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10 giugno 2014

Consultori: leggi da applicare

Ancora norme che puntano a "ridefinire" le attività dei consultori, già definite nelle leggi istitutive e nel Progetto Obiettivo Materno Infantile del 2000.


 Il 12 maggio 2014 è stato pubblicato sul BUR il  DCA n. U00152 che interviene sulle attività  dei Consultori Familiari del Lazio e definisce la tariffa per il rimborso del parto a domicilio, e che ha provocato proteste e perplessità tra gli "addetti ai lavori", le associazioni femminili e femministe, gli operatori dei consultori.
La Consulta dei Consultori Familiari di Roma si è riunita in Assemblea in data 5 giugno 2014 e ha approvato all'unanimità il seguente documento che è stato inviato alla competente Direzione Sanitaria della Regione, al Presidente e Commissario ad acta Zingaretti e alle associazioni che partecipano alla Assemblea delle donne per i consultori.
Questo documento vuole essere l'espressione delle esigenze e delle istanze di chi quotidianamente si trova a gestire - con risorse umane, materiali e logistiche precarie - interventi di prevenzione e di promozione della salute, e a rispondere alle richieste delle donne e degli uomini nei consultori di Roma.
Confidiamo che il dialogo che si è aperto con la Direzione Sanitaria della Regione porti maggiore consapevolezza e attenzione per i problemi concreti che i consultori affrontano ogni giorno.

In merito al Decreto del Commissario ad acta n. U00152 del 12/05/2014 avente per oggetto “Rete per la salute della donna, della coppia e del bambino: ridefinizione e riordino delle funzioni e delle attività dei Consultori Familiari regionali. Tariffa per il rimborso del Parto a domicilio, ad integrazione del Decreto del Presidente in qualità del Commissario ad acta n. U0029 del 01/04/2011” la Consulta dei Consultori del Comune di Roma, come già fatto in presenza di altre proposte di legge regionali sulla stessa materia, intende ribadire che i CCFF del Comune di Roma e della Regione Lazio non hanno bisogno di nuove “ridefinizioni” di funzioni e compiti, ma solo di vedere applicata pienamente la normativa in vigore:

·         la legge istitutiva n. 405/75 e la Legge della Regione Lazio n. 15/76 (ritenuta da molti una delle più avanzate in Italia fra le leggi regionali istitutive dei CCF)  perché nella definizione delle finalità e attività coniuga pienamente l’approccio sanitario a quello sociale 

·          il Progetto Obiettivo Materno Infantile (a cui tutti i Piani Sanitari nazionali e regionali correttamente fanno riferimento) che, oltre a ribadire il metodo di lavoro indica le aree di applicazione, fornisce obiettivi, azioni e indicatori che permettono la piena realizzazione delle finalità delle leggi suddette e la misurazione dei risultati.


La Consulta non ritiene quindi utile soffermarsi in questa sede sui singoli aspetti del testo in oggetto  in quanto i contenuti non sono soltanto discutibili sul piano ideologico e tecnico, ma contrastano palesemente con la normativa vigente.

Chiediamo invece che la Regione Lazio traduca in termini  concreti l’interesse  per le attività dei consultori che ha manifestato attraverso la pubblicazione del Decreto, chiarendo:

1)   come  intende raggiungere il risultato indicato nel DCA  n. 480/2013,  che da una parte afferma di voler arrivare nel triennio 2013-2015  ad “un rapporto fra n. consultori familiari presenti e previsti dal fabbisogno non superiore ad uno scostamento del 20%” rispetto allo standard che è di  1 CF : 20.000 abitanti per le aree urbane e di 1 CF : 10.000 per le aree extraurbane, e dall’altra prevede una costante riduzione degli stanziamenti in bilancio per i consultori nei prossimi anni;

2)   a fronte delle necessità di riduzione della spesa, quali risorse verranno stanziate e quali saranno le priorità per l’adeguamento delle sedi, per il completamento/ampliamento degli organici,  per l’ampliamento dell’offerta dei servizi  e degli orari di apertura;  

3)   quale cronoprogramma si intende definire per vincolare le amministrazioni all’attuazione del piano;

4)   quali vincoli e sanzioni sono previsti per le Direzioni Generali che non ottemperano al piano definito;

5)   quali saranno le iniziative di formazione e aggiornamento del personale consultoriale perché sia rispettato il modello operativo delineato nella normativa, valorizzando la messa in comune delle “buone pratiche” già realizzate, investendo sul piano della  promozione della salute e della prevenzione, promuovendo la interdisciplinarietà e contrastando logiche di categoria professionale che causano conflittualità e riducono l’efficacia dell’azione consultoriale;

6)   quale intervento di riorganizzazione dell’assistenza Ospedaliera e Territoriale si intende promuovere  nel definire reti e percorsi per rispettare i criteri di appropriatezza e di continuità delle cure e  garantire costi più bassi e chiarezza dei ruoli e funzioni dei diversi servizi sociosanitari.


La Consulta ritiene che il decreto in oggetto non risponda alle esigenze di promozione della salute e alle attese delle donne e degli uomini ai quali sono rivolti i CCFF e delle operatrici/operatori che vi lavorano, pertanto chiede che venga abrogato il decreto in oggetto e che si diano risposte concrete ai problemi che impediscono la piena attuazione delle potenzialità dei consultori per promuovere e tutelare la salute sessuale e riproduttiva delle donne e delle coppie.





10 ottobre 2012

Regione Lazio: decaduta la proposta Tarzia contro i consultori pubblici

Con le dimissioni di Renata Polverini si è chiusa una stagione decisamente cupa per i consultori del Lazio, per gli operatori e per le donne che su questi servizi contano per tutelare la propria salute. Chi ha seguito attraverso questo blog le battaglie che le donne singole e organizzate hanno ingaggiato contro la pdl Tarzia o ha partecipato alle numerose manifestazioni in difesa dei consultori pubblici, non può non esultare per la fine di quello che è stato un vero e proprio incubo.

