, che continueremo ad essere vigili e a tenere gli occhi ben aperti e che siamo disposte a continuare la nostra mobilitazione permanente e siamo altrettanto pronte a lottare per difendere la nostra salute e la nostra libertà!


Assemblea permanente delle donne contro la proposta di legge Tarzia

Roma 10 .02.2012


2 febbraio 2012

Per Leda Colombini

Con le parole che seguono Vittoria Tola ha voluto ricordare pubblicamente, in apertura dell'incontro nazionale del 21 gennaio, la statura umana e politica di Leda Colombini, donna delle Istituzioni, dei movimenti, della partecipazione, recentemente scomparsa, che resta un esempio alto per tutte noi, soprattutto in tempi bui come quelli che viviamo oggi.


In ricordo di Leda
di Vittoria Tola

Oggi a quest’incontro manca una persona che invece avrebbe dovuto essere con noi: Leda Colombini.

Domenica 3 dicembre, all’Assemblea nazionale dell’UDI, abbiamo parlato a lungo di questa iniziativa e Leda voleva che le donne che la stavano preparando sapessero che non avrebbe mancato questo appuntamento per nessuna ragione, dopo tutte le iniziative a cui aveva partecipato in giro per il Lazio contro la proposta Tarzia. Si è giustificata quel giorno di non poter partecipare alle riunioni del lunedì dell’Assemblea permanente per il suo impegno con le donne e i bambini in carcere, che erano per lei un dovere assoluto. Leda è stata ricordata in tanti modi e soprattutto per il suo impegno politico e sociale, ma Leda era molto più di questo.

Per molte di noi è stata tante cose, ma in questa battaglia sull’autodeterminazione non era solo l’assessora che nel 1976, dopo la approvazione della L.405, era stata la prima ad approvare la legge regionale sui consultori e a fare questa legge del Lazio - la legge 15/76 - che noi oggi stiamo difendendo, e che sicuramente rappresenta uno dei migliori esempi, forse il migliore, delle leggi regionali sui consultori.

Questo risultato era dovuto alla sua passione per la salute delle donne, per una maternità e paternità responsabile e per la battaglia sulla autodeterminazione delle donne che lei aveva seguito non solo come donna delle istituzioni ma come donna dell’Udi e donna del movimento delle donne.

Della salute riproduttiva - come si dice oggi - della prevenzione, della maternità come valore sociale e della nascita di servizi nuovi basati sulle donne e sulla loro libertà aveva fatto un cardine della sua militanza e della sua vita.

Il giorno dopo l’approvazione della L. 405 invitò tutte noi, donne dell’Udi e donne del movimento romano, in regione Lazio. Per molte si trattava della prima volta in cui entravamo in un luogo istituzionale come protagoniste. Ci propose infatti di scrivere insieme la legge regionale e di farlo provando ad allargare i limiti che la mediazione parlamentare e i rapporti di forza ci avevano consegnato. Sapeva quanto quella legge era costata perché era stata con noi nella calura di quelle estati e nel freddo di quegli inverni romani ai sit- in davanti al Senato e alla Camera.

Uno dei punti di innovazione del Lazio fu la proposta codificata nella legge del ruolo dell’assemblea delle donne, del rafforzamento della prevenzione e del lavoro di équipe, sempre con l’occhio rivolto alle donne più forti ma anche alle donne più fragili o deboli socialmente.

28 gennaio 2012

La vita siamo noi

Questo è il video che abbiamo scelto per aprire i lavori dell'incontro nazionale delle donne per i consultori del 21 gennaio, tratto dal Recital di Corrado Guzzanti. Padre Pizzarro parla del rapporto della chiesa con le donne, l'aborto, la contraccezione.

24 gennaio 2012

21 gennaio a Roma

LA VITA SIAMO NOI

Vogliamo ringraziare tutte le donne che sabato 21 gennaio 2012 hanno partecipato a Roma all’incontro nazionale “LA VITA SIAMO NOI”.


Eravamo in tante a rappresentare sia le pratiche di lotta costante in tutti i territori sia tutte le generazioni di donne che si sentono coinvolte perché minacciate, in vari modi nella loro autodeterminazione, dall’attacco ai consultori, alla legge 194, al diritto alla salute, al lavoro, alla cittadinanza, al welfare.

