E' notizia di questi giorni il successo dell’esperienza effettuata dal 2009 al 2013 in Colorado dove, a fronte di un investimento per la fornitura gratuita di contraccettivi ad adolescenti e a donne in condizioni di povertà, c’è stata una riduzione del 40% del tasso di natalità fra le giovanissime e del 42% delle interruzioni di gravidanza.
Una conferma che non stupisce e che dà valore ulteriore alla Campagna “Per scelta, non per caso” per la contraccezione gratuita nei consultori che la Consulta dei Consultori di Roma ha lanciato nel marzo 2014 e che ha raccolto una importante adesione di singoli e associazioni di settore, oltre a quella dell’Assemblea Capitolina e di alcuni Municipi della Capitale.
Quello che stupisce è invece la distanza delle istituzioni sanitarie da questi temi: la pianificazione familiare non fa parte del dibattito e delle iniziative nella sanità italiana e non si capisce davvero il perché, viste le ricadute sociali ed economiche che la maternità, o la rinuncia ad essa, hanno sulla vita delle persone e sulla collettività. E non è estranea al tema la riflessione amara di una distanza complessiva che aumenta tra le esigenze delle persone e le risposte che vengono date ( e non solo nella sanità), tra problemi emergenti o da individuare e la percezione diffusa dello sgretolarsi graduale ma inesorabile del patrimonio professionale e culturale che è stato costruito negli anni.
Torno alla Pianificazione Familiare e ai consultori, nati nel 1975 per la prevenzione e per la promozione della salute della donna e della famiglia. In questi giorni si compiono i 40 anni dalla legge istitutiva e il successo del modello dei consultori italiani è nelle statistiche e nella sua riproposizione vincente in altri contesti. Lo abbiamo detto tante volte e risulta persino stucchevole continuare a ripeterlo, ma è necessario farlo: i consultori familiari hanno subìto negli anni una riduzione graduale ma costante della loro potenzialità operativa attraverso la riduzione del personale, la diminuzione del numero delle sedi e la conseguente diminuzione della possibilità di accesso da parte delle donne, e nonostante questo restano ancora un valido contributo alla consapevolezza e alla salute delle donne. Il rapporto: 1 consultorio ogni 20.000 abitanti, individuato dalla normativa e mai andato a regime, garantirebbe l’offerta attiva di interventi di prevenzione e di promozione della salute alla totalità della popolazione, con evidenti vantaggi di risparmio e di utilizzazione corretta dei servizi della sanità pubblica.
La scelta della Campagna per la contraccezione gratuita nei consultori è stata fatta proprio per mettere in evidenza la “lesione” provocata al diritto di scelta delle donne più svantaggiate e delle giovani, a causa della difficile accessibilità alla pianificazione familiare.
Perché rimettere al centro il diritto di scelta?
Non è una posizione ideologica, è la prospettiva giusta da assumere rispetto all’uso delle risorse limitate di cui disponiamo. Se l’obiettivo dell’azione dei consultori è la tutela della salute della donna e della famiglia, la prevenzione dei tumori femminili, la promozione di una sessualità serena e sicura, la prevenzione dell’aborto e delle IST, la tutela della maternità e della paternità responsabile, il sostegno alla genitorialità – e se queste finalità sono “scolpite” nelle leggi istitutive – lo Stato che le ha promulgate (L.405/75, L.194/78), la Regione Lazio che le ha recepite (L.R.15/76) hanno il dovere di tutelare e valorizzare le azioni che perseguono tali obiettivi.
Non valorizzare le peculiarità dei consultori nella tutela della salute delle donne, rinunciare a difendere e a preservare dal decadimento quello che è stato costruito negli anni e che ha dimostrato di funzionare, equivale ad accettare con indifferenza l’incuria che vediamo giorno dopo giorno materializzarsi intorno a noi, nell’erba che cresce tra le crepe dell’asfalto, nei cassonetti maleodoranti accanto ai ‘tavolini selvaggi’ che si moltiplicano di ora in ora sui marciapiedi dei nostri quartieri, nell’incertezza e nel disagio del trasporto pubblico.
I consultori familiari sono la risposta culturale e politica alle battaglie delle donne degli anni ’70 per l’informazione e per la tutela della salute sessuale e riproduttiva e hanno contribuito all’aumento della consapevolezza delle donne e alla crescita culturale del nostro paese, dalla maternità responsabile alla riduzione costante degli aborti.
La pianificazione familiare non è un’utopia: si può fare operando scelte di politica sociosanitaria, riducendo i costi umani e finanziari degli aborti e delle infezioni a trasmissione sessuale, si può fare sostenendo la genitorialità consapevole e promuovendo l’esercizio del diritto di scelta in tema di riproduzione delle donne e delle coppie. Si può fare sostenendo e implementando i consultori, la loro presenza nei quartieri delle nostre città, valorizzando l’approccio metodologico che consente la presa di coscienza e l’assunzione di responsabilità nei confronti della propria salute.
Prevenire è meglio! O no?
Giuseppina Adorno
- NOVITA' -
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26 aprile 2015
Adolescenza e prevenzione dell'AIDS
L'8 maggio si svolgerà il secondo seminario che la Consulta ha organizzato per il 2015. Dopo quello del 17 aprile, che ci ha consentito di approfondire il tema della contraccezione alla luce delle nuove acquisizioni scientifiche e delle più recenti ricerche, il prossimo seminario ci darà la possibilità di mettere a fuoco un tema come la prevenzione dell'AIDS, particolarmente importante per la promozione delle salute, con un'attenzione speciale rivolta agli adolescenti.