Certo, a contenere l'esultanza per tale epilogo resta lo scandalo per il motivo che manderà a casa i consiglieri e la giunta regionale, scandalo reso ancora più intollerabile proprio dalle scelte politiche e amministrative che, a fronte dell'arricchimento illecito di alcuni protagonisti di questa squallida stagione, hanno progressivamente privato di risorse il sistema pubblico di sostegno alle fasce più deboli e disagiate della popolazione, a beneficio di una serie di associazioni private e di ancor più “privatissimi” interessi.

La soddisfazione di tutte noi per lo scampato pericolo non deve però far abbassare la guardia per il futuro; questa esperienza ha infatti dimostrato che i diritti acquisiti non lo sono per sempre, e vanno difesi in maniera permanente.

Da oggi non sarà più presente su questo blog l’appello contro la pdl Tarzia, appello lanciato nel settembre 2010 e firmato da oltre 100.000 cittadine/i del Lazio. Speriamo vivamente che si possa andare a votare al più presto e speriamo soprattutto che i nuovi amministratori diano prova di essere adeguati al compito di lavorare nell’interesse della comunità regionale e delle cittadine e cittadini del Lazio.



A seguire pubblichiamo il testo del comunicato che l’Assemblea Permanente delle Donne in difesa dei consultori pubblici ha scritto in occasione delle dimissioni della presidente Polverini.

NOI SAPPIAMO, NOI RICORDIAMO


Non possiamo che essere soddisfatte delle dimissioni di Renata Polverini, noi che da oltre due anni conduciamo strenuamente la battaglia contro la proposta Tarzia e contro le politiche corrotte e antisociali della giunta regionale. La proposta Tarzia per noi è stata l’emblema di questa maggioranza e il contrario esatto delle politiche che devono essere fatte e di cui abbiamo bisogno

4 giugno 2012

Annullata l'Assemblea della Consulta del 7 giugno

Informiamo che l'Assemblea della Consulta prevista per il 7 giugno è stata annullata in quanto coincide con la mobilitazione, di cui abbiamo già dato notizia, contro la proposta di legge Forte e gli emendamenti Tarzia che minacciano i consultori pubblici. Invitiamo tutti gli operatori, le assemblee delle donne, le associazioni a partecipare al presidio convocato presso la sede del Consiglio Regionale, in via della Pisana, giovedì 7 giugno alle ore 10,00.

2 giugno 2012

Mobilitazione alla Regione Lazio - Giovedì 7 giugno ore 10,00

Da tempo serpeggiava un grande disagio e un'urgenza di mobilitazione: alla battaglia che le donne hanno ingaggiato già dall'estate del 2010 contro la dissennata "riforma" dei Consultori Familiari proposta da Olimpia Tarzia e congelata in Commissione Lavoro e Servizi Sociali della Regione Lazio, si è aggiunta la preoccupazione e l'indignazione di tutto il settore dei servizi sociali per la proposta di legge dell'assessore Forte e per la riduzione delle spese per il sociale.
La misura è colma! e il bisogno di svelare a tutta la cittadinanza le conseguenze che l'approvazione di questa legge avrebbe sul livello di assistenza e di erogazione dei servizi ai cittadini, ha portato ad organizzare la manifestazione di giovedì 7 giugno, in concomitanza con la convocazione del Consiglio Regionale.
L'importanza di esserci e di manifestare pubblicamente le ragioni della mobilitazione è evidente a tutte le persone che credono nelle Istituzione e pensano che il servizio pubblico debba organizzare delle risposte credibili e utili ai bisogni delle persone. Pubblichiamo a seguire l'appello per la manifestazione del 7 giugno.


TAGLI AL SOCIALE: AVANZA IL DESERTO !


MOBILITAZIONE ALLA REGIONE LAZIO
Giovedì 7 giugno alle ore 10 - Consiglio regionale del Lazio

Via della Pisana, 1301

(uscita 32 Grande Raccordo Anulare - G.R.A., direzione fuori Roma)

"I cittadini, le famiglie, le organizzazioni del Terzo Settore, gli Enti Locali manifestano l'allarme per gli effetti devastanti della eventuale approvazione della proposta di legge dell’Assessore Forte sul sistema dei servizi sociali e dei tagli delle spese sociali.

Lanciamo un ultimo appello a tutti i Consiglieri regionali affinché questa proposta di legge iniqua e accentratrice venga modificata sostanzialmente e vengano garantite risorse sufficienti per i servizi sociali. Segnaliamo in particolare alcuni aspetti scellerati ed inefficaci:

- Il taglio drammatico dalla Regione ai Comuni di oltre il 60% che a Roma, come annuncia l’Assessorato Politiche Sociali retto dal vice-sindaco, abbatte i pur magri Piani di zona e, nell’intero Lazio, spazza via l’idea stessa di Livelli Essenziali di Assistenza, taglia servizi a oltre 250.000 persone e causerà la perdita del posto di lavoro per migliaia di operatori sociali.

- La proposta di legge ingigantisce gli Ambiti territoriali (OASI) fino a farli coincidere con i territori delle ASL: queste dimensioni territoriali espropriano la gestione dei servizi agli Enti Locali, ostacolano la partecipazione dei cittadini ed il controllo da parte della società civile.

- L’obbligo di costituire i CONSORZI di Comuni viola l'autonomia degli enti locali, smentisce le chiacchiere sul federalismo, centralizza le scelte e persino la gestione dei servizi, riducendo i Comuni a meri esecutori di aziende speciali, peraltro  più costose dell’attuale sistema di gestione. Altro che riduzione dei costi!

