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23 febbraio 2015

Per scelta, non per caso. Campagna per la contraccezione gratuita nei consultori pubblici.

Pubblichiamo i poster che la Consulta ha realizzato per la giornata conclusiva della Campagna per la contraccezione gratuita nei consultori pubblici, realizzata in collaborazione con l'Assessorato alle Pari Opportunità di Roma Capitale, il 26 settembre 2014.














26 febbraio 2014

Per scelta, non per caso


La Consulta dei Consultori Familiari di Roma 
ha organizzato  il convegno
 
"Per scelta, non per caso"
 
che si terrà il 7 marzo 2014
presso la Sala della Protomoteca in Campidoglio
(entrata dal Portico del Vignola)
dalle ore 8,30 alle 13,30
 
 
per riproporre con forza il tema
dei diritti sessuali e
nello specifico del diritto alla contraccezione

Siamo a meno di un anno dal 2015, termine fissato per il raggiungimento degli obiettivi del Millennio
e in particolare del target 5B: "Rendere possibile l'accesso universale ai sistemi di salute riproduttiva"
e siamo in ritardo ...



 
L'obiettivo che il convegno si pone è far sì che tutte le donne abbiano la possibilità di scegliere se, quando e quanti figli avere e sia garantito l'accesso ad un'ampia scelta di contraccettivi, seguendo un approccio che riconosce e tutela i diritti sessuali di tutti in termini positivi e non solo in quanto prevenzione dei rischi ...
 
All'iniziativa hanno concesso il patrocinio gratuito la Regione Lazio, l'Assessorato Scuola Infanzia Giovani e Pari Opportunità e l'Assessorato Sostegno sociale e Sussidiarietà di Roma Capitale .

Invitiamo tutte/tutti a partecipare e a diffondere l'iniziativa
Info: 0668354408
 

 

12 gennaio 2013

Anno Nuovo


B u o n   A n n o!

Con l'immagine del poster/calendario della Consulta dei Consultori del 2013 auguriamo a tutti voi di trascorrere questo anno appena cominciato nel migliore dei modi, accompagnati dal sorriso che questa giovane donna ci rivolge.
Nel momento del passaggio da un anno all’altro viene spontaneo fare il bilancio di quanto avvenuto nell’anno trascorso ed esprimere desideri e propositi per quello che inizia. Non mi sottraggo a questo rito e vorrei condividere con voi alcune riflessioni sulla situazione dei consultori della nostra città.

Il 2012 non è stato un anno positivo per i nostri consultori. Come abbiamo di volta in volta comunicato su questo blog, molti consultori hanno chiuso, il numero degli operatori continua a diminuire e le Asl tendono ad accorpare servizi e sedi, tendenza che, anche se “giustificata” dalle carenze di personale e di risorse in genere, lascia scoperti quartieri popolosi e già carenti di servizi di primo livello, esponendo i cittadini, e le donne in particolare, a rischi maggiori per la salute e, in prospettiva, ad un aumento dei costi per l’assistenza sanitaria.

Questo avviene nonostante statistiche e documenti ufficiali dimostrino che la presenza dei CCFF riduce il numero delle interruzioni di gravidanza e il ricorso al taglio cesareo, e migliora il rapporto delle donne con la propria salute, aumentando anche la qualità delle relazioni e della salute all’interno della famiglia.
Sappiamo che la sanità italiana è in grave crisi, ma siamo convinte che salvare i consultori contribuirebbe ad un risparmio effettivo per le casse dello Stato e continueremo a sostenerlo e a lottare anche in futuro perché venga riconosciuta l’importanza strategica del ruolo - di prevenzione e di promozione della salute - dei CCFF nel sistema sanitario nazionale.
Il 2012 è stato anche l’anno che ha visto la sconfitta definitiva del “progetto Tarzia” per la soppressione dei consultori pubblici del Lazio. La conclusione anticipata e ingloriosa della giunta Polverini ha infatti portato via con sé quella ignobile “riforma” dei consultori che il movimento delle donne - con la Consulta dei Consultori in prima fila - ha iniziato a combattere nel 2010 e che ha visto organizzarsi, intorno al tema della salute e dell’autodeterminazione della donna, una grande partecipazione di associazioni femminili e femministe, donne singole, sindacati …

Riunite nell’Assemblea Permanente delle Donne per i Consultori, in dialogo con i consiglieri regionali dell’opposizione, le donne del Lazio hanno reagito e sono riuscite a bloccare per oltre due anni i tentativi di approvazione – quelli palesi come quelli più subdoli inseriti nella riforma dell'assessore Forte – della proposta di legge regionale, e questo va indubbiamente considerato un successo.

Quello che invece un successo non è di certo è la condizione della donna, che diventa sempre più critica, e non solo a Roma e in Italia.

