Già da tempo la Consulta dei Consultori di Roma sta seguendo la vicenda dei consultori del VI distretto della Asl RmC, zona ad alta intensità abitativa e con una presenza importante di famiglie immigrate, nella quale la presenza dei consultori è fondamentale. Le Assemblee delle donne sono molto attive sia nella partecipazione alla vita dei consultori, sia con l'organizzazione di momenti di scambio con la comunità locale, come ad esempio i corsi di italiano per le donne immigrate.
VOGLIAMO IL QUARTO CONSULTORIO NEL VI DISTRETTO
I consultori di via Spencer e di via Casilina restano dove sono
La nostra determinazione ha vinto
Il consultorio è uno spazio fondamentale per la prevenzione e la salute nelle diverse fasi della vita delle donne. Secondo la legge, devono essere uno ogni ventimila abitanti e, nel nostro distretto, sono sottodimensionati.
La legge 31 gennaio 1996, n. 34 prevede che ogni 20.000 abitanti sia garantita la presenza di un consultorio, e pertanto per il distretto VI i consultori dovrebbero essere quattro.
Allo stato attuale ne abbiamo solo 3: Piazza dei Condottieri, via Spencer e via Casilina 711.
La storia recente:
Il piano socio-regionale della regione Lazio 2009-2011 prevede una valorizzazione e un potenziamento dei Consultori; avremmo auspicato tale arricchimento di servizi, invece ci siamo dovute muovere per difendere l’esistente.
L’attuale Giunta Regionale prova a snaturare, impoverire e privatizzare i Consultori con la proposta di legge Tarzia, mentre la Presidente Polverini, donna che dice di "avere a cuore" le donne, ad oggi non ci ha ancora ricevuto, ignorando le 100.000 firme raccolte in tutta la regione Lazio in favore dei consultori
Cosa è accaduto nel VI Distretto:
Gli spazi dei due consultori di via Spencer e di via Casilina sono di proprietà del Municipio VI. Il Municipio, che col cambio di amministrazione comunale nel 2008 ha ricevuto pressioni da parte del Comune per far rientrare dei soldi nelle casse, ha chiesto l’affitto solo al Consultorio di via Spencer, inviando delle lettere alla ASL con richiesta del pagamento del canone di locazione, senza tuttavia procedere alla messa in mora.