- L’attacco ai consultori pubblici tramite gli emendamenti inseriti dalla consigliera Tarzia, che contengono tutto il peggio della sua precedente  proposta di legge già bocciata dalle stesse donne perché viola la legge 194 dello Stato e rappresenta un attentato al loro diritto alla salute e all’autodeterminazione.

Chiediamo di eliminare questo impianto centralistico e proporre invece  un sistema di governance che favorisca l'efficienza e l'efficacia dei servizi sociali e restituisca responsabilità e partecipazione alle amministrazioni locali, al terzo settore e a tutte le comunità interessate.
Chiediamo l'impegno da parte del Consiglio regionale ad aprire una stagione di attenzione al sistema dei servizi sociali partendo dall’allocazione, nel bilancio regionale, delle risorse necessarie a garantire i livelli essenziali di assistenza e il consolidamento dei piani sociali di zona.
Non possiamo accettare tagli ai servizi sociali!Contro la proposta di legge Forte e il taglio delle risorse per le politiche sociali, che inevitabilmente provocherà un’assenza di risposte ai bisogni dei  cittadini più deboli e causerà la perdita di migliaia di posti di lavoro di operatori sociali impegnati quotidianamente a fianco dei più fragili."

MOBILITAZIONE ALLA REGIONE LAZIO
Giovedì  7 giugno alle ore 10 - Consiglio regionale del Lazio
Via della Pisana, 1301
(uscita 32 Grande Raccordo Anulare - G.R.A., direzione fuori Roma)

Promotori : Soc!al Pr!de, Municipi Social Club, Forum Terzo Settore Lazio, Città Visibile, CNCA, Comitato Operatori Sociali Bassa Sabina, Arcisolidarietà, Assemblea permanente delle Donne per i consultori, Action, Ordine Assistenti Sociali, Ordine Psicologi del Lazio, Lega Coop, AGCI, Comune di Monterotondo, Coop. Al Parco, Coop. Agora’, Coop. Arca Di Noe’, Assistenza e Territorio, Coop. Cecilia , Co.Tr.Ad, H-Anno Zero, Il Pungiglione, Coop. Iskra, Coop. Magliana Solidale, Coop. O.Sa.L.A., Coop. Prassi & Ricerca, Coop. S.Onofrio, Coop. S.Saturnino, Coop. Agricoltura Capodarco, Coop. Parsec, Coop. Magliana '80, Coop. Eureka I, Associazione La Tenda, Coop. Il Cammino, Associazione La Nuova Stagione, Coop. FOLIAS., Coop ERMES, Associazione Pixi, Coop.Acquario 85, Ass. ASIS, Arciragazzi, Cemea del Mezzogiorno, CERF, Grid, Centro Rampi, Svises, Arcipelago, Città educativa, Progetto Salute, Coop Alternata silos, Coop Il brutto Anatroccolo, Coop Stand Up, Ass. Antropos, Ass. Ottantanove, Ass. Sportiva Ciampacavallo.

20 febbraio 2012

La vita siamo noi

Riceviamo dal collettivo femminista Medea di Torino le riflessioni che di seguito pubblichiamo, scaturite dalla recente sentenza del Tar del Piemonte che non ha accolto il ricorso delle donne contro la delibera della Giunta Cota, che prevede la presenza del Movimento per la vita nei consultori pubblici e contributi economici alle donne che rinunciano ad abortire.



Una donna non COnTa niente!

Guardare alla Lombardia dal Piemonte non è cosa nuova. Si va a Milano a lavorare, o si vorrebbe, considerata la situazione, indegna, dei treni per i pendolari, e si va a Milano a far shopping, qualche ora tutto compreso con l’alta velocità…dall’elezione in Piemonte di Roberto Cota, presidente della Giunta Regionale, si va a Milano a prendere ispirazione, per non dire a copiare, come dal vicino di banco più bravo: sanità, istruzione, amministrazione del territorio: non è mai stato un mistero, sin dalla campagna elettorale, con quanta convinzione questa coalizione considerasse il modello Formigoni esempio cui tendere, traccia entro la quale muoversi.


Superando per integralismo persino il Movimento per la Vita – che si è “limitato” a premere per la presentazione di una legge regionale che finalmente legittimasse l’ingresso dei suoi volontari entro i consultori in ottica antiabortista, il che, ricordiamolo sempre, vuol semplicemente dire contro le donne e la loro capacità di scelta sul proprio corpo e ha ottenuto di fatto un atto amministrativo il cui iter, nonostante la sentenza del Tar, è ancora tutto da definire – la Giunta Cota ha dichiarato una vera e propria guerra al principio di autodeterminazione, colpendo da un lato i consultori, le cui finalità, sostanza e attività vengono completamente stravolte e dall’altro le donne, alle quali si gettano in faccia pochi euro purché non abortiscano.

Alcune riflessioni, alcune obiezioni, sono ovvie e più volte avanzate, dall’inutilità di un sostegno economico limitato nel tempo, alla mancanza di politiche reali a sostegno delle donne, tutte, madri o meno, dalla evidente incompetenza di chi parla di consultori e dimentica che dovrebbero essere i luoghi della salute delle donne, non dell’imposizione e del controllo, alla pericolosità di un meccanismo fatto di commissioni, ammissioni, schedature, volontari, obiettori che di fatto impedisce alle donne di interrompere una gravidanza nei tempi previsti dalla legge e con tutte le garanzie di professionalità, gratuità e accoglienza dovute.