I “pesi” che le donne devono sostenere sono sempre più gravosi: la mancanza di lavoro e la povertà che la crisi economica ha portato nelle società occidentali ha un effetto più forte per le donne, che si trovano a dover ricoprire un ruolo supplementare di assistenza e di cura all’interno della famiglia a causa della diminuzione di investimenti degli enti locali sui servizi alla persona e delle Asl sui presidi territoriali di primo livello.
La riduzione di servizi come i consultori pubblici e l’aumento dei costi sanitari per accedere a cure ed analisi rende più precarie le condizioni di salute e aumenta il rischio di patologie, soprattutto per le donne immigrate.

Parallelamente al peggioramento delle condizioni economiche, sanitarie e sociali, il 2012 è stato un anno particolarmente tragico per le donne: il fenomeno che è stato definito “femminicidio”- l’uccisione di donne per mano di uomini violenti a loro in qualche modo legati - ha toccato l’apice per quantità di vittime e per la ferocia delle esecuzioni.

Nonostante i progressi tecnologici e scientifici che caratterizzano l’epoca in cui viviamo, nonostante normative e dichiarazioni a favore della parità dei sessi, la condizione della donna sembra retrocedere anziché progredire rispetto alle acquisizioni culturali e sociali maturate a partire dagli anni ’60.
In Italia nel 2012 ci sono stati oltre 120 omicidi di genere e in molte zone del pianeta gran parte delle donne vive una condizione di assoggettamento e di esposizione totale all’arbitrio e alla violenza degli uomini - la cronaca nazionale e internazionale è piena di episodi raccapriccianti che si rincorrono come in una “via crucis” femminile collettiva.

Il proposito per l’anno che è cominciato non può che essere quello di proseguire a tutti i livelli le battaglie per riaffermare con forza per le donne il diritto di vivere, il diritto allo studio e al lavoro, il diritto ad essere rappresentate e ascoltate, di avere servizi pubblici in grado di dare risposte alle esigenze di salute e di cura delle donne e dei nuclei familiari.

Come Consulta intendiamo vigilare sulla situazione dei Consultori Familiari di Roma e raccogliere dati per elaborare e presentare proposte a maggior tutela della salute delle donne e dei nostri servizi.
Intendiamo dedicare la nostra attenzione alla realtà in continua evoluzione e costruire iniziative che mettano in evidenza le potenzialità dei consultori per la promozione della salute delle donne, delle coppie, degli adolescenti e dei bambini.
L'impegno e il tempo che spenderemo per questo obbiettivo sarà il regalo che faremo alle donne e a noi stessi per il nuovo anno. Auguri!

Pina Adorno

14 dicembre 2012

Ricordiamo con affetto due donne speciali

A distanza di pochi giorni una dall’altra, ci hanno lasciato due persone importanti, due donne che hanno fatto la storia del movimento delle donne e che fino all’ultimo hanno testimoniato il loro attaccamento alla vita e alle battaglie che hanno costellato la loro esistenza.


Liliana Ingargiola

Liliana Ingargiola, femminista della prima ora, tra le fondatrici del Movimento di Liberazione della Donna e impegnata nelle battaglie del Partito Radicale, ha testimoniato con la sua vita la bellezza e la fatica costante di essere donna e di essere libera.
La vivacità, l’intelligenza e la sensibilità che hanno contraddistinto la sua persona, l’hanno sempre collocata in primissima fila per la difesa instancabile dei diritti delle donne, dei disabili - con i quali ha lavorato a lungo - delle persone più deboli, impegnandosi per l’affermazione della giustizia, sempre.




Liliana Barca

Liliana Barca, dirigente dell’UDI, impegnata negli anni ’70 nella battaglia per i consultori pubblici e poi sempre “sulle barricate” con la lucidità del pensiero e dell’azione in favore della salute delle donne, per la scelta libera e responsabile nella sessualità così come per la maternità, per la difesa e l’applicazione della 194.
Impegnata con l’associazione Donne per i Consultori, resta nel pensiero e nel ricordo di tutte noi come un esempio di instancabile combattente e di determinazione nel perseguire obiettivi ‘giusti’.
A entrambe queste grandi donne e alla loro vita coerente e piena, va la nostra gratitudine e la nostalgia nell’ultimo saluto.


da Astrid Lun un ricordo di Liliana Barca

"Perchè il personale è politico"
E' stato un privilegio, per noi, averti conosciuta ed aver condiviso con te parte dei nostri percorsi!!! Dalle lotte per aprire i consultori, alla Consulta, ai Centri Antiviolenza.....
La tua è stata una vita di impegno, di solidarietà, di condivisione e ti siamo grate per tutti i contributi che ci hai donato. Ma soprattutto vogliamo ricordarci dei tuoi modi gentili e premurosi e del tuo sorriso, che sapevi offrire, sicura che tutto si potesse ricercare ed anche ottenere con modalità altre, "di donne". E' questo essere "donna" in ogni atto della quotidianità che ci è più caro e che rimarrà patrimonio di tutte noi.... GRAZIE LILIANA!

