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23 novembre 2015

Gli "avvisi bonari" di richiesta del pagamento del ticket alle utenti del consultorio. Un atto gravissimo di violazione della privacy e della normativa vigente.


Da qualche settimana nei consultori di Roma arrivano telefonate allarmate da parte di donne che hanno ricevuto prestazioni consultoriali nel 2009 e nel 2010 e che si sono viste recapitare ‘avvisi bonari’ da parte della Regione Lazio con la richiesta di pagamento del ticket non corrisposto.

La vicenda è particolarmente grave sotto diversi aspetti:

·         prima di tutto le prestazioni erogate in consultorio  sono di prevenzione e promozione della salute e non specialistiche, ancorchè fornite da specialisti, come contemplato nella normativa di riferimento;

·         le attività rivolte ai singoli e a gruppi di utenti sono gratuite proprio in virtù della natura di prevenzione che le contraddistingue;

·         negli avvisi arrivati al domicilio delle donne viene indicata la prestazione fornita, viene quindi reso pubblico il motivo dell’accesso al consultorio, violando così ogni riservatezza, garantita anch’essa dalle norme che regolamentano la ‘privacy’;

·         ulteriore conseguenza - non meno grave -  è la perdita di credibilità di un servizio che garantisce alle donne  la gratuità e la riservatezza e che viene così brutalmente smentito.

La Consulta dei Consultori di Roma ha chiesto chiarimenti alla Regione Lazio che ha predisposto un secondo invio di lettere che annulla le precedenti. Il problema però rimane. Rimane la diffusione illecita di dati sensibili e rimane la questione che ha portato a questo “errore” e che è stata posta più volte dalla Consulta tanto da essere ormai considerata “storica”,  di differenziare la prevenzione dalla cura.

Attualmente nei consultori, per ogni prestazione - sanit, psicologica, sociale -  vengono compilati dei moduli SIAS con i dati dell’utente e il codice relativo alla prestazione erogata. Questi dati vengono poi trasmessi telematicamente alla Regione. La rilevazione è identica a quella che viene fatta per le prestazioni ambulatoriali, mentre la posizione giuridica e quella metodologica delle due prestazioni è differente. Considerarle sullo stesso piano e rilevarle con lo stesso strumento è una forzatura e, oltre agli “errori” che - come abbiamo visto - può determinare, non consente di dare il giusto peso agli interventi e quindi di valutare l’impatto sulla salute della popolazione e il rapporto costi/benefici che ne consegue.

A seguire pubblichiamo il comunicato della Regione Lazio con le indicazioni di merito e  invitiamo a diffondere l'informazione. Rinnoviamo l’auspicio che questo gravissimo episodio possa portare al più presto ad una corretta differenziazione nella rilevazione dei dati tra prevenzione e cura, come peraltro la normativa prevede.

 

COMUNICATO

 

SANITA’: REGIONE LAZIO, AL VIA RECUPERO RISORSE EVASIONE TICKET PER 50 MLN DI EURO

235 MILA LETTERE INVIATE, SU 3% ERRORI SCATTA AUTOTUTELA

 

La Regione Lazio ha avviato il recupero ticket sanitari in attuazione di una disposizione normativa regionale. Con una delibera del 14 aprile 2015 la Giunta ha indicato le modalità con cui realizzare l’attività di recupero, in due fasi distinte, una bonaria e l’altra, successiva, in collaborazione con Equitalia. Sono intanto partite le lettere bonarie. L’obiettivo è il recupero di circa 50 milioni di euro. Dallo screening su 1 milione di cittadini esenti, sono emersi circa 235mila casi di soggetti che hanno usufruito dell’esenzione per reddito di prestazioni sanitarie senza averne diritto. I controlli sono stati fatti sulle due annualità 2009 e 2010, incrociando i dati  con l’Anagrafe tributaria dell’Agenzia delle Entrate.

E’ stato riscontrato un margine fisiologico di errore nell’invio della comunicazione all’incirca del 3%, in particolare riferito a un’anomalia nella trasmissione dei dati sulle prestazioni dall’ASL Roma D alla Regione Lazio, relativamente a quelle prestazioni (del 2009 e del 2010) dei consultori che sono e restano gratuite. In questo caso già accertato la Regione sta predisponendo una nuova lettera da inviare ai precedenti destinatari, che annulla, agendo in autotutela, gli avvisi bonari precedentemente inviati.

Per ulteriori eventuali verifiche e chiarimenti è possibile scrivere all’indirizzo email: recuperoticket@regione.lazio.it o con raccomandata A/R indirizzata a: Regione Lazio - Contact Center Recupero Ticket in via Rosa Raimondi Garibaldi, 7 ‘Palazzina C’, 00145, Roma indicando come oggetto Recupero Ticket ID: #439029”.

 

4 agosto 2015

I consultori e la pianificazione familiare: 40 anni con le donne

E' notizia di questi giorni il successo dell’esperienza effettuata dal 2009 al 2013 in Colorado dove, a fronte di un investimento per la fornitura gratuita di contraccettivi ad adolescenti e a donne in condizioni di povertà, c’è stata una riduzione del 40% del tasso di natalità fra le giovanissime e del 42% delle interruzioni di gravidanza.