16 febbraio 2012

La vita siamo noi

Comunicazione di Laura Piretti

UDI - Unione donne in Italia - Modena
e componente del gruppo nazionale UDI Generare oggi


Siamo in molte provenienti dalla Regione Emilia Romagna e della realtà dei consultori di questa regione si sono già sentite più voci. Non sono un'operatrice e non sono una amministratrice, dunque non porterò dati che sono in ogni caso facilmente reperibili. I consultori di Modena sono una realtà molto consolidata; sono stati istituiti prima ancora della legge nazionale ed hanno conosciuto una forte partecipazione delle donne, attraverso i comitati di gestione sociale

Il mio punto di vista è quello di una donna che sia a livello locale che nazionale, attraverso l'UDI, ha partecipato e seguito con particolare attenzione le questioni riguardanti il corpo e la salute delle donne, la maternità, la nascita, la non nascita, la legge 194, la legge 40. Vi sono anche documenti sia dell'UDI di Modena che nazionali, nei quali sono contenute riflessioni e proposte attorno a questi temi, riflessioni nate dal confronto non solo interno alla nostra associazione, ma con altre associazioni di donne e gruppi e singole oltre che con le istituzioni là dove è stato necessario.

Anche per il poco tempo che abbiamo e per la necessità di far parlare le molte che ancora sono iscritte, credo sia utile portare alla discussione di questa Assemblea e all'elaborazione che i gruppi dovranno fare, alcune considerazioni parziali, rispetto ai problemi complessivi, ma che toccano, secondo me, alcune criticità di fondo.

Sui consultori non credo che neppure l' Emilia Romagna sia un'isola felice, come forse è sembrato capire da alcuni interventi, nonostante il loro alto tasso di "resistenza" rispetto allo scadimento e difficoltà e svuotamento di significato che si registra ormai da tante parti.

Ho sentito dire che le donne stanno abbandonando i consultori, nel senso che, a parte le donne straniere, le giovani, le meno giovani e le donne "storiche", quelle che hanno fatto la battaglia per i consultori, al Consultorio non ci vanno più. Credo sia vero per i tanti motivi che sono stati detti: a parte le eccellenze, sparse ovunque sul territorio, e le resistenze alla normalizzazione, sono spesso meri ambulatori di scarsa accessibilità, spesso integrati nel servizio ospedaliero, dove non si parla più di sessualità, di interventi integrati. Hanno perso quell'identità che avevano all'inizio, (pur nel compromesso di definirli "Consultori familiari"), dovuta anche alla motivazione e alla formazione delle operatrici e degli operatori, e dal loro lavorare in equipe.

Aggiungo che le donne che "partecipavano" attorno ai consultori sono state allontanate con la chiusura delle gestioni sociali, con l'aziendalizzazione dei consultori così come di tutta la sanità. Si è mai visto un'azienda che permette ad utenti/clienti di interferire su programmi, servizi ecc? Al loro posto i comitati consultivi misti, dove la "partecipazione" non è "per utenza" ma "per associazioni", dove il tema salute donna è insieme con oculistica e cardiologia ecc.

Dunque occorre ripensare ad una partecipazione delle donne attorno ai Consultori, partendo dalle situazioni locali.

Sui temi "caldi" che attraversano i Consultori e sui quali siamo sempre in trincea, ad esempio la legge 194, ho fatto nel corso degli anni alcune riflessioni/esperienze che vi riporto.

12 febbraio 2012

I consultori e la par condicio

di Pina Adorno

Sconcertante la vicenda della delibera Cota in Piemonte, che consentiva l’attività delle associazioni pro life all’interno dei consultori pubblici, impugnata dall’associazione Casa delle Donne e respinta dalla sentenza del Tar del Piemonte, sentenza che peraltro estende alla Casa delle Donne la possibilità di operare all’interno dei consultori.

Un epilogo che svela platealmente l’uso strumentale che viene fatto delle donne e della loro salute. Proviamo ad immaginare questo scenario di guerra, nel quale la donna non viene rispettata e sostenuta nel suo percorso decisionale nei confronti di un inizio di gravidanza problematica, ma viene “contesa” tra ‘fazioni opposte’, almeno è così che il giudice amministrativo vede la cosa.

E proviamo ad immaginare come gli operatori possano svolgere serenamente e lucidamente il proprio ruolo, che comporta la costruzione delle condizioni che consentano alla donna di guardare consapevolmente alle proprie risorse e possibilità, e di prendere una decisione nella libertà che una legge dello Stato, la 194/78, le riconosce.

Questa sentenza, che viene a distanza di poche ore dal tentativo dell’assessore regionale ai servizi sociali di cancellare in un sol momento i consultori del Lazio, dimostra ancora una volta, se ce ne fosse bisogno, il disegno violento e offensivo in atto da parte di forze irresponsabili il cui obiettivo è quello di cancellare i diritti delle donne e attentare alla loro salute ricacciandole nella piaga dell’aborto clandestino.

Lo dicono tutte le statistiche e i rapporti annuali del Ministro della Salute: l’interruzione volontaria della gravidanza in Italia è in continua diminuzione, e questo è vero soprattutto laddove la presenza dei consultori pubblici è più significativa.

L’offensiva contro i consultori e contro le donne è ingiustificata, strumentale e colpevole. Ipotizzare la necessità della presenza di “difensori della vita” nei consultori significa affermare che gli operatori dei consultori - che sono professionisti della salute, oltre che funzionari pubblici a tutti gli effetti, e non attivisti politici estremisti - lavorano per la morte. Una interpretazione assurda! Come affermare che in un reparto oculistico ospedaliero ci debbano essere anche associazioni contro l’uso degli occhiali, così la par condicio è assicurata.

10 febbraio 2012

I CONSULTORI NON SI TOCCANO!

Quello che segue è il comunicato diffuso dall'Assemblea delle Donne contro la proposta Tarzia, coordinamento costituitosi nel luglio 2010 per contrastare i tentativi di distruggere il patrimonio dei consultori pubblici del Lazio, messo in atto dalla Giunta Polverini  fin dai primi giorni del suo insediamento. Quello dell'assessore Forte è solo l'ultimo di una serie nutrita di attacchi alla autodeterminazione delle donne e alla tutela della loro salute.