26 novembre 2012

25 novembre. Giornata mondiale contro la violenza alle donne

Il 22 novembre si è svolto il convegno che la Consulta dei Consultori di Roma ha organizzato insieme ad Aidos per presentare il Rapporto Unfpa sulla popolazione mondiale 2012 e ribadire, anche attraverso l'esperienza di Aidos nei paesi in via di sviluppo, la validità del modello di intervento dei consultori italiani per l'empowerment delle donne e per la tutela della salute sessuale e riproduttiva.


E' stato un modo per celebrare la Giornata mondiale contro la violenza alle donne, un modo per dire che dove c'è consapevolezza di sè e dei propri diritti la violenza arretra, dove il ruolo e la salute della donna hanno cittadinanza, lo sviluppo c'è,  la società evolve. "Quando le donne stanno bene, tutto il mondo sta meglio" ci ricorda Amartya Sen, ed è anche la conclusione a cui giunge il Rapporto Unfpa, che evidenzia come diritti umani e pianificazione familiare aumentino il livello di sviluppo di ogni paese.

Pina Adorno e Daniela Colombo
Il fatto stesso che ci sia una giornata dedicata al contrasto della violenza contro le donne che tutto il mondo celebra, e che le morti e le aggressioni alle donne siano in aumento per quantità e ferocia, ci dà invece la misura della situazione ancora molto difficile della condizione della donna nel mondo.

Paola Cirillo mostra alcune immagini dei consultori Aidos nel mondo
 Nel corso del convegno è stata presentata l'esperienza dei consultori e delle strutture ambulatoriali che Aidos ha costruito in Giodania, in Nepal, in Burkina Faso e in tante altre realtà e che sono state discusse e commentate con il pubblico.


Durante il dibattito molte donne presenti hanno sottolineato come le scelte politiche istituzionali non privilegino l'empowerment delle donne, che comporterebbe non solo un aumento di salute per le donne e più in generale per le famiglie e le comunità, ma anche un risparmio per la spesa sanitaria. E questo nonostante la normativa italiana preveda una distribuzione territoriale dei consultori tale da garantire a tutte le donne l'offerta attiva relativa alla prevenzione dei tumori, alla contraccezione e alla sessualità, alla prevenzione preconcezionale e al sostegno alla maternità e alla genitorialità.


Nella relazione introduttiva la presidente della Consulta, oltre a ricordare che il compito principale dei consultori è quello di garantire il diritto fondamentale all'informazione, che è tanto più efficace perchè avviene tramite la relazione con operatori formati, ha evidenziato come il significato e la strategicità della presenza dei consultori nel territorio sia di tale portata da essere paragonata a quella dei medici di base e dei pediatri di libera scelta che, insieme ai consultori, potrebbero garantire un efficace sistema di cure primarie per la prevenzione e la promozione della salute dei cittadini.
Daniela Colombo dialoga con il pubblico














Serena Fiorletta illustra la Campagna per il condom femminile che Aidos ha lanciato in Italia, dove non è ancora in commercio. Un mezzo contraccettivo in più perchè la donna possa esercitare il proprio diritto di scelta rispetto alla pianificazione familiare.




Alcune delle bamboline sulle quali i partecipanti hanno scritto la loro opinione e che verranno esposte l'8 dicembre a Roma.


23 febbraio 2012

28 febbraio alla Sala Rosi


Un appuntamento per conoscere i risultati della ricerca che la Società italiana di sociologia del Lazio ha svolto tra le donne e gli uomini che frequentano i consultori familiari della nostra Regione e per discuterne insieme: martedì 28 febbraio, dalle 9,00 alle 13,00 presso la Sala Rosi, V Dipartimento del Comune di Roma, viale Manzoni 16.

12 febbraio 2012

I consultori e la par condicio

di Pina Adorno

Sconcertante la vicenda della delibera Cota in Piemonte, che consentiva l’attività delle associazioni pro life all’interno dei consultori pubblici, impugnata dall’associazione Casa delle Donne e respinta dalla sentenza del Tar del Piemonte, sentenza che peraltro estende alla Casa delle Donne la possibilità di operare all’interno dei consultori.

Un epilogo che svela platealmente l’uso strumentale che viene fatto delle donne e della loro salute. Proviamo ad immaginare questo scenario di guerra, nel quale la donna non viene rispettata e sostenuta nel suo percorso decisionale nei confronti di un inizio di gravidanza problematica, ma viene “contesa” tra ‘fazioni opposte’, almeno è così che il giudice amministrativo vede la cosa.

E proviamo ad immaginare come gli operatori possano svolgere serenamente e lucidamente il proprio ruolo, che comporta la costruzione delle condizioni che consentano alla donna di guardare consapevolmente alle proprie risorse e possibilità, e di prendere una decisione nella libertà che una legge dello Stato, la 194/78, le riconosce.

Questa sentenza, che viene a distanza di poche ore dal tentativo dell’assessore regionale ai servizi sociali di cancellare in un sol momento i consultori del Lazio, dimostra ancora una volta, se ce ne fosse bisogno, il disegno violento e offensivo in atto da parte di forze irresponsabili il cui obiettivo è quello di cancellare i diritti delle donne e attentare alla loro salute ricacciandole nella piaga dell’aborto clandestino.