Una conferma che non stupisce e che dà valore ulteriore alla Campagna “Per scelta, non per caso” per la contraccezione gratuita nei consultori che la Consulta dei Consultori di Roma ha lanciato nel marzo 2014 e che ha raccolto una importante adesione di singoli e associazioni di settore, oltre a quella dell’Assemblea Capitolina e di alcuni Municipi della Capitale.

Quello che stupisce è invece la distanza delle istituzioni sanitarie da questi temi: la pianificazione familiare non fa parte del dibattito e delle iniziative nella sanità italiana e non si capisce davvero il perché, viste le ricadute sociali ed economiche che la maternità, o la rinuncia ad essa, hanno sulla vita delle persone e sulla collettività. E non è estranea al tema la riflessione amara di una distanza complessiva che aumenta tra le esigenze delle persone e le risposte che vengono date ( e non solo nella sanità), tra problemi emergenti o da individuare e la percezione diffusa dello sgretolarsi graduale ma inesorabile del patrimonio professionale e culturale che è stato costruito negli anni.

Torno alla Pianificazione Familiare e ai consultori, nati nel 1975 per la prevenzione e per la promozione della salute della donna e della famiglia. In questi giorni si compiono i 40 anni dalla legge istitutiva e il successo del modello dei consultori italiani è nelle statistiche e nella sua riproposizione vincente in altri contesti. Lo abbiamo detto tante volte e risulta persino stucchevole continuare a ripeterlo, ma è necessario farlo: i consultori familiari hanno subìto negli anni una riduzione graduale ma costante della loro potenzialità operativa attraverso la riduzione del personale, la diminuzione del numero delle sedi e la conseguente diminuzione della possibilità di accesso da parte delle donne, e nonostante questo restano ancora un valido contributo alla consapevolezza e alla salute delle donne. Il rapporto: 1 consultorio ogni 20.000 abitanti, individuato dalla normativa e mai andato a regime, garantirebbe l’offerta attiva di interventi di prevenzione e di promozione della salute alla totalità della popolazione, con evidenti vantaggi di risparmio e di utilizzazione corretta dei servizi della sanità pubblica.

La scelta della Campagna per la contraccezione gratuita nei consultori è stata fatta proprio per mettere in evidenza la “lesione” provocata al diritto di scelta delle donne più svantaggiate e delle giovani, a causa della difficile accessibilità alla pianificazione familiare.

Perché rimettere al centro il diritto di scelta?

Non è una posizione ideologica, è la prospettiva giusta da assumere rispetto all’uso delle risorse limitate di cui disponiamo. Se l’obiettivo dell’azione dei consultori è la tutela della salute della donna e della famiglia, la prevenzione dei tumori femminili, la promozione di una sessualità serena e sicura, la prevenzione dell’aborto e delle IST, la tutela della maternità e della paternità responsabile, il sostegno alla genitorialità – e se queste finalità sono “scolpite” nelle leggi istitutive – lo Stato che le ha promulgate (L.405/75, L.194/78), la Regione Lazio che le ha recepite (L.R.15/76) hanno il dovere di tutelare e valorizzare le azioni che perseguono tali obiettivi.

Non valorizzare le peculiarità dei consultori nella tutela della salute delle donne, rinunciare a difendere e a preservare dal decadimento quello che è stato costruito negli anni e che ha dimostrato di funzionare, equivale ad accettare con indifferenza l’incuria che vediamo giorno dopo giorno materializzarsi intorno a noi, nell’erba che cresce tra le crepe dell’asfalto, nei cassonetti maleodoranti accanto ai ‘tavolini selvaggi’ che si moltiplicano di ora in ora sui marciapiedi dei nostri quartieri, nell’incertezza e nel disagio del trasporto pubblico.

I consultori familiari sono la risposta culturale e politica alle battaglie delle donne degli anni ’70 per l’informazione e per la tutela della salute sessuale e riproduttiva e hanno contribuito all’aumento della consapevolezza delle donne e alla crescita culturale del nostro paese, dalla maternità responsabile alla riduzione costante degli aborti.

La pianificazione familiare non è un’utopia: si può fare operando scelte di politica sociosanitaria, riducendo i costi umani e finanziari degli aborti e delle infezioni a trasmissione sessuale, si può fare sostenendo la genitorialità consapevole e promuovendo l’esercizio del diritto di scelta in tema di riproduzione delle donne e delle coppie. Si può fare sostenendo e implementando i consultori, la loro presenza nei quartieri delle nostre città, valorizzando l’approccio metodologico che consente la presa di coscienza e l’assunzione di responsabilità nei confronti della propria salute.

Prevenire è meglio! O no?

Giuseppina Adorno

19 luglio 2014

Mozioni dei Municipi e dell'Assemblea Capitolina a sostegno della Contraccezione Gratuita nei Consultori

 In questa  estate che sembra strana, politicamente oltre che climaticamente, ci troviamo ancora una volta ad affrontare e sostenere la battaglia di difesa delle peculiarità e delle prerogative dei consultori familiari.

L’obiettivo che la Consulta si è data negli ultimi anni è stato quello di riportare all’attenzione delle Istituzioni e dell’opinione pubblica le potenzialità che un servizio come il CONSULTORIO possiede rispetto alla promozione della salute delle donne e dell’intero nucleo familiare, e al risparmio che può contribuire a realizzare.