Le testimonianze dalle Regioni, e dalle varie città delle stesse Regioni, sono state fondamentali per capire cosa sta succedendo, a che punto stiamo nella spoliazione continua e costante di ciò che garantisce la nostra libertà e dignità; ci è stato poi utilissimo lo sguardo sulla ricerca autofinanziata delle sociologhe, che sarà presentata ufficialmente a giorni, che ci conferma che la realtà sociale e culturale dell’Italia sui temi della salute riproduttiva, sulla contraccezione, sull’aborto (e sul valore della famiglia) è completamente diversa da quanto propagandano e cercano di imporre i vari consigli regionali (partendo dall’ignobile progetto nasko Lombardia per arrivare all’altrettanto ignobile cimitero dei feti a Roma).
Quanto prima cercheremo di fare una sintesi dei materiali che ci sono arrivati e restituiremo quanto emerso dai tre tavoli di lavoro su corpo diritti e servizi. Per ora constatiamo che parlare di autodeterminazione, significa per tutte parlare di libera scelta in campo sessuale, significa necessità di corretta informazione, significa centralità della persona nelle relazioni sociali familiari e di lavoro, significa diritti di cittadinanza da estendere ai/alle migranti, significa essere consapevoli del nostro corpo, sapere che il desiderio è la molla viva su cui avanzano le donne e la società, sapere che ciò che affermiamo per noi, quando parliamo di autodeterminazione, quando diciamo che siamo libere di scegliere e non siamo corpi da mercificare, lo affermiamo per tutti.
Non stiamo rivendicando istanze per una categoria protetta, i diritti delle donne sono diritti universali e solo riconoscendo questi diritti tutto il mondo vivrà meglio. Vorremmo, con voi che di nuovo ringraziamo, ripartire da qui.

Assemblea permanente delle donne
per i consultori

18 gennaio 2012

21 gennaio a Roma per i consultori, per la salute e per i diritti delle donne

LA VITA SIAMO NOI

Sabato 21 gennaio 2012

Roma - Casa Internazionale delle Donne
Programma

Ore 9,30 - Relazione introduttiva a cura della Assemblea delle Donne di Roma

Ore 10,00 - Informazione dai territori. Comunicazioni di rappresentanti di varie realtà (sinora sono previsti interventi dal Piemonte, Emilia Romagna, Umbria, Campania, Friuli Venezia Giulia, Toscana, Marche, Basilicata, Lombardia)

Ore 11,30 - SOIS (Società Italiana di Sociologia), sintesi della ricerca quali-quantitativa condotta sui consultori del Lazio

Ore 11,45 - Gruppi di lavoro su: corpo, diritti, servizi

Ore 13,30 - Pausa pranzo

Ore 14,30 - Relazioni dei gruppi di lavoro, dibattito e proposte

Ore 18,30 - Chiusura dei lavori

I gruppi che porteranno le testimonianze sono pregati di consegnare una sintesi del loro intervento all’arrivo e di inviarlo (prima del 21 o dopo) per mail a
lavitasiamonoi@googlegroups.com oppure a milvapistoni@gmail.com

Alcune informazioni per il 21 gennaio

La Casa Internazionale delle Donne si trova in Via della Lungara 19 a Trastevere
E’ prevista la possibilità di consumare il pranzo presso la Casa Internazionale con un prezzo concordato di 8 Euro. Sarebbe utile avere le prenotazioni per consentire una migliore organizzazione, quindi preghiamo chi fosse interessata a comunicarlo a:

segreteria@casainternazionaledelledonne.org - (Francesca Koch)

11 dicembre 2011

Il 21 gennaio a Roma

LA VITA SIAMO NOI

CONSULTORI, RICOMINCIAMO DA …..

I consultori sono sotto attacco. E’ sotto attacco l’autodeterminazione delle donne.

Lo è in molti settori che riguardano la maternità e la sessualità, lo è nell’attacco sferrato agli asili nido e agli altri servizi, lo è nei tagli all’Welfare, lo è nelle forme di precariato e nella impossibilità di avere un lavoro che non permette a troppe giovani di fare scelte di vita autonoma. Ma l’attacco all’autodeterminazione delle donne lo vediamo nella richiesta che viene avanzata da parti diverse del ritorno a casa delle donne. Gli si impedisce di far figli perché non hanno lavoro e servizi e si chiede loro di tornare a casa a fare figli per liberare il mercato del lavoro della loro presenza e diventare un Welfare a costo zero. Sembra contradditorio ma non lo è.