Lo dicono tutte le statistiche e i rapporti annuali del Ministro della Salute: l’interruzione volontaria della gravidanza in Italia è in continua diminuzione, e questo è vero soprattutto laddove la presenza dei consultori pubblici è più significativa.

L’offensiva contro i consultori e contro le donne è ingiustificata, strumentale e colpevole. Ipotizzare la necessità della presenza di “difensori della vita” nei consultori significa affermare che gli operatori dei consultori - che sono professionisti della salute, oltre che funzionari pubblici a tutti gli effetti, e non attivisti politici estremisti - lavorano per la morte. Una interpretazione assurda! Come affermare che in un reparto oculistico ospedaliero ci debbano essere anche associazioni contro l’uso degli occhiali, così la par condicio è assicurata.

10 febbraio 2012

I CONSULTORI NON SI TOCCANO!

Quello che segue è il comunicato diffuso dall'Assemblea delle Donne contro la proposta Tarzia, coordinamento costituitosi nel luglio 2010 per contrastare i tentativi di distruggere il patrimonio dei consultori pubblici del Lazio, messo in atto dalla Giunta Polverini  fin dai primi giorni del suo insediamento. Quello dell'assessore Forte è solo l'ultimo di una serie nutrita di attacchi alla autodeterminazione delle donne e alla tutela della loro salute.

I Consultori non si toccano!

La Giunta Polverini ci riprova. Ancora una volta abbiamo capito chiaramente quali sono le priorità della Giunta Regionale.

Ieri, in commissione lavoro, durante la discussione sulla proposta di legge sul 'sistema integrato di interventi dei servizi e delle prestazioni sociali per la persona e la famiglia nella regione Lazio', l'Assessore Forte ha compiuto l'ennesimo tentativo di cancellare i Consultori Familiari così come li abbiamo conosciuti e così come, con le lotte, ce li siamo conquistati.

È stato, infatti, presentato un emendamento con il quale si vuole abrogare l'Art. 6 della L.R. 15/76, ovvero quell’articolo dove veniva definita e normata l'attività dei consultori e la loro funzione. L'emendamento per il momento è stato accantonato grazie alle pressioni delle opposizioni, ma questo non cancella la sua gravità e non significa che il pericolo sia scongiurato.

Questo ulteriore attacco alla salute e alla libertà di scelta delle donne, viene non a caso a neanche un mese di distanza dalla dimostrazione di forza e autorevolezza dell'Assemblea permanente delle donne contro la proposta Tarzia, Assemblea promotrice dell’incontro nazionale sulla difesa dei consultori e dell'autodeterminazione delle donne “La vita siamo noi” - che ha fatto confluire a Roma centinaia di donne da tutt'Italia, che si stanno organizzando per opporsi ai continui e reiterati attacchi contro i loro diritti e i loro spazi di libertà.

Probabilmente le donne fanno paura a questa Giunta, che forse teme un'altra sconfitta come quella che ha subito quando la caparbietà delle donne del Lazio ha fatto in modo che l'iter della proposta Tarzia venisse bloccato. Forse è per questo che ancora una volta si tenta con squallidi trucchetti di coglierci impreparate, per distruggere ciò che è nostro di diritto. E forse è per paura che la Presidente Polverini, una donna, nonostante i nostri appelli, ancora non ci ha ricevuto.

Vogliamo ancora una volta lanciare un appello alla Presidente Polverini, affinché ci incontri, ascolti le ragioni di quelle donne che dice di "avere a cuore" e riceva le 100.000 firme raccolte in tutta la regione Lazio in favore dei consultori.

Vogliamo ricordare all'Assessore Forte che noi non ci lasciamo intimorire da colpi di mano di basso profilo, che continueremo ad essere vigili e a tenere gli occhi ben aperti e che siamo disposte a continuare la nostra mobilitazione permanente e siamo altrettanto pronte a lottare per difendere la nostra salute e la nostra libertà!