I Consultori non si toccano!

La Giunta Polverini ci riprova. Ancora una volta abbiamo capito chiaramente quali sono le priorità della Giunta Regionale.

Ieri, in commissione lavoro, durante la discussione sulla proposta di legge sul 'sistema integrato di interventi dei servizi e delle prestazioni sociali per la persona e la famiglia nella regione Lazio', l'Assessore Forte ha compiuto l'ennesimo tentativo di cancellare i Consultori Familiari così come li abbiamo conosciuti e così come, con le lotte, ce li siamo conquistati.

È stato, infatti, presentato un emendamento con il quale si vuole abrogare l'Art. 6 della L.R. 15/76, ovvero quell’articolo dove veniva definita e normata l'attività dei consultori e la loro funzione. L'emendamento per il momento è stato accantonato grazie alle pressioni delle opposizioni, ma questo non cancella la sua gravità e non significa che il pericolo sia scongiurato.

Questo ulteriore attacco alla salute e alla libertà di scelta delle donne, viene non a caso a neanche un mese di distanza dalla dimostrazione di forza e autorevolezza dell'Assemblea permanente delle donne contro la proposta Tarzia, Assemblea promotrice dell’incontro nazionale sulla difesa dei consultori e dell'autodeterminazione delle donne “La vita siamo noi” - che ha fatto confluire a Roma centinaia di donne da tutt'Italia, che si stanno organizzando per opporsi ai continui e reiterati attacchi contro i loro diritti e i loro spazi di libertà.

Probabilmente le donne fanno paura a questa Giunta, che forse teme un'altra sconfitta come quella che ha subito quando la caparbietà delle donne del Lazio ha fatto in modo che l'iter della proposta Tarzia venisse bloccato. Forse è per questo che ancora una volta si tenta con squallidi trucchetti di coglierci impreparate, per distruggere ciò che è nostro di diritto. E forse è per paura che la Presidente Polverini, una donna, nonostante i nostri appelli, ancora non ci ha ricevuto.

Vogliamo ancora una volta lanciare un appello alla Presidente Polverini, affinché ci incontri, ascolti le ragioni di quelle donne che dice di "avere a cuore" e riceva le 100.000 firme raccolte in tutta la regione Lazio in favore dei consultori.

Vogliamo ricordare all'Assessore Forte che noi non ci lasciamo intimorire da colpi di mano di basso profilo, che continueremo ad essere vigili e a tenere gli occhi ben aperti e che siamo disposte a continuare la nostra mobilitazione permanente e siamo altrettanto pronte a lottare per difendere la nostra salute e la nostra libertà!


Assemblea permanente delle donne contro la proposta di legge Tarzia

Roma 10 .02.2012


28 gennaio 2012

La vita siamo noi

Questo è il video che abbiamo scelto per aprire i lavori dell'incontro nazionale delle donne per i consultori del 21 gennaio, tratto dal Recital di Corrado Guzzanti. Padre Pizzarro parla del rapporto della chiesa con le donne, l'aborto, la contraccezione.

18 gennaio 2012

21 gennaio a Roma per i consultori, per la salute e per i diritti delle donne

LA VITA SIAMO NOI

Sabato 21 gennaio 2012

Roma - Casa Internazionale delle Donne
Programma

Ore 9,30 - Relazione introduttiva a cura della Assemblea delle Donne di Roma

Ore 10,00 - Informazione dai territori. Comunicazioni di rappresentanti di varie realtà (sinora sono previsti interventi dal Piemonte, Emilia Romagna, Umbria, Campania, Friuli Venezia Giulia, Toscana, Marche, Basilicata, Lombardia)

Ore 11,30 - SOIS (Società Italiana di Sociologia), sintesi della ricerca quali-quantitativa condotta sui consultori del Lazio

Ore 11,45 - Gruppi di lavoro su: corpo, diritti, servizi

Ore 13,30 - Pausa pranzo

Ore 14,30 - Relazioni dei gruppi di lavoro, dibattito e proposte

Ore 18,30 - Chiusura dei lavori

I gruppi che porteranno le testimonianze sono pregati di consegnare una sintesi del loro intervento all’arrivo e di inviarlo (prima del 21 o dopo) per mail a
lavitasiamonoi@googlegroups.com oppure a milvapistoni@gmail.com

Alcune informazioni per il 21 gennaio

La Casa Internazionale delle Donne si trova in Via della Lungara 19 a Trastevere
E’ prevista la possibilità di consumare il pranzo presso la Casa Internazionale con un prezzo concordato di 8 Euro. Sarebbe utile avere le prenotazioni per consentire una migliore organizzazione, quindi preghiamo chi fosse interessata a comunicarlo a:

segreteria@casainternazionaledelledonne.org - (Francesca Koch)

15 gennaio 2012

La vita siamo noi - 21 gennaio a Roma



Con lo slogan LA VITA SIAMO NOI

l’Assemblea permanente delle donne contro la proposta di legge Tarzia promuove un

Incontro nazionale

Roma -  Casa Internazionale delle Donne

sabato 21 gennaio 2012 - ore 9 / 17

Vogliamo impedire che le donne siano costrette a tornare all’aborto clandestino, vogliamo tutelare la salute delle donne e avere cura della salute psico-affettiva, sessuale e riproduttiva degli adolescenti. Vogliamo sventare il tentativo di impedire l’applicazione della legge 194, già erosa a causa dall’alto numero di medici obiettori di coscienza. Vogliamo che i servizi offerti dai Consultori siano finanziati adeguatamente.

Vogliamo reagire all’attacco all’autodeterminazione delle donne.