Questo disegno strategico è in azione da tempo ma è emerso con chiara logica ideologica nelle leggi regionali, come quella proposta da O.Tarzia nel Lazio che con la scusa del riordino in realtà è la più compiuta e complessa proposta contro l’autodeterminazione delle donne. Per questo ci siamo opposte e abbiamo raccolto 100.000 firme contro la proposta. Sappiamo però che non è solo il Lazio ad avere questo disegno. In quasi tutte le regioni italiane i tagli ai finanziamenti provocano carenze alle strutture e impediscono il rinnovo del personale. Aumentano le amministrazioni poco interessate alla tutela di servizi di base, soprattutto per le giovani, le donne meno abbienti, le immigrate che i consultori garantiscono. Molte amministrazioni e, in particolare quelle di centrodestra, col pretesto di ergersi a difensori della vita tentano di modificare le norme regionali nell’intento di imporre il controllo di associazioni confessionali nei consultori per decidere al posto delle donne mettendole sotto tutela. Le proposte di leggi regionali del Lazio e del Piemonte vanno in questo senso e cresce la mobilitazione delle donne per contrastare questo tentativo.. È evidente l’obiettivo sostanziale di impedire l’applicazione della legge 194 ma non solo.

Se, come dicono i dati ufficiali, gli aborti in Italia sono costantemente diminuiti è proprio grazie al lavoro sulla salute riproduttiva che hanno fatto i consultori in questi anni. Vogliamo impedire che le donne tornino ad abortire clandestinamente e per questo difendiamo la legge nazionale e chiediamo che i servizi offerti dai Consultori siano finanziati adeguatamente. Per questo chiediamo a tutte coloro che sono interessate di darci notizie dettagliate su quanto sta succedendo nelle loro città e nelle loro regioni. perchè abbiamo bisogno di lavorare tutte insieme e di costruire una risposta all’altezza della sfida che ci viene fatta

Con lo slogan
La vita siamo noi

ci siamo fatte promotrici di un
incontro nazionale che si svolgerà a

Roma - Casa Internazionale delle Donne

il 21 gennaio 2012

Ti invitiamo a partecipare per portare un contributo di conoscenza e sensibilizzazione e per contribuire ad elaborare una piattaforma comune sull’autodeterminazione, strategie di rilancio dei consultori che sono una parte fondamentale del welfare e della democrazia.



Assemblea permanente delle donne contro la pl Tarzia

(coordinamento formato da consulta dei consultori di Roma, operatrici dei consultori, collettivi femministi, associazioni femminili e femministe, coordinamenti sindacali, consulta femminile regionale, ginecologhe, giornaliste e donne singole )

15 aprile 2011

Una manifestazione colorata, allegra, partecipata

Il corteo è stato aperto dalle giovani mamme che frequentano i consultori, armate di passeggini con i loro bambini, qualcuno molto incuriosito, qualcuno un po’ assonnato.
A seguire, gli striscioni delle numerose associazioni presenti, della Assemblea permanente delle donne, dei sindacati, della Consulta, e poi alcuni consiglieri regionali di opposizione, e qualcuno anche del Comune e della Provincia di Roma, molti cittadini e operatori dei consultori.

Protagoniste le scatole con le firme da consegnare alla presidente Polverini, una più bella dell’altra, ironiche, ammiccanti, esplicite.

A movimentare e rendere più ritmata e allegra la manifestazione, un gruppo di artisti di strada che hanno accompagnato il corteo e l’attesa sotto la Regione con musica e danze, mentre le donne dell'Assemblea Permanente ribadivano i motivi della loro contrarietà alla proposta Tarzia, illustrando i motivi per cui è necessario completare la rete di consultori previsti dalle normativa vigente e migliorare le strutture esistenti.


La raccolta firme e le mobilitazioni continuano

CONSULTORI PUBBLICI E GRATUITI
LE PRIME 80.000 FIRME ASPETTANO LA PRESIDENTE POLVERINI


Per leggere il comunicato stampa della Assemblea delle Donne, diffuso a fine manifestazione:

11 aprile 2011

14 aprile 2011 - 80.000 firme per la Presidente Polverini

Manifestazione

promossa dalla Assemblea Permanente delle Donne contro la riformaTarzia dei Consultori

Appuntamento al consultorio di via dei Lincei  
giovedì 14 aprile, alle ore 10,00



il corteo  raggiungerà via R.Raimondi Garibaldi dove, alle ore 11,00, ci sarà la Conferenza Stampa per illustrare le ragioni del totale disaccordo con la proposta di legge

CONSULTORI PUBBLICI E GRATUITI
 UN CORTEO PER CONSEGNARE LE PRIME 80.000 FIRME


PER DIRE Sì ALLA SALUTE E ALL’AUTODETERMINAZIONE DELLE DONNE


Il numero delle firme raccolte contro la proposta di legge regionale della consigliera Tarzia, sulla quale vi abbiamo aggiornato periodicamente, ha raggiunto quota 80.000. I ripetuti appelli alla consegna delle firme, raccolte a cominciare dall'estate e proseguita negli ultimi mesi, ha finalmente consentito di metterne insieme un numero importante e decidere di consegnarle alla Presidente della Regione Lazio, Renata Polverini.