Assemblea permanente delle donne contro la proposta di legge Tarzia

Roma 10 .02.2012


Nuovo pericoloso attacco ai consultori pubblici

Ancora una volta ci tocca registrare un tentativo di lesione ai diritti delle donne e alla tutela della loro salute. La notizia è che l'assessore ai servizi sociali della regione Lazio, Aldo Forte - nel corso della Commissione di ieri, durante la discussione sulla proposta di legge sul "Sistema integrato di interventi dei servizi e delle prestazioni sociali per la persona e la famiglia nella Regione Lazio" - ha presentato un emendamento per l'abrogazione dell'art.6 della legge 15/76, che abrogava di fatto, con un colpo di mano, le attività dei consultori del Lazio e la loro funzione, definite da tale articolo. I consiglieri dell'opposizione non si sono fatti sorprendere e hanno bloccato il maldestro tentativo, almeno per il momento.
Riteniamo davvero violento ed offensivo l'atteggiamento della Giunta regionale nei confronti delle donne e degli operatori dei consultori che lavorano quotidianamente insieme alle donne per la difesa del loro diritto alla salute e alla autodeterminazione.
Riteniamo che le Istituzioni abbiano  il compito di tutelare e potenziare i servizi pubblici che, in condizioni a volte molto difficili, sono un riferimento concreto per i cittadini e rispondono alle loro richieste. Certo il loro compito non è quello di distribuire fondi pubblici affidando progetti a termine a una miriade di associazioni private che hanno durata breve e presenze effimere, e a volte anche competenze discutibili.  Perchè non rinforzare i servizi che esistono e lavorano da anni sul territorio?
Qual'è lo scopo dell'accanimento di questa Giunta contro i consultori pubblici e contro le numerose donne che in questi 35 anni li hanno frequentati?
E' un istintivo odio di genere, al di là delle affermazioni del "mi state a cuore"? O è una strana e anacronistica visione del mondo, di un mondo che non contempla le donne come soggetti autonomi e responsabili, ma solo come matrici e dispensatrici di servizi sociali?

28 gennaio 2012

La vita siamo noi

Questo è il video che abbiamo scelto per aprire i lavori dell'incontro nazionale delle donne per i consultori del 21 gennaio, tratto dal Recital di Corrado Guzzanti. Padre Pizzarro parla del rapporto della chiesa con le donne, l'aborto, la contraccezione.

26 gennaio 2012

Ricerca sui Consultori del Lazio


Il 27 gennaio alle ore 16,00 a Palazzo Valentini, Sala della Pace, verranno presentati i risultati della ricerca svolta dal SOIS sui consultori del Lazio, alla quale ha collaborato la Consulta dei Consultori di Roma. I dati sono molto interessanti, anche perchè non si limitano a descrivere la situazione dei consultori, ma offrono un quadro dell'utenza e del significato personale e culturale che l'esperienza fatta nel consultorio ha rappresentato per le donne intervistate.
Sarà un'occasione importante per aggiungere qualche elemento di riflessione al dibattito in corso nel nostro paese sui servizi per le donne, dopo l'incontro di sabato 21 gennaio, che ha visto a confronto nella città di Roma, realtà di tante regioni nelle quali è messa sempre più in discussione l'autodeterminazione delle donne.


18 gennaio 2012

21 gennaio a Roma per i consultori, per la salute e per i diritti delle donne

LA VITA SIAMO NOI

Sabato 21 gennaio 2012

Roma - Casa Internazionale delle Donne
Programma

Ore 9,30 - Relazione introduttiva a cura della Assemblea delle Donne di Roma

Ore 10,00 - Informazione dai territori. Comunicazioni di rappresentanti di varie realtà (sinora sono previsti interventi dal Piemonte, Emilia Romagna, Umbria, Campania, Friuli Venezia Giulia, Toscana, Marche, Basilicata, Lombardia)

Ore 11,30 - SOIS (Società Italiana di Sociologia), sintesi della ricerca quali-quantitativa condotta sui consultori del Lazio

Ore 11,45 - Gruppi di lavoro su: corpo, diritti, servizi

Ore 13,30 - Pausa pranzo

Ore 14,30 - Relazioni dei gruppi di lavoro, dibattito e proposte

Ore 18,30 - Chiusura dei lavori

I gruppi che porteranno le testimonianze sono pregati di consegnare una sintesi del loro intervento all’arrivo e di inviarlo (prima del 21 o dopo) per mail a
lavitasiamonoi@googlegroups.com oppure a milvapistoni@gmail.com

Alcune informazioni per il 21 gennaio

La Casa Internazionale delle Donne si trova in Via della Lungara 19 a Trastevere
E’ prevista la possibilità di consumare il pranzo presso la Casa Internazionale con un prezzo concordato di 8 Euro. Sarebbe utile avere le prenotazioni per consentire una migliore organizzazione, quindi preghiamo chi fosse interessata a comunicarlo a:

segreteria@casainternazionaledelledonne.org - (Francesca Koch)

1 gennaio 2012

Buon Anno!

Il calendario che vedete è un dono che la Consulta Cittadina Permanente dei Consultori Familiari del Comune di Roma ha pensato e voluto inviare a tutti i consultori del Lazio e alle più rappresentative Istituzioni locali.

E’ il quadro completo dell’anno con evidenziate le date importanti da ricordare, insieme ai recapiti della Consulta. I volti ritratti rappresentano le generazioni di donne a cui ci rivolgiamo e ci ricordano che quel “sorriso” è il senso e l’obiettivo dei nostri servizi.

La Consulta si propone in questo nuovo anno di aumentare in tutti noi operatori la consapevolezza del valore che le  attività  che svolgiamo hanno per la salute e per l'autodeterminazione delle donne, e di trovare un terreno di confronto stabile tra i CCFF del Lazio per costruire tutti insieme una rete in grado di scambiare informazioni sulla situazione dei nostri servizi e sui contenuti del nostro lavoro, uscendo da un isolamento che ci indebolisce.