In questa prospettiva vanno inseriti gli eventi che la Consulta ha organizzato per far conoscere le attività e la metodologia utilizzata nei consultori e la promozione di strategie significative, anche  in collaborazione con altre istituzioni e associazioni.

Nel convegno “Per scelta, non per caso” del  7 marzo in Campidoglio, la Consulta ha lanciato una petizione perché sia applicato quanto previsto dalla normativa in vigore rispetto alla contraccezione gratuita nei consultori familiari e ha diffuso il modulo per raccogliere le firme di adesione, pubblicato e scaricabile da questo blog. Un atto concreto a sostegno del diritto delle donne e delle coppie a poter decidere se, quando, e quanti figli avere, nella sicurezza  della tutela della salute e dell’autodeterminazione.

 La raccolta delle firme sta procedendo così come procede la presa di posizione di alcuni Municipi ( I, VIII, IX, XV) a favore della petizione della Consulta e anche l’Assemblea Capitolina, su proposta della consigliera Maria Gemma Azuni e del gruppo di SEL, ha approvato la mozione che qui riproduciamo.
 




Invitiamo coloro che volessero aderire alla petizione e/o collaborare alla raccolta delle firme a mettersi in contatto con la Consulta tramite e-mail: consultoriroma@gmail.com  oppure recandosi al proprio consultorio di zona o chiamando il CF di via dei Lincei 93 (06 51008646) o il Consultorio Adolescenti di via A. Emo 11/L (06 68354408/12). Oltre che come singoli, è possibile anche aderire in quanto associazioni o gruppi strutturati.

La raccolta delle firme terminerà con una manifestazione alla quale sarà invitato il Presidente della Regione Nicola Zingaretti, e tutte le realtà associative che hanno aderito alla petizione della Consulta dei Consultori di Roma.

La manifestazione si terrà il 26 settembre – Giornata Mondiale per la Contraccezione – nella  sede della Consulta, in via della Penitenza 37.

Ritengo importante che questa per la Contraccezione Gratuita nei Consultori diventi la battaglia di tutte/i per riaffermare il diritto, riconosciuto dalle leggi ma non applicato, di garantire la somministrazione gratuita in consultorio dei contraccettivi per tutti, italiani e stranieri, adulti e minori.

                                                                                                                                            Giuseppina Adorno

10 giugno 2014

Consultori: leggi da applicare

Ancora norme che puntano a "ridefinire" le attività dei consultori, già definite nelle leggi istitutive e nel Progetto Obiettivo Materno Infantile del 2000.


 Il 12 maggio 2014 è stato pubblicato sul BUR il  DCA n. U00152 che interviene sulle attività  dei Consultori Familiari del Lazio e definisce la tariffa per il rimborso del parto a domicilio, e che ha provocato proteste e perplessità tra gli "addetti ai lavori", le associazioni femminili e femministe, gli operatori dei consultori.
La Consulta dei Consultori Familiari di Roma si è riunita in Assemblea in data 5 giugno 2014 e ha approvato all'unanimità il seguente documento che è stato inviato alla competente Direzione Sanitaria della Regione, al Presidente e Commissario ad acta Zingaretti e alle associazioni che partecipano alla Assemblea delle donne per i consultori.
Questo documento vuole essere l'espressione delle esigenze e delle istanze di chi quotidianamente si trova a gestire - con risorse umane, materiali e logistiche precarie - interventi di prevenzione e di promozione della salute, e a rispondere alle richieste delle donne e degli uomini nei consultori di Roma.
Confidiamo che il dialogo che si è aperto con la Direzione Sanitaria della Regione porti maggiore consapevolezza e attenzione per i problemi concreti che i consultori affrontano ogni giorno.

In merito al Decreto del Commissario ad acta n. U00152 del 12/05/2014 avente per oggetto “Rete per la salute della donna, della coppia e del bambino: ridefinizione e riordino delle funzioni e delle attività dei Consultori Familiari regionali. Tariffa per il rimborso del Parto a domicilio, ad integrazione del Decreto del Presidente in qualità del Commissario ad acta n. U0029 del 01/04/2011” la Consulta dei Consultori del Comune di Roma, come già fatto in presenza di altre proposte di legge regionali sulla stessa materia, intende ribadire che i CCFF del Comune di Roma e della Regione Lazio non hanno bisogno di nuove “ridefinizioni” di funzioni e compiti, ma solo di vedere applicata pienamente la normativa in vigore:

·         la legge istitutiva n. 405/75 e la Legge della Regione Lazio n. 15/76 (ritenuta da molti una delle più avanzate in Italia fra le leggi regionali istitutive dei CCF)  perché nella definizione delle finalità e attività coniuga pienamente l’approccio sanitario a quello sociale 

·          il Progetto Obiettivo Materno Infantile (a cui tutti i Piani Sanitari nazionali e regionali correttamente fanno riferimento) che, oltre a ribadire il metodo di lavoro indica le aree di applicazione, fornisce obiettivi, azioni e indicatori che permettono la piena realizzazione delle finalità delle leggi suddette e la misurazione dei risultati.


La Consulta non ritiene quindi utile soffermarsi in questa sede sui singoli aspetti del testo in oggetto  in quanto i contenuti non sono soltanto discutibili sul piano ideologico e tecnico, ma contrastano palesemente con la normativa vigente.