Sono questi alcuni degli obiettivi dell’incontro nazionale promosso dall’Assemblea permanente, formatasi a giugno 2010 per contrastare la proposta di legge regionale nel Lazio che vorrebbe modificare i consultori. Contro quella proposta di legge (prima firmataria Olimpia Tarzia) sono state raccolte circa 100mila firme nel corso di più di cento iniziative organizzate in tutta la regione.

Se, come dicono i dati ufficiali, gli aborti in Italia sono costantemente diminuiti è proprio grazie al lavoro sulla salute riproduttiva che hanno fatto i consultori in questi anni, nonostante le regioni li abbiano costantemente definanziati e sostanzialmente ignorati. Oggi quello che occorre non è cambiare le leggi o imporre visioni ideologiche, ma sostenere adeguatamente i Consultori e i servizi di estrema utilità - come prevenzione, ascolto e informazione - che offrono.

Perché un incontro nazionale? Perché il tentativo di imporre visioni ideologiche nei consultori e di limitare la libertà delle donne è in atto anche in altre regioni. Infatti in Piemonte è stata presentata una proposta analoga a quella del Lazio. Inoltre in quasi tutte le regioni italiane i tagli ai finanziamenti provocano carenze alle strutture e impediscono il rinnovo del personale. Vediamo con preoccupazione aumentare le amministrazioni poco interessate alla tutela di servizi di base, soprattutto per le giovani, le donne meno abbienti, le immigrate che i consultori garantiscono e riteniamo che sia giunto il momento di reagire per difendere e rilanciare un’eccellenza italiana. E per dire chiaramente che le donne non accettano di esser messe sotto tutela.

Assemblea permanente delle donne contro la proposta di legge Tarzia

Materiali: www.noidonne.org / www.vitadidonna.it / www.zeroviolenza.it / http://consultaconsultoriroma.blogspot.com/


Contatti: Tel 339 4364627 – 333 4073540 – 06 68401720

28 dicembre 2011

Aspettando il 21 gennaio

21 gennaio 2012 – Incontro Nazionale per i Consultori Familiari


Il 21 gennaio l'Assemblea Permanente delle Donne contro la proposta di legge Tarzia ha convocato a Roma un incontro nazionale di confronto sulla situazione dei consultori familiari pubblici nelle diverse regioni italiane. Una rappresentanza dell'Assemblea ha partecipato ad un incontro che ha avuto luogo a Torino in novembre e a metà gennaio parteciperà ad una assemblea a Reggio Emilia.
Una reazione simultanea, nelle diverse realtà regionali, ai tentativi in atto per sottrarre alle donne un servizio che, nonostante le carenze di personale e le difficoltà logistiche, ha garantito il diritto alla salute sessuale e riproduttiva dal 1975 ad oggi, rispettando le differenti appartenenze culturali, religiose, politiche delle donne, delle coppie, degli adolescenti, e lavorando per l'aumento della consapevolezza di tutti.
Pubblichiamo a seguire i contributi alla discussione che sono stati fino ad oggi prodotti ( Pina Adorno, Maria Marcelli, Milva Pistoni, Giovanna Scassellati, Carlotta Sorrentino ) e invitiamo chi vuole a inviarci riflessioni e spunti per ampliare il dibattito.

Diritto alla salute e servizi per le donne
Pina Adorno Maria Marcelli

Il diritto alla salute è sancito dalla nostra costituzione (art. 32) e nella definizione dell’OMS la salute viene tratteggiata nella sua accezione complessiva di benessere psicofisico e non di semplice assenza di malattia.

Per quanto riguarda la salute delle donne, all’inizio degli anni ’70 il movimento femminista arriva a delineare un modello di salute che parte dalla differenza e dalla consapevolezza di genere e consente alle donne di diventare responsabili e protagoniste delle proprie decisioni, consente alle donne di affermare la loro soggettività, di non essere subalterne a nessuno nel pensare il proprio futuro. Di affermare il diritto all’autodeterminazione.

I consultori, che le donne italiane degli anni ’70 hanno voluto e imposto, cambiando anche l’approccio della medicina tradizionale e il ruolo di medici e operatori sanitari, si collocano in questo solco e in questa prospettiva, e lavorano per promuovere e tutelare la salute psico-affettiva, sessuale e riproduttiva della donna, della coppia, degli adolescenti.

Dagli anni ’90 i consultori sono stati progressivamente abbandonati dalle donne organizzate - sia nella veste di utenti e sia come partecipazione e controllo politico - che hanno scelto soluzioni private e hanno lasciato i consultori in un percorso di progressiva sottomissione a criteri sanitari aziendali.

Parallelamente, soprattutto negli ultimi anni, si sono moltiplicate le agenzie e le associazioni private finalizzate a dare “risposte certe e rapide” ai bisogni delle donne. E’ uno spazio politico e/o occupazionale legittimo e meritorio - sia nella veste di volontariato sia in quella imprenditoriale - anche se a volte l’impressione è che le soluzioni trovate si muovano più come assunzione di delega da parte delle donne che non della promozione dell’autodeterminazione.

6 dicembre 2011

Il territorio: luogo privilegiato per la tutela della salute

Donna, salute e territorio: integrazione tra servizi nella distinzione dei ruoli
di Pina Adorno

Il 24 novembre ero presente alla Tavola Rotonda di apertura del convegno nazionale di AGITE, il cui programma è stato integralmente reso noto su questo blog. Ero stata invitata come presidente della Consulta dei Consultori di Roma per fare un intervento che mettesse in luce la posizione dei consultori di Roma a proposito della integrazione dei servizi territoriali con l’ospedale. Non sono riuscita a parlare perché i relatori precedenti si erano… un po’ allargati con i tempi e non c’era più spazio per il mio intervento.

Affido allora a questa pagina le mie impressioni.