Abbiamo verificato l’importanza della rete tra servizi in occasione della raccolta di firme contro la proposta di legge regionale Tarzia (che per il momento siamo riusciti a bloccare), e pensiamo che avere una Consulta dei consultori in ogni provincia potrebbe essere uno strumento di coordinamento importante per difendere la cultura e la metodologia di un servizio sempre meno tutelato dalle aziende sanitarie locali.

La situazione dei consultori di Roma è sempre più fragile a causa della continua emorragia di  risorse umane e materiali, ma l'inizio di un nuovo anno porta sempre con sè la speranza unita alla determinazione di raggiungere obiettivi ambiziosi.

Insieme agli auguri  sinceri per un anno di pace e speranza per tutta la comunità cittadina e italiana,  rivolgo un augurio speciale affinché le attività consultoriali possano essere sempre più riconosciute e sostenute dalle Istituzioni e i consultori del Lazio possano crescere nel numero e migliorare nella qualità.


Giuseppina Adorno

11 dicembre 2011

Il 21 gennaio a Roma

LA VITA SIAMO NOI

CONSULTORI, RICOMINCIAMO DA …..

I consultori sono sotto attacco. E’ sotto attacco l’autodeterminazione delle donne.

Lo è in molti settori che riguardano la maternità e la sessualità, lo è nell’attacco sferrato agli asili nido e agli altri servizi, lo è nei tagli all’Welfare, lo è nelle forme di precariato e nella impossibilità di avere un lavoro che non permette a troppe giovani di fare scelte di vita autonoma. Ma l’attacco all’autodeterminazione delle donne lo vediamo nella richiesta che viene avanzata da parti diverse del ritorno a casa delle donne. Gli si impedisce di far figli perché non hanno lavoro e servizi e si chiede loro di tornare a casa a fare figli per liberare il mercato del lavoro della loro presenza e diventare un Welfare a costo zero. Sembra contradditorio ma non lo è.

Questo disegno strategico è in azione da tempo ma è emerso con chiara logica ideologica nelle leggi regionali, come quella proposta da O.Tarzia nel Lazio che con la scusa del riordino in realtà è la più compiuta e complessa proposta contro l’autodeterminazione delle donne. Per questo ci siamo opposte e abbiamo raccolto 100.000 firme contro la proposta. Sappiamo però che non è solo il Lazio ad avere questo disegno. In quasi tutte le regioni italiane i tagli ai finanziamenti provocano carenze alle strutture e impediscono il rinnovo del personale. Aumentano le amministrazioni poco interessate alla tutela di servizi di base, soprattutto per le giovani, le donne meno abbienti, le immigrate che i consultori garantiscono. Molte amministrazioni e, in particolare quelle di centrodestra, col pretesto di ergersi a difensori della vita tentano di modificare le norme regionali nell’intento di imporre il controllo di associazioni confessionali nei consultori per decidere al posto delle donne mettendole sotto tutela. Le proposte di leggi regionali del Lazio e del Piemonte vanno in questo senso e cresce la mobilitazione delle donne per contrastare questo tentativo.. È evidente l’obiettivo sostanziale di impedire l’applicazione della legge 194 ma non solo.

Se, come dicono i dati ufficiali, gli aborti in Italia sono costantemente diminuiti è proprio grazie al lavoro sulla salute riproduttiva che hanno fatto i consultori in questi anni. Vogliamo impedire che le donne tornino ad abortire clandestinamente e per questo difendiamo la legge nazionale e chiediamo che i servizi offerti dai Consultori siano finanziati adeguatamente. Per questo chiediamo a tutte coloro che sono interessate di darci notizie dettagliate su quanto sta succedendo nelle loro città e nelle loro regioni. perchè abbiamo bisogno di lavorare tutte insieme e di costruire una risposta all’altezza della sfida che ci viene fatta

Con lo slogan
La vita siamo noi

ci siamo fatte promotrici di un
incontro nazionale che si svolgerà a

Roma - Casa Internazionale delle Donne

il 21 gennaio 2012

Ti invitiamo a partecipare per portare un contributo di conoscenza e sensibilizzazione e per contribuire ad elaborare una piattaforma comune sull’autodeterminazione, strategie di rilancio dei consultori che sono una parte fondamentale del welfare e della democrazia.



Assemblea permanente delle donne contro la pl Tarzia

(coordinamento formato da consulta dei consultori di Roma, operatrici dei consultori, collettivi femministi, associazioni femminili e femministe, coordinamenti sindacali, consulta femminile regionale, ginecologhe, giornaliste e donne singole )

6 dicembre 2011

Il territorio: luogo privilegiato per la tutela della salute

Donna, salute e territorio: integrazione tra servizi nella distinzione dei ruoli
di Pina Adorno

Il 24 novembre ero presente alla Tavola Rotonda di apertura del convegno nazionale di AGITE, il cui programma è stato integralmente reso noto su questo blog. Ero stata invitata come presidente della Consulta dei Consultori di Roma per fare un intervento che mettesse in luce la posizione dei consultori di Roma a proposito della integrazione dei servizi territoriali con l’ospedale. Non sono riuscita a parlare perché i relatori precedenti si erano… un po’ allargati con i tempi e non c’era più spazio per il mio intervento.