Chiediamo invece che la Regione Lazio traduca in termini  concreti l’interesse  per le attività dei consultori che ha manifestato attraverso la pubblicazione del Decreto, chiarendo:

1)   come  intende raggiungere il risultato indicato nel DCA  n. 480/2013,  che da una parte afferma di voler arrivare nel triennio 2013-2015  ad “un rapporto fra n. consultori familiari presenti e previsti dal fabbisogno non superiore ad uno scostamento del 20%” rispetto allo standard che è di  1 CF : 20.000 abitanti per le aree urbane e di 1 CF : 10.000 per le aree extraurbane, e dall’altra prevede una costante riduzione degli stanziamenti in bilancio per i consultori nei prossimi anni;

2)   a fronte delle necessità di riduzione della spesa, quali risorse verranno stanziate e quali saranno le priorità per l’adeguamento delle sedi, per il completamento/ampliamento degli organici,  per l’ampliamento dell’offerta dei servizi  e degli orari di apertura;  

3)   quale cronoprogramma si intende definire per vincolare le amministrazioni all’attuazione del piano;

4)   quali vincoli e sanzioni sono previsti per le Direzioni Generali che non ottemperano al piano definito;

5)   quali saranno le iniziative di formazione e aggiornamento del personale consultoriale perché sia rispettato il modello operativo delineato nella normativa, valorizzando la messa in comune delle “buone pratiche” già realizzate, investendo sul piano della  promozione della salute e della prevenzione, promuovendo la interdisciplinarietà e contrastando logiche di categoria professionale che causano conflittualità e riducono l’efficacia dell’azione consultoriale;

6)   quale intervento di riorganizzazione dell’assistenza Ospedaliera e Territoriale si intende promuovere  nel definire reti e percorsi per rispettare i criteri di appropriatezza e di continuità delle cure e  garantire costi più bassi e chiarezza dei ruoli e funzioni dei diversi servizi sociosanitari.


La Consulta ritiene che il decreto in oggetto non risponda alle esigenze di promozione della salute e alle attese delle donne e degli uomini ai quali sono rivolti i CCFF e delle operatrici/operatori che vi lavorano, pertanto chiede che venga abrogato il decreto in oggetto e che si diano risposte concrete ai problemi che impediscono la piena attuazione delle potenzialità dei consultori per promuovere e tutelare la salute sessuale e riproduttiva delle donne e delle coppie.





26 febbraio 2014

Per scelta, non per caso


La Consulta dei Consultori Familiari di Roma 
ha organizzato  il convegno
 
"Per scelta, non per caso"
 
che si terrà il 7 marzo 2014
presso la Sala della Protomoteca in Campidoglio
(entrata dal Portico del Vignola)
dalle ore 8,30 alle 13,30
 
 
per riproporre con forza il tema
dei diritti sessuali e
nello specifico del diritto alla contraccezione

Siamo a meno di un anno dal 2015, termine fissato per il raggiungimento degli obiettivi del Millennio
e in particolare del target 5B: "Rendere possibile l'accesso universale ai sistemi di salute riproduttiva"
e siamo in ritardo ...



 
L'obiettivo che il convegno si pone è far sì che tutte le donne abbiano la possibilità di scegliere se, quando e quanti figli avere e sia garantito l'accesso ad un'ampia scelta di contraccettivi, seguendo un approccio che riconosce e tutela i diritti sessuali di tutti in termini positivi e non solo in quanto prevenzione dei rischi ...
 
All'iniziativa hanno concesso il patrocinio gratuito la Regione Lazio, l'Assessorato Scuola Infanzia Giovani e Pari Opportunità e l'Assessorato Sostegno sociale e Sussidiarietà di Roma Capitale .

Invitiamo tutte/tutti a partecipare e a diffondere l'iniziativa
Info: 0668354408
 

 

13 dicembre 2013

Giornate di prevenzione e test hiv rapido

Una iniziativa della Unità Operativa Consultori Familiari e Immigrazione della Asl Roma E in collaborazione con il Circolo Mario Mieli per il mese della Prevenzione contro le Infezioni a Trasmissione Sessuale.



In occasione del mese della prevenzione contro le Infezioni a Trasmissione Sessuale (IST) la ASL Roma E, in collaborazione con il Circolo di Cultura Omosessuale Mario Mieli, organizza quattro appuntamenti di informazione e counseling sulle IST e l'HIV durante i quali sarà possibile accedere al Test Hiv Salivare rapido.
Il Test Rapido dà la possibilità di conoscere il proprio stato sierologico senza prelievo ematico, ma con un campione di saliva, in soli venti minuti.
Durante i quattro eventi promossi dalla ASL Roma E e dal Circolo Mario Mieli sarà possibile accedere al
counseling sulle IST e al Test Hiv Rapido grazie all'apertura straordinaria del Consultorio Familiare - Monte Mario (Municipio XIV) piazza Santa Maria della Pietà 5 Pad. 5, del Consultorio Adolescenti (Municipio I) di via Angelo Emo 11/L e alle due uscite dell'Unità Mobile del Circolo di Cultura Omosessuale Mario Mieli sui territori di Prati (Municipio I, Piazza Cola di Rienzo) e Flaminio (Municipio XV, Piazzale Ponte Milvio).
Durante gli incontri saranno presenti
medici e operatori della ASL Roma E e del Circolo di Cultura Omosessuale Mario Mieli che distribuiranno preservativi, materiale informativo e saranno disponibili a fornire informazioni sull'HIV e le altre IST.