Le comunicazioni dei presidenti delle molte sigle presenti, con diversi punti di vista e sensibilità variabili, hanno caldeggiato la revisione della normativa che attribuisce le finalità istituzionali e regolamenta le attività dei consultori. Il “rumore di fondo” era che la legge istitutiva ha ormai superato i trent’anni di vita, quindi va cambiata.

Tra le ipotesi rappresentate, ha preso corpo un disegno che punta a trasferire competenze e risorse dall’ospedale ai consultori, compresi piccoli interventi ambulatoriali, auspicando il superamento di quella sorta di distinzione tra ginecologi di serie A (ospedale) e di serie B(territorio) ad oggi esistente nelle Asl. Altro punto sottolineato da molti: la necessità di affidare ai ginecologi territoriali il ruolo di dirigenza dei consultori.

Mi è sembrato che tutto il discorso ruotasse più sulla necessità di riorganizzare l’organigramma dei ginecologi nella Asl che sulla opportunità di differenziare i ruoli che i diversi livelli di intervento richiedono.

Avrei voluto dialogare su questi aspetti,

sottolineare l’importanza dell’approccio olistico che caratterizza la metodologia di intervento dei consultori familiari, che si basa su alcuni cardini fondamentali:

Centralità della persona - La donna viene considerata nella sua globalità e soggettività, come riferimento e interlocutore privilegiato per l’attività di prevenzione e di promozione della salute. I CCFF lavorano per promuovere la consapevolezza e le competenze (empowerment) delle donne, delle coppie, degli adolescenti rispetto alla responsabilità e al potere di controllo della propria salute.

Offerta attiva - Per ridurre il rischio di patologie sanitarie e psicosociali, le persone non vanno solo attese nei servizi, ma vanno raggiunte secondo un programma di offerta attiva con interventi di prevenzione e di promozione della salute.

Lavoro in équipe - Gli interventi del CF si realizzano secondo una metodologia fondata sul confronto e sulla progettazione in équipe, nella quale saperi e competenze diverse si integrano con i saperi della donna nell’analizzare la domanda di salute e nell’organizzare risposte adeguate – quando serve anche in collaborazione con gli altri servizi del territorio – poiché la realtà della persona non può essere identificata con una parte del suo corpo, ma va accolta nella sua interezza.

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Avrei voluto esprimere l’importanza che gli operatori dei consultori attribuiscono alla loro presenza sul territorio, in quanto la

Territorialità consente di rappresentare un riferimento costante per scuole, altri servizi asl, municipi, realtà sociali e associative, singole donne, coppie, adolescenti, e consente inoltre la programmazione condivisa delle attività preventive e la promozione della salute sessuale e riproduttiva.

Avrei voluto dire che la

Integrazione tra servizi territoriali e ospedale si fonda e si giustifica su ruoli distinti e coordinati, separando le prestazioni di base da quelle specialistiche, in modo da garantire efficacia ed efficienza al sistema. Oltre ai consultori e all’ospedale, ci sono i poliambulatori, con ginecologi e pediatri che potrebbero interfacciarsi con gli altri livelli creando percorsi preferenziali nella rete dei servizi e delle prestazioni sanitarie. Molti ospedali si sono appropriati di competenze consultoriali, come i corsi di accompagnamento alla nascita o i controlli dopo le Interruzioni Volontarie della Gravidanza. Molti consultori sono stati appesantiti da prestazioni specialistiche che non fanno parte del modello d’intervento delineato per i consultori.

Tematiche quali la sessualità, la maternità e paternità responsabile, la tutela della propria salute, insieme agli aspetti prettamente clinici, hanno una forte valenza culturale che può e deve essere gestita con uno sguardo multidisciplinare, se si vuole promuovere la salute sessuale e riproduttiva della donna, della coppia, dell’adolescente. E questo è possibile solo nei servizi territoriali, base ampia e solida della “piramide della salute”.

Avrei voluto smascherare l’ambiguità insita nel concetto di

Riordino dei consultori . Per dare un servizio migliore alle donne, alle coppie, agli adolescenti non c’è la necessità di fare nuove leggi, visto che il modello dei consultori italiani è indicato come di eccellenza per il raggiungimento degli obiettivi di salute e raccomandato dalle agenzie internazionali, soprattutto per interventi nei paesi in via di sviluppo. Va quindi mantenuto il modello esistente, ma va applicata integralmente la normativa portando a regime il numero dei consultori e gli operatori necessari a realizzare l’offerta attiva nel territorio.

Avrei voluto denunciare

Lo spreco di denaro pubblico che viene fatto con la creazione di nuovi servizi con competenze simili a quelle dei consultori e con l’affidamento di competenze consultoriali ad agenzie e associazioni che non possono garantire continuità in quanto legate a progetti a scadenza, non coordinati con le attività istituzionali dei consultori.

Avrei voluto infine esprimere la preoccupazione per

Il rischio che oggi, dopo aver dissipato per anni risorse e competenze in progetti fallimentari o per interessi privati, per far tornare i conti si perda la consapevolezza dell’importanza della prevenzione e della promozione della salute, e di conseguenza si rinunci all’investimento sulla crescita della realtà dei servizi territoriali. Si opererebbe così una sorta di “desertificazione” dei riferimenti per la salute sul territorio (CCFF, DSM, SERT, servizi per l’età evolutiva…) progressivamente impoveriti nel corso degli anni a favore di investimenti su grandi centri specialistici.

E anche la preoccupazione per

La progressiva sostituzione dei soggetti del pubblico con associazioni e cooperative private che hanno visto aumentare negli ultimi anni i loro fatturati - intervenendo anche in campi strategici come quello della formazione degli operatori del settore pubblico - assorbendo risorse pubbliche senza fornire le stesse prestazioni sul piano della quantità e della qualità di quelle garantite dai servizi pubblici.