P R O G R A M M A
Adolescenti e AIDS: conoscenze, difficoltà e pregiudizi
Mauro Benvenuti - Medico U.O. per l'HIV e l'AIDS ASL RMC/Distretto11
o via fax al numero: 06 68354405 all'attenzione di Giuseppina Adorno.
ADOLESCENZA E PREVENZIONE DELL'AIDS
8 maggio 2015
- ore 8,30 - 13.30
Via della Penitenza
37
primo piano
Prevenzione
AIDS: problematiche adolescenziali
Rosella Di Bacco - Responsabile dell'U.O. per l'HIV e l'AIDS ASL
RMC/Distretto11Adolescenti e AIDS: conoscenze, difficoltà e pregiudizi
Mauro Benvenuti - Medico U.O. per l'HIV e l'AIDS ASL RMC/Distretto11
Il ruolo
dell'Istituto Superiore di Sanità nella prevenzione AIDS e IST
Anna Maria Luzi - Responsabile dell'Unità Operativa Ricerca
psico-socio-comportamentale, Comunicazione e Formazione. Dipartimento di
Malattie Infettive, Parassitarie e Immunomediate dell'ISS
Non sono previsti crediti ECM. Verrà rilasciato a richiesta un
attestato di partecipazione.
E' gradita l'iscrizione, da inviare possibilmente entro il 30
aprile per mail a: consultaconsultoriroma@hotmail.ito via fax al numero: 06 68354405 all'attenzione di Giuseppina Adorno.
scarica il modulo per l'iscrizione:
26 febbraio 2014
Per scelta, non per caso
La Consulta dei Consultori Familiari di Roma
ha organizzato il convegno
"Per scelta, non per caso"
che si terrà il 7 marzo 2014
presso la Sala della Protomoteca in Campidoglio
(entrata dal Portico del Vignola)
dalle ore 8,30 alle 13,30
per riproporre con forza il tema
dei diritti sessuali e
nello specifico del diritto alla contraccezione
Siamo a meno di un anno dal 2015, termine fissato per il
raggiungimento degli obiettivi del Millennio
e in particolare del target 5B: "Rendere possibile
l'accesso universale ai sistemi di salute riproduttiva"e siamo in ritardo ...
L'obiettivo che il convegno si pone è far sì che tutte le donne abbiano la possibilità di scegliere se, quando e quanti figli avere e sia garantito l'accesso ad un'ampia scelta di contraccettivi, seguendo un approccio che riconosce e tutela i diritti sessuali di tutti in termini positivi e non solo in quanto prevenzione dei rischi ...
All'iniziativa hanno concesso il patrocinio gratuito la Regione Lazio, l'Assessorato Scuola Infanzia Giovani e Pari Opportunità e l'Assessorato Sostegno sociale e Sussidiarietà di Roma Capitale .
Invitiamo tutte/tutti a partecipare e a diffondere l'iniziativa
Info: 0668354408
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26 settembre 2013
26 settembre - Giornata Mondiale per la Contraccezione
Conferenza stampa
Giovedì 26 Settembre alle ore 11,00
presso la sede comunale di via delle Vergini 18 III piano
In occasione della ricorrenza della
Giornata Mondiale della Contraccezione, la
Consulta dei Consultori Familiari del Comune di Roma intende riportare
all’attenzione della Stampa e delle Istituzioni la necessità e l’importanza di
garantire alle donne e alle coppie il diritto di accesso alla procreazione
cosciente e responsabile. La diffusione e l’uso dei contraccettivi
nel nostro paese sono strettamente legati alla nascita e all’opera dei
consultori familiari; nei consultori non viene solo prescritta la
contraccezione, ma le donne possono trovare aiuto nella scelta del
contraccettivo che più risponda ai propri bisogni, che rispetti la propria
salute e i propri orientamenti etici e culturali, perché ogni donna possa
decidere quando e quanti figli avere. Per rilanciare le attività dei consultori
di Roma relative alla promozione della salute sessuale e riproduttiva e alla
prevenzione dell’aborto e delle MST, e per segnalare le criticità che rendono
meno incisive tali attività la Consulta sta organizzando un convegno che si
svolgerà in primavera con l’obiettivo di favorire l’applicazione della
normativa e garantire alle donne e alle coppie il diritto ad una sessualità
piena e soddisfacente, che passa necessariamente attraverso la presenza di
servizi dedicati ad azioni di educazione, informazione, erogazione in ambito
contraccettivo.
Saranno presenti Maria
Gemma Azuni Consigliera di Roma Capitale
e Giuseppina
Adorno Presidente della Consulta dei Consultori di Roma
E’ di questi giorni l’uscita dell’ultimo rapporto del ministro della
sanità sull’applicazione della L.194/78 che, come per gli anni precedenti,
sottolinea la relazione diretta tra la presenza di CCFF e il minor ricorso
all’IVG e la funzione centrale che tali servizi svolgono per la promozione
della salute e l’empowerment delle donne su tutto il territorio nazionale.
Il numero degli aborti è in costante decrescita dal 1982, rallentata per
alcuni anni a causa dell’aumentata richiesta da parte di donne straniere, ma
adesso in leggero calo anche per questa fascia di utenza, che frequenta i CCFF
come servizio di riferimento e, secondo i dati indicati nella relazione del
ministro, questa diminuzione “…può essere in parte imputabile al lavoro svolto
da questi servizi”.
Questo dato, se da una parte ci
conforta per il riconoscimento della competenza e dell’appropriatezza della
metodologia adottata, dall’altra non ci impedisce di vedere le criticità che
incidono sui risultati e sulla divulgazione dell’