L'iniziativa prevede i seguenti appuntamenti:

UNITÁ DI STRADA
Venerdì 13.12.13 dalle ore 20 alle ore 24 - Piazzale Ponte Milvio (angolo via Flaminia)
Sabato 14.12.13 dalle ore 14 alle ore 20 - Piazza Cola di Rienzo (Fronte Mondadori)

CONSULTORI
Lunedì 16.12.13 dalle ore 14.30 alle 20.00 - Consultorio Adolescenti Via Angelo Emo, 11/L
Lunedì 16.12.13 dalle ore 14.30 alle 20.00 - CF Monte Mario, piazza Santa Maria della Pietà, 5 Pad. 5

INFO
Rainbow Line
800.11.06.11

 

29 novembre 2013

Le parole che fanno crescere (bambini e genitori)










I Consultori Familiari da anni  sono impegnati nella 
Campagna Nazionale Genitori Più che promuove 8 azioni integrate di dimostrata efficacia su determinanti di salute e sui rischi prevalenti nei primi anni di vita. Una delle azioni riguarda la promozione della lettura ad alta voce, secondo quanto indicato nel progetto “Nati per leggere” , avviato e sperimentato in Italia dal 1999.
E’ ormai accertato che l’attuazione di interventi volti a promuovere la lettura precoce ai bambini fin da piccoli  ha effetti positivi a lungo termine sul loro sviluppo cognitivo e relazionale e sulle competenze di "literacy", che permettono di  raggiungere migliori livelli di istruzione, favorendo l’inclusione sociale delle fasce di popolazioni più fragili. 
La “literacy” è  dunque fortemente associata alla salute, è infatti  riconosciuta come pre-condizione di benessere accanto alle condizioni socioeconomiche.

Perché il Consultorio Familiare?
Il modello di lavoro consultoriale chiama gli operatori ad agire affinché le donne, gli uomini, i futuri genitori diventino parte attiva e consapevole nelle scelte di salute.  Negli incontri di accompagnamento alla nascita, negli incontri dopo il parto con i neo-genitori, nello “spazio allattamento”, gli operatori  offrono ascolto, sostegno, la possibilità di confronto tra pari, cercano di favorire il “contatto” con il bambino e perciò l’uso di tutti i sensi,  l’ascolto, la voce, il ritmo che dalla ninna nanna alla filastrocca conducono alla scoperta della lettura …
La promozione della lettura ad alta voce fin dalla gravidanza  rientra perciò a pieno titolo nelle azioni di sostegno della genitorialità e di promozione delle competenze materne e paterne (empowerment) anche attraverso il reciproco aiuto tra futuri e nuovi genitori.
Per questo dal 5 all' 8 dicembre la Consulta dei Consultori Familiari sarà presente alla  Fiera Nazionale della Piccola e Media Editoria "Più Libri Più Liberi" per leggere con mamme e papà in attesa e con i genitori e i loro bambini 

                                                                                                                                                                Un'esperienza di lettura al Consultorio Familiare
23 novembre 2013


 

"Gli umani, appena nati, paiono esseri fragili e precari, in bilico sul ciglio della vita come sul crinale di una collina. Forse lo sono davvero, o forse è la nostra ansia di genitori che li vede così. Fatto sta che, a quel punto, noi prendiamo d'istinto a chiamarli, con voci e sorrisi, perché da quel crinale si lascino scivolare verso di noi, da questa parte e non da quella .....
...... La cosa fondamentale che questo libro1 dice a un genitore è dunque questa: parla a tuo figlio. Hai un potere di umana magia nella gola, unico eppure comune: perché ne sei avaro? Parla con lui, con lei. Non negargli ciò che sai fare, che gli serve. E se non sai cosa dire, ci sono sorgenti di parole giuste, che son fatte per questo: leggi un libro."