Affido allora a questa pagina le mie impressioni.


Le comunicazioni dei presidenti delle molte sigle presenti, con diversi punti di vista e sensibilità variabili, hanno caldeggiato la revisione della normativa che attribuisce le finalità istituzionali e regolamenta le attività dei consultori. Il “rumore di fondo” era che la legge istitutiva ha ormai superato i trent’anni di vita, quindi va cambiata.

Tra le ipotesi rappresentate, ha preso corpo un disegno che punta a trasferire competenze e risorse dall’ospedale ai consultori, compresi piccoli interventi ambulatoriali, auspicando il superamento di quella sorta di distinzione tra ginecologi di serie A (ospedale) e di serie B(territorio) ad oggi esistente nelle Asl. Altro punto sottolineato da molti: la necessità di affidare ai ginecologi territoriali il ruolo di dirigenza dei consultori.

Mi è sembrato che tutto il discorso ruotasse più sulla necessità di riorganizzare l’organigramma dei ginecologi nella Asl che sulla opportunità di differenziare i ruoli che i diversi livelli di intervento richiedono.

Avrei voluto dialogare su questi aspetti,

sottolineare l’importanza dell’approccio olistico che caratterizza la metodologia di intervento dei consultori familiari, che si basa su alcuni cardini fondamentali:

Centralità della persona - La donna viene considerata nella sua globalità e soggettività, come riferimento e interlocutore privilegiato per l’attività di prevenzione e di promozione della salute. I CCFF lavorano per promuovere la consapevolezza e le competenze (empowerment) delle donne, delle coppie, degli adolescenti rispetto alla responsabilità e al potere di controllo della propria salute.

Offerta attiva - Per ridurre il rischio di patologie sanitarie e psicosociali, le persone non vanno solo attese nei servizi, ma vanno raggiunte secondo un programma di offerta attiva con interventi di prevenzione e di promozione della salute.

Lavoro in équipe - Gli interventi del CF si realizzano secondo una metodologia fondata sul confronto e sulla progettazione in équipe, nella quale saperi e competenze diverse si integrano con i saperi della donna nell’analizzare la domanda di salute e nell’organizzare risposte adeguate – quando serve anche in collaborazione con gli altri servizi del territorio – poiché la realtà della persona non può essere identificata con una parte del suo corpo, ma va accolta nella sua interezza.

****************

Avrei voluto esprimere l’importanza che gli operatori dei consultori attribuiscono alla loro presenza sul territorio, in quanto la

Territorialità consente di rappresentare un riferimento costante per scuole, altri servizi asl, municipi, realtà sociali e associative, singole donne, coppie, adolescenti, e consente inoltre la programmazione condivisa delle attività preventive e la promozione della salute sessuale e riproduttiva.

Avrei voluto dire che la

Integrazione tra servizi territoriali e ospedale si fonda e si giustifica su ruoli distinti e coordinati, separando le prestazioni di base da quelle specialistiche, in modo da garantire efficacia ed efficienza al sistema. Oltre ai consultori e all’ospedale, ci sono i poliambulatori, con ginecologi e pediatri che potrebbero interfacciarsi con gli altri livelli creando percorsi preferenziali nella rete dei servizi e delle prestazioni sanitarie. Molti ospedali si sono appropriati di competenze consultoriali, come i corsi di accompagnamento alla nascita o i controlli dopo le Interruzioni Volontarie della Gravidanza. Molti consultori sono stati appesantiti da prestazioni specialistiche che non fanno parte del modello d’intervento delineato per i consultori.

Tematiche quali la sessualità, la maternità e paternità responsabile, la tutela della propria salute, insieme agli aspetti prettamente clinici, hanno una forte valenza culturale che può e deve essere gestita con uno sguardo multidisciplinare, se si vuole promuovere la salute sessuale e riproduttiva della donna, della coppia, dell’adolescente. E questo è possibile solo nei servizi territoriali, base ampia e solida della “piramide della salute”.

Avrei voluto smascherare l’ambiguità insita nel concetto di

Riordino dei consultori . Per dare un servizio migliore alle donne, alle coppie, agli adolescenti non c’è la necessità di fare nuove leggi, visto che il modello dei consultori italiani è indicato come di eccellenza per il raggiungimento degli obiettivi di salute e raccomandato dalle agenzie internazionali, soprattutto per interventi nei paesi in via di sviluppo. Va quindi mantenuto il modello esistente, ma va applicata integralmente la normativa portando a regime il numero dei consultori e gli operatori necessari a realizzare l’offerta attiva nel territorio.