Le donne e le famiglie che vogliono LIBERAMENTE PROCREARE attendono risposte concrete:
LAVORO DIGNITOSO, SERVIZI SOCIALI ADEGUATI, UNA POLITICA DELLA CASA.
Respingono al mittente la proposta di legge Tarzia, che è esattamente il contrario

L'assemblea permanente delle donne

6 aprile 2011

Al Direttore de "Il Tempo" Mario Sechi

Riportiamo la lettera di protesta dell'Assemblea Permanente delle Donne riguardo all'articolo comparso sul quotidiano romano a proposito della manifestazione di ieri alla Regione Lazio, di cui abbiamo dato notizia nel post precedente. La lettera è stata inviata al Direttore Sechi, con preghiera di pubblicazione ai sensi della normativa vigente.


Gentile direttore,
ormai abbiamo capito che un fondamentalista per essere tale deve
assolutamente piegare la realtà alle sue convinzioni e, se anche questo si
dimostrasse impossibile, la realtà si può inventare di sana pianta. E’
quanto la consigliera Tarzia fa da anni con la sua ossessiva e distorta
lettura dell’interruzione volontaria di gravidanza ed è quanto sta facendo
in particolare dal maggio scorso per dimostrare la necessità
dell’abrogazione della legge regionale 15 del 1976 della Regione Lazio sui
consultori familiari.
Per difendere le “sue “ ragioni sulla famiglia e sulla maternità , deforma
e distorce la vita delle famiglie italiane e soprattutto offende le donne
di questa regione che regolarmente ignora, che si rifiuta di ascoltare e con
cui ha deciso di non interloquire.
Che in questa strada sia seguita da uno dei maggiori giornali della Capitale
come dimostra l’articolo di oggi di Susanna Novelli non può che meravigliare
e anche dispiacere. La giornalista in questione dimostra non solo di non
conoscere i fatti ma si presta a fare da megafono delle posizioni
unilaterali della Tarzia manifestando tra l’altro una curiosa idea della
democrazia e del ruolo istituzionale di una commissione consiliare con una
cronaca inventata di sana pianta.

23 novembre 2010

comunicato stampa

CONFERENZA STAMPA
mercoledi 24 novembre ore 11
Casa Internazionale delle donne – ROMA – Via della Lungara 19

“La violenza contro le donne si manifesta ogni volta che viene lesa la loro libertà e dignità. Le stesse istituzioni talvolta possono esercitare questa violenza. Per questo respingiamo in blocco la proposta di legge regionale del centrodestra che modificherebbe profondamente l’organizzazione e i principi ispiratori dei Consultori”. L’Assemblea Permanente delle donne con queste parole comunica le ragioni della conferenza stampa del 24 novembre e dell’invito a partecipare alle manifestazioni previste per la GIORNATA MONDIALE CONTRO LA VIOLENZA SULLE DONNE.
“La proposta Tarzia vorrebbe cancellare i consultori pubblici a favore di un nuovo servizio confessionale e totalitario contro la donna e contro la stessa famiglia, dirottando risorse economiche pubbliche a favore di soggetti privati con dichiarato scopo di lucro. Inoltre, gravissimo, il Consultorio si rivolgerebbe solo alle coppie sposate e la donna sarebbe espropriata della libertà di decidere se e quando procreare.  Bolliamo come medievale la definizione di procreazione come ‘dovere morale’ per la donna e riteniamo che la maternità e la paternità libere e responsabili, nonché desiderate, siano un valore per tutta la società. Inoltre appare inadeguata la retorica sulla famiglia a modello unico, quando la realtà è ben altro con la sua molteplicità: coppie di fatto, persone conviventi, famiglie allargate, separati/e e divorziati/e. Le politiche per la famiglia chiederebbero strumenti concreti, economici e organizzativi, per le vere necessità: asili nido, asili aziendali, servizi alla persona, sostegno alla genitorialità, misure di conciliazione.”
Questa proposta del centrodestra ha il sapore di un manifesto ideologico, infatti fin nelle sue premesse si rivela in netto contrasto con le leggi nazionali e con la Costituzione. “Nonostante i Consultori siano stati poco finanziati se non addirittura boicottati dalle stesse istituzioni, il loro buon operato è certificato dalla drastica riduzione delle interruzioni volontarie di gravidanza. Sono assolutamente infondate, quindi, le accuse rivolte a questi preziosi presidi territoriali quando vengono definiti ‘abortifici’.”
Manifestare affinché non sia modificata la normativa vigente che regolamenta l’attività dei Consultori e affinché le risorse loro destinate siano incrementate vuole essere un richiamo alle tante forme di violenza contro le donne e contro le famiglie.