1 LEGGIMI FORTE di Bruno Tognolini e Rita Valentino Merletti

25 novembre 2013

Giornata Mondiale contro la violenza sulle donne



25 novembre 2013
 
 
E’ importante e direi anche doveroso, nelle giornate che a livello internazionale sono dedicate alle donne, ricordare la realtà che in ogni parte del mondo le donne si trovano ad affrontare per il solo fatto di essere donne. Oggi è una di quelle giornate, è la Giornata Mondiale contro la violenza sulle donne, istituita e celebrata dall’Organizzazione delle Nazioni Unite a partire dal 1999, e non è superfluo né banale ricordare e denunciare che le donne continuano ad essere minacciate, picchiate, violentate e uccise da uomini legati a loro da rapporti d’amore o di parentela.
Quest’anno sono già 128 le donne uccise in Italia da uomini che avevano avuto o avevano una relazione con loro. Per fortuna cresce anche il numero delle donne che trovano il coraggio di denunciare minacce e molestie, anche se purtroppo non sempre la denuncia serve a scongiurare il delitto. C’è ancora molto lavoro da fare per creare le condizioni affinché le donne possano fidarsi delle Istituzioni; mi riferisco certamente alle leggi e alle iniziative che sono state messe in campo e a quelle che verranno, ma penso anche al ruolo importante dei servizi territoriali che le donne e gli uomini frequentano.
I consultori sono impegnati da sempre – nel rapporto con i singoli, nell'approccio con le coppie e negli incontri di gruppo – per dare consapevolezza alle donne del loro valore e del loro potere nella tutela della propria salute, e anche come presidio contro la violenza di genere. Nella Asl RmE, per iniziativa della UOC Consultori Familiari e Immigrazione, è attivo da qualche anno il progetto  “Libere di Parlare” che ha messo in rete operatori sociali e sanitari dei servizi territoriali e degli ospedali con le forze dell’ordine, con i Centri Antiviolenza e con le associazioni del terzo settore, per creare un protocollo comune di intervento. Oltre ad aumentare la sensibilità individuale degli operatori e a creare un linguaggio ed una prassi condivisa per trattare i casi di violenza che arrivano ai servizi ospedalieri e territoriali, nei commissariati o presso gli sportelli delle associazioni, il progetto si pone l’obiettivo di far emergere quella violenza di genere – soprattutto domestica – che spesso è parte inscindibile delle relazioni di coppia e intrafamiliari.
Credo che per ridurre la violenza di genere si debba lavorare molto a livello culturale e migliorare il grado di giustizia sociale nel nostro Paese. E credo anche che se fossero potenziati gli interventi e i servizi di prevenzione e di promozione della salute - che significa anche fare cultura - si potrebbero ridurre le ferite che oggi bloccano le potenzialità delle donne e degli uomini di costruire un futuro migliore per tutti.
P.A.

 

21 maggio 2013

Trentacinque anni con la legge 194


Il 22 maggio 1978 veniva approvata la legge "Norme per la tutela sociale della maternità e sull'interruzione volontaria della gravidanza" conosciuta con il numero della pubblicazione: 194.
A distanza di 35 anni sono ancora numerosi gli ostacoli che si oppongono alla piena applicazione della legge, a cominciare da una non completa diffusione dell'educazione sessuale nelle scuole e nei contesti di aggregazione giovanile e dalla difficoltà per gli operatori di intervenire con l'offerta attiva su tutta la popolazione in età fertile, a causa della insufficienza della rete dei consultori. Per non parlare  del fenomeno dell'obiezione di coscienza in continuo aumento e delle conseguenze nefaste che ha sui tempi di attesa per le donne e sulle modalità di lavoro per gli operatori sanitari ... e su questo ci sarebbe tanto da approfondire.
Più volte su questo blog abbiamo sottolineato l'importanza di lavorare sulla prevenzione e sulla promozione della salute sessuale e riproduttiva, sia per affermare e consentire l'esercizio di un diritto, sia per ridurre i costi economici ed umani che ne conseguono.  In occasione di questo 35° anniversario ci fa piacere ricordare il valore  della legge 194 che, nonostante i limiti cui si accennava, si è dimostrata una delle più efficaci tra quelle che sono intervenute sul tema della salute e dell'approccio culturale, dal momento che le interruzioni volontarie della gravidanza da allora sono in continuo calo.
Segnaliamo per coloro che volessero approfondire i numerosi aspetti legati alle tematiche che la legge 194 affronta, due occasioni utili che si svolgono entrambe mercoledì 22 maggio
 
la prima ha inizio alle 9,30 presso l'Azienda Ospedaliera San Camillo Forlanini:

22 Maggio 1978 / 22 Maggio 2013
35 anni di una legge
Dalla realtà dei servizi, le proposte per la Regione Lazio
 
 
la seconda si tiene presso la Casa Internazionale delle Donne dalle ore 18,00:

La prima parola e l’ultima
22 maggio 1978 – 22 maggio 2013

Per informazioni e dettagli sulle iniziative

15 febbraio 2013

Iniziativa su diritti e salute delle donne



****Le Ribellule presentano*****

16 Febbraio 2013
V E N G O A L L A P R I M A
@Tuba Bazar - Via del Pigneto, 19


Dalle ore 18:00

Proiezione del video-documentario
 "La mia scelta viene prima"

Strumento di denuncia, d’informazione e di lotta, nonché un gesto di
vicinanza verso chi ha vissuto esperienze simili.
di e con il collettivo femminista e lesbico Vengo Prima di Venezia

a seguire dibattito sull'obiezione di coscienza e sui consultori.
confronto sullo stato dell'arte in varie regioni italiane rispetto alla
libertà di scelta e sugli strumenti collettivi di lotta

Sulla salute delle donne non si obietta!

intervengono:

Collettivo femminista e lesbico Vengo Prima
Mirella Parachini - ginecologa, vice presidente FIAPAC
Pina Adorno - Consulta dei Consultori Familiari di Roma
Lisa Canitano - Vita di Donna Onlus

Sono invitate a partecipare le donne, le operatrici dei consultori,
comitati e collettivi a difesa della salute pubblica e della libertà di
scelta.





 

12 gennaio 2013

Anno Nuovo


B u o n   A n n o!

Con l'immagine del poster/calendario della Consulta dei Consultori del 2013 auguriamo a tutti voi di trascorrere questo anno appena cominciato nel migliore dei modi, accompagnati dal sorriso che questa giovane donna ci rivolge.
Nel momento del passaggio da un anno all’altro viene spontaneo fare il bilancio di quanto avvenuto nell’anno trascorso ed esprimere desideri e propositi per quello che inizia. Non mi sottraggo a questo rito e vorrei condividere con voi alcune riflessioni sulla situazione dei consultori della nostra città.