Avrei voluto denunciare

Lo spreco di denaro pubblico che viene fatto con la creazione di nuovi servizi con competenze simili a quelle dei consultori e con l’affidamento di competenze consultoriali ad agenzie e associazioni che non possono garantire continuità in quanto legate a progetti a scadenza, non coordinati con le attività istituzionali dei consultori.

Avrei voluto infine esprimere la preoccupazione per

Il rischio che oggi, dopo aver dissipato per anni risorse e competenze in progetti fallimentari o per interessi privati, per far tornare i conti si perda la consapevolezza dell’importanza della prevenzione e della promozione della salute, e di conseguenza si rinunci all’investimento sulla crescita della realtà dei servizi territoriali. Si opererebbe così una sorta di “desertificazione” dei riferimenti per la salute sul territorio (CCFF, DSM, SERT, servizi per l’età evolutiva…) progressivamente impoveriti nel corso degli anni a favore di investimenti su grandi centri specialistici.

E anche la preoccupazione per

La progressiva sostituzione dei soggetti del pubblico con associazioni e cooperative private che hanno visto aumentare negli ultimi anni i loro fatturati - intervenendo anche in campi strategici come quello della formazione degli operatori del settore pubblico - assorbendo risorse pubbliche senza fornire le stesse prestazioni sul piano della quantità e della qualità di quelle garantite dai servizi pubblici.

Credo che non si possa procedere concretamente all’integrazione territoriale tra servizi se non si parte dal rispetto e dal riconoscimento delle peculiarità e delle prerogative di ognuno e se non si prescinde da obiettivi di potere individuale o di categoria.

12 settembre 2011

Ricerca sui Consultori Familiari

La ricerca condotta dalla Società Italiana di Sociologia sulla percezione del ruolo dei CCFF da parte delle donne è a buon punto e in autunno verrà presentata in una sede istituzionale. Si può ancora rispondere al questionario rivolto all'utenza e invitiamo chi ha frequentato per qualunque ragione i CCFF a compilarlo per contribuire alla ricerca e comunicare la propria esperienza.

1 agosto 2011

Immagina . . .


Non è facile rappresentare un servizio senza ricorrere ad elenchi di prestazioni e operatori o alle esigenze di chi a quel servizio si rivolge. Crediamo che l'immagine qui riprodotta riesca a raccogliere e a tradurre con un gesto artistico l'idea e la realtà dei nostri consultori e l'abbiamo scelta come manifesto della Consulta.
Grazie a Lucilla Gross per l'ideazione grafica e a Cristina Di Placido per la stampa.

8 luglio 2011

Rapporto ombra CEDAW 2011

E’ online il Rapporto ombra realizzato da studiose, sindacaliste, rappresentanti dell’associazionismo femminista italiano (Il tavolo di lavoro si è voluto chiamare Lavori in corsa) in occasione del trentesimo anniversario della convenzione ONU contro la discriminazione delle donne (CEDAW) e in riferimento al rapporto presentato invece dal governo italiano nel 2009.
Il rapporto, che si è giovato di una sinergia di interventi e analisi molto vasta, “risponde” punto per punto agli articoli e alle raccomandazioni Cedaw illustrando la situazione italiana per quel che riguarda discriminazione, disparità, disvalore, violenza.

La Consulta dei Consultori Familiari di Roma ha mandato la propria adesione. Cliccare per leggere il Rapporto ombra CEDAW 2011 

15 aprile 2011

Una manifestazione colorata, allegra, partecipata

Il corteo è stato aperto dalle giovani mamme che frequentano i consultori, armate di passeggini con i loro bambini, qualcuno molto incuriosito, qualcuno un po’ assonnato.
A seguire, gli striscioni delle numerose associazioni presenti, della Assemblea permanente delle donne, dei sindacati, della Consulta, e poi alcuni consiglieri regionali di opposizione, e qualcuno anche del Comune e della Provincia di Roma, molti cittadini e operatori dei consultori.

Protagoniste le scatole con le firme da consegnare alla presidente Polverini, una più bella dell’altra, ironiche, ammiccanti, esplicite.

A movimentare e rendere più ritmata e allegra la manifestazione, un gruppo di artisti di strada che hanno accompagnato il corteo e l’attesa sotto la Regione con musica e danze, mentre le donne dell'Assemblea Permanente ribadivano i motivi della loro contrarietà alla proposta Tarzia, illustrando i motivi per cui è necessario completare la rete di consultori previsti dalle normativa vigente e migliorare le strutture esistenti.


La raccolta firme e le mobilitazioni continuano

CONSULTORI PUBBLICI E GRATUITI
LE PRIME 80.000 FIRME ASPETTANO LA PRESIDENTE POLVERINI


Per leggere il comunicato stampa della Assemblea delle Donne, diffuso a fine manifestazione:

14 aprile 2011

Prime immagini della manifestazione del 14 aprile

 Le scatole con le firme

                                                                                                               La testa del corteo









In marcia

 
                      L'arrivo alla Regione