Intervengono
Pina Adorno, Loretana Angelici, Claudia Bella, Fabiola Correale, Costanza Fanelli, Rosella Giangrazi, Luisa Laurelli, Cinzia Paolillo, Serena Orazi, Carlotta Sorrentino, Vittoria Tola.  
Coordina Elena Ribet.

Saranno presenti
Giovanna Cau, Furio Colombo, Simona Marchini, Lidia Ravera, Ettore Scola.

Hanno aderito all’appello per salvare i consultori del Lazio
Francesca Archibugi, Alessandra Bartoleschi, Enrica Bonaccorti, Francesca Comencini,  Giancarlo De Cataldo, Valeria Di Napoli, Raffaella Fioretta, Rosetta Loy, Pia Mancini, Dacia Maraini, Giovanna Mezzogiorno, Susanna Nicchiarelli, Ilaria Occhini, Veronica Pivetti, Lucia Poli, Tiziana Pomes, Saviana Scalfi, Grazia Scuccimarra, Clara Sereni.

L’Assemblea permanente delle donne contro la proposta di legge Tarzia invita a partecipare alla manifestazione indetta in occasione del 25 NOVEMBRE, GIORNATA MONDIALE CONTRO LA VIOLENZA SULLE DONNE a partire dalle ORE 10 di fronte alla REGIONE LAZIO – Via Rosa Raimondi Garibaldi.

19 novembre 2010

25 novembre: GIORNATA INTERNAZIONALE CONTRO LA VIOLENZA ALLE DONNE


Grande mobilitazione delle donne di Roma per il 25 novembre, giornata internazionale contro la violenza alle donne.
Sono molte le iniziative previste nella città:

Alle ore 10,00 sit in sotto la Regione Lazio in via Rosa Raimondi Garibaldi, promosso dalla ”Assemblea Permanente delle Donne contro la proposta di legge Tarzia” per aggiungere alla protesta contro l’attacco violento in atto contro la dignità e la libertà delle donne, anche la protesta contro la violenza che la Regione Lazio esercita nei confronti delle donne con la soppressione dei Consultori Familiari prevista dalla pdl n.21

Alle ore 16,00 a Piazza Trilussa manifestazione contro la violenza nei confronti di tutte le donne proposta da: donne – femministe – lesbiche contro i Centri di Identificazione e di Espulsione

Alle ore 18,30 in via della Lungara 19 La Casa Internazionale delle Donne ha organizzato una serata con la presenza di numerose artiste che si esibiranno con recitazioni e musiche per sostenere la battaglia contro la violenza alle donne, con la partecipazione straordinaria di Lucia Poli. Alle 20,30 cena a sostegno delle attività della Casa Internazionale delle Donne

Chi vuole segnalare altri appuntamenti per il 25 novembre può segnalarli con un commento o scrivere a blogcons@gmail.com

5 ottobre 2010

Conferenza stampa dell'Assemblea delle Donne

Grazie alla cortesia di Radio Città Aperta, che ci ha fornito la registrazione, siamo in grado di farvi ascoltare gli interventi dei rappresentanti della Consulta e della Casa Internazionale delle Donne alla conferenza stampa del 22 settembre convocata dall’Assemblea Permanente delle Donne contro la proposta Tarzia
Ed ecco alcuni siti che hanno dato notizia della conferenza stampa e delle iniziative contro la proposta di legge
Repubblica.it che già aveva ospitato le foto della protesta delle donne nei consultori

Se volete segnalarci altri articoli che riprendono l'argomento potete farlo lasciando un commento a questo post o scrivendo a blogcons@gmail.com