Il 2012 non è stato un anno positivo per i nostri consultori. Come abbiamo di volta in volta comunicato su questo blog, molti consultori hanno chiuso, il numero degli operatori continua a diminuire e le Asl tendono ad accorpare servizi e sedi, tendenza che, anche se “giustificata” dalle carenze di personale e di risorse in genere, lascia scoperti quartieri popolosi e già carenti di servizi di primo livello, esponendo i cittadini, e le donne in particolare, a rischi maggiori per la salute e, in prospettiva, ad un aumento dei costi per l’assistenza sanitaria.

Questo avviene nonostante statistiche e documenti ufficiali dimostrino che la presenza dei CCFF riduce il numero delle interruzioni di gravidanza e il ricorso al taglio cesareo, e migliora il rapporto delle donne con la propria salute, aumentando anche la qualità delle relazioni e della salute all’interno della famiglia.
Sappiamo che la sanità italiana è in grave crisi, ma siamo convinte che salvare i consultori contribuirebbe ad un risparmio effettivo per le casse dello Stato e continueremo a sostenerlo e a lottare anche in futuro perché venga riconosciuta l’importanza strategica del ruolo - di prevenzione e di promozione della salute - dei CCFF nel sistema sanitario nazionale.
Il 2012 è stato anche l’anno che ha visto la sconfitta definitiva del “progetto Tarzia” per la soppressione dei consultori pubblici del Lazio. La conclusione anticipata e ingloriosa della giunta Polverini ha infatti portato via con sé quella ignobile “riforma” dei consultori che il movimento delle donne - con la Consulta dei Consultori in prima fila - ha iniziato a combattere nel 2010 e che ha visto organizzarsi, intorno al tema della salute e dell’autodeterminazione della donna, una grande partecipazione di associazioni femminili e femministe, donne singole, sindacati …

Riunite nell’Assemblea Permanente delle Donne per i Consultori, in dialogo con i consiglieri regionali dell’opposizione, le donne del Lazio hanno reagito e sono riuscite a bloccare per oltre due anni i tentativi di approvazione – quelli palesi come quelli più subdoli inseriti nella riforma dell'assessore Forte – della proposta di legge regionale, e questo va indubbiamente considerato un successo.

Quello che invece un successo non è di certo è la condizione della donna, che diventa sempre più critica, e non solo a Roma e in Italia.

I “pesi” che le donne devono sostenere sono sempre più gravosi: la mancanza di lavoro e la povertà che la crisi economica ha portato nelle società occidentali ha un effetto più forte per le donne, che si trovano a dover ricoprire un ruolo supplementare di assistenza e di cura all’interno della famiglia a causa della diminuzione di investimenti degli enti locali sui servizi alla persona e delle Asl sui presidi territoriali di primo livello.
La riduzione di servizi come i consultori pubblici e l’aumento dei costi sanitari per accedere a cure ed analisi rende più precarie le condizioni di salute e aumenta il rischio di patologie, soprattutto per le donne immigrate.

Parallelamente al peggioramento delle condizioni economiche, sanitarie e sociali, il 2012 è stato un anno particolarmente tragico per le donne: il fenomeno che è stato definito “femminicidio”- l’uccisione di donne per mano di uomini violenti a loro in qualche modo legati - ha toccato l’apice per quantità di vittime e per la ferocia delle esecuzioni.

Nonostante i progressi tecnologici e scientifici che caratterizzano l’epoca in cui viviamo, nonostante normative e dichiarazioni a favore della parità dei sessi, la condizione della donna sembra retrocedere anziché progredire rispetto alle acquisizioni culturali e sociali maturate a partire dagli anni ’60.
In Italia nel 2012 ci sono stati oltre 120 omicidi di genere e in molte zone del pianeta gran parte delle donne vive una condizione di assoggettamento e di esposizione totale all’arbitrio e alla violenza degli uomini - la cronaca nazionale e internazionale è piena di episodi raccapriccianti che si rincorrono come in una “via crucis” femminile collettiva.

Il proposito per l’anno che è cominciato non può che essere quello di proseguire a tutti i livelli le battaglie per riaffermare con forza per le donne il diritto di vivere, il diritto allo studio e al lavoro, il diritto ad essere rappresentate e ascoltate, di avere servizi pubblici in grado di dare risposte alle esigenze di salute e di cura delle donne e dei nuclei familiari.

Come Consulta intendiamo vigilare sulla situazione dei Consultori Familiari di Roma e raccogliere dati per elaborare e presentare proposte a maggior tutela della salute delle donne e dei nostri servizi.
Intendiamo dedicare la nostra attenzione alla realtà in continua evoluzione e costruire iniziative che mettano in evidenza le potenzialità dei consultori per la promozione della salute delle donne, delle coppie, degli adolescenti e dei bambini.
L'impegno e il tempo che spenderemo per questo obbiettivo sarà il regalo che faremo alle donne e a noi stessi per il nuovo anno. Auguri!

Pina Adorno

14 dicembre 2012

Ricordiamo con affetto due donne speciali

A distanza di pochi giorni una dall’altra, ci hanno lasciato due persone importanti, due donne che hanno fatto la storia del movimento delle donne e che fino all’ultimo hanno testimoniato il loro attaccamento alla vita e alle battaglie che hanno costellato la loro esistenza.