Credo che non si possa procedere concretamente all’integrazione territoriale tra servizi se non si parte dal rispetto e dal riconoscimento delle peculiarità e delle prerogative di ognuno e se non si prescinde da obiettivi di potere individuale o di categoria.

26 maggio 2011

LEGGE 194/78


Rimandiamo all'interessante servizio di Ilaria Costantini  trsmesso recentemente su RaiNews per fare il punto sulla storia della legge 194, approvata nel 1978 e confermata dal referendum popolare del 1981. Nonostante la costante riduzione degli aborti in Italia, continua ad essere pretesto di polemiche e oggetto di attacchi, anche attraverso le proposte di legge di "riforma" dei Consultori Familiari presentate in numerose regioni italiane, a cominciare da quella del Lazio a firma della consigliera Tarzia.

15 aprile 2011

Una manifestazione colorata, allegra, partecipata

Il corteo è stato aperto dalle giovani mamme che frequentano i consultori, armate di passeggini con i loro bambini, qualcuno molto incuriosito, qualcuno un po’ assonnato.
A seguire, gli striscioni delle numerose associazioni presenti, della Assemblea permanente delle donne, dei sindacati, della Consulta, e poi alcuni consiglieri regionali di opposizione, e qualcuno anche del Comune e della Provincia di Roma, molti cittadini e operatori dei consultori.

Protagoniste le scatole con le firme da consegnare alla presidente Polverini, una più bella dell’altra, ironiche, ammiccanti, esplicite.

A movimentare e rendere più ritmata e allegra la manifestazione, un gruppo di artisti di strada che hanno accompagnato il corteo e l’attesa sotto la Regione con musica e danze, mentre le donne dell'Assemblea Permanente ribadivano i motivi della loro contrarietà alla proposta Tarzia, illustrando i motivi per cui è necessario completare la rete di consultori previsti dalle normativa vigente e migliorare le strutture esistenti.


La raccolta firme e le mobilitazioni continuano

CONSULTORI PUBBLICI E GRATUITI
LE PRIME 80.000 FIRME ASPETTANO LA PRESIDENTE POLVERINI


Per leggere il comunicato stampa della Assemblea delle Donne, diffuso a fine manifestazione:

13 aprile 2011

Continuiamo a parlare dei Consultori Familiari

Vi proponiamo l' intervista alla presidente della Consulta dei Consultori di Roma fatta da Monica Soldano per Radio Radicale.
La conversazione tra la giornalista e Giuseppina Adorno fa il punto sulla situazione dei consultori nel Lazio e sull' iter della proposta di legge regionale di riforma dei consultori, dopo che il 5 aprile è stato sventato il progetto della Commissione Lavoro e Servizi Sociali di procedere alla discussione della proposta di legge Tarzia  (senza dare risposta alle numerose associazioni che avevano da tempo chiesto di essere audite per esprimere le motivazioni della loro contrarietà a tale disegno di legge) e alla vigilia della consegna alla presidente Polverini delle prime 80.000 firme raccolte dalle donne in tutto il Lazio contro la proposta di legge Tarzia.

11 aprile 2011

14 aprile 2011 - 80.000 firme per la Presidente Polverini

Manifestazione

promossa dalla Assemblea Permanente delle Donne contro la riformaTarzia dei Consultori

Appuntamento al consultorio di via dei Lincei  
giovedì 14 aprile, alle ore 10,00



il corteo  raggiungerà via R.Raimondi Garibaldi dove, alle ore 11,00, ci sarà la Conferenza Stampa per illustrare le ragioni del totale disaccordo con la proposta di legge

CONSULTORI PUBBLICI E GRATUITI
 UN CORTEO PER CONSEGNARE LE PRIME 80.000 FIRME


PER DIRE Sì ALLA SALUTE E ALL’AUTODETERMINAZIONE DELLE DONNE


Il numero delle firme raccolte contro la proposta di legge regionale della consigliera Tarzia, sulla quale vi abbiamo aggiornato periodicamente, ha raggiunto quota 80.000. I ripetuti appelli alla consegna delle firme, raccolte a cominciare dall'estate e proseguita negli ultimi mesi, ha finalmente consentito di metterne insieme un numero importante e decidere di consegnarle alla Presidente della Regione Lazio, Renata Polverini.

Le donne e le famiglie che vogliono LIBERAMENTE PROCREARE attendono risposte concrete:
LAVORO DIGNITOSO, SERVIZI SOCIALI ADEGUATI, UNA POLITICA DELLA CASA.
Respingono al mittente la proposta di legge Tarzia, che è esattamente il contrario

L'assemblea permanente delle donne

2 novembre 2010

Il convegno "Salviamo i consultori" su Libera.TV

Il 22 ottobre scorso il Coordinamento Donne CGIL di Roma e del Lazio e la CGIL di Roma e del Lazio hanno organizzato un' importante iniziativa sui consultori e sulla situazione dei consultori nel Lazio, presso la sede sindacale di via Buonarroti. Grazie alle riprese di Libera.TV al cui sito rimandiamo attraverso i link che seguono, possiamo riascoltare gli interventi dei singoli relatori
Silvia Ioli Segreteria CGIL Roma e Lazio
Claudia Bella Responsabile Coordinamento Donne CGIL Roma e Lazio
Pina Adorno Presidente della Consulta dei Consultori di Roma
Delia La Rocca Docente Università di Catania
Giulia Rodano Consigliera Regione Lazio
Tonino D'Annibale Vice Presidente Commissione Politiche Sociali Regione Lazio
Francesca Koch Casa Internazionale delle Donne
Patrizia Di Berto Segretaria FP CGIL Roma e Lazio
Lisa Canitano Associazione Vita di Donna
Chiara Lalli Docente Università di Cassino
Claudio Di Berardino Segretario Generale CGIL Roma e Lazio

27 ottobre 2010