Liliana Ingargiola

Liliana Ingargiola, femminista della prima ora, tra le fondatrici del Movimento di Liberazione della Donna e impegnata nelle battaglie del Partito Radicale, ha testimoniato con la sua vita la bellezza e la fatica costante di essere donna e di essere libera.
La vivacità, l’intelligenza e la sensibilità che hanno contraddistinto la sua persona, l’hanno sempre collocata in primissima fila per la difesa instancabile dei diritti delle donne, dei disabili - con i quali ha lavorato a lungo - delle persone più deboli, impegnandosi per l’affermazione della giustizia, sempre.




Liliana Barca

Liliana Barca, dirigente dell’UDI, impegnata negli anni ’70 nella battaglia per i consultori pubblici e poi sempre “sulle barricate” con la lucidità del pensiero e dell’azione in favore della salute delle donne, per la scelta libera e responsabile nella sessualità così come per la maternità, per la difesa e l’applicazione della 194.
Impegnata con l’associazione Donne per i Consultori, resta nel pensiero e nel ricordo di tutte noi come un esempio di instancabile combattente e di determinazione nel perseguire obiettivi ‘giusti’.
A entrambe queste grandi donne e alla loro vita coerente e piena, va la nostra gratitudine e la nostalgia nell’ultimo saluto.


da Astrid Lun un ricordo di Liliana Barca

"Perchè il personale è politico"
E' stato un privilegio, per noi, averti conosciuta ed aver condiviso con te parte dei nostri percorsi!!! Dalle lotte per aprire i consultori, alla Consulta, ai Centri Antiviolenza.....
La tua è stata una vita di impegno, di solidarietà, di condivisione e ti siamo grate per tutti i contributi che ci hai donato. Ma soprattutto vogliamo ricordarci dei tuoi modi gentili e premurosi e del tuo sorriso, che sapevi offrire, sicura che tutto si potesse ricercare ed anche ottenere con modalità altre, "di donne". E' questo essere "donna" in ogni atto della quotidianità che ci è più caro e che rimarrà patrimonio di tutte noi.... GRAZIE LILIANA!

26 novembre 2012

25 novembre. Giornata mondiale contro la violenza alle donne

Il 22 novembre si è svolto il convegno che la Consulta dei Consultori di Roma ha organizzato insieme ad Aidos per presentare il Rapporto Unfpa sulla popolazione mondiale 2012 e ribadire, anche attraverso l'esperienza di Aidos nei paesi in via di sviluppo, la validità del modello di intervento dei consultori italiani per l'empowerment delle donne e per la tutela della salute sessuale e riproduttiva.


E' stato un modo per celebrare la Giornata mondiale contro la violenza alle donne, un modo per dire che dove c'è consapevolezza di sè e dei propri diritti la violenza arretra, dove il ruolo e la salute della donna hanno cittadinanza, lo sviluppo c'è,  la società evolve. "Quando le donne stanno bene, tutto il mondo sta meglio" ci ricorda Amartya Sen, ed è anche la conclusione a cui giunge il Rapporto Unfpa, che evidenzia come diritti umani e pianificazione familiare aumentino il livello di sviluppo di ogni paese.

Pina Adorno e Daniela Colombo
Il fatto stesso che ci sia una giornata dedicata al contrasto della violenza contro le donne che tutto il mondo celebra, e che le morti e le aggressioni alle donne siano in aumento per quantità e ferocia, ci dà invece la misura della situazione ancora molto difficile della condizione della donna nel mondo.

Paola Cirillo mostra alcune immagini dei consultori Aidos nel mondo
 Nel corso del convegno è stata presentata l'esperienza dei consultori e delle strutture ambulatoriali che Aidos ha costruito in Giodania, in Nepal, in Burkina Faso e in tante altre realtà e che sono state discusse e commentate con il pubblico.


Durante il dibattito molte donne presenti hanno sottolineato come le scelte politiche istituzionali non privilegino l'empowerment delle donne, che comporterebbe non solo un aumento di salute per le donne e più in generale per le famiglie e le comunità, ma anche un risparmio per la spesa sanitaria. E questo nonostante la normativa italiana preveda una distribuzione territoriale dei consultori tale da garantire a tutte le donne l'offerta attiva relativa alla prevenzione dei tumori, alla contraccezione e alla sessualità, alla prevenzione preconcezionale e al sostegno alla maternità e alla genitorialità.


Nella relazione introduttiva la presidente della Consulta, oltre a ricordare che il compito principale dei consultori è quello di garantire il diritto fondamentale all'informazione, che è tanto più efficace perchè avviene tramite la relazione con operatori formati, ha evidenziato come il significato e la strategicità della presenza dei consultori nel territorio sia di tale portata da essere paragonata a quella dei medici di base e dei pediatri di libera scelta che, insieme ai consultori, potrebbero garantire un efficace sistema di cure primarie per la prevenzione e la promozione della salute dei cittadini.
Daniela Colombo dialoga con il pubblico














Serena Fiorletta illustra la Campagna per il condom femminile che Aidos ha lanciato in Italia, dove non è ancora in commercio. Un mezzo contraccettivo in più perchè la donna possa esercitare il proprio diritto di scelta rispetto alla pianificazione familiare.




Alcune delle bamboline sulle quali i partecipanti hanno scritto la loro opinione e che verranno esposte l'8 dicembre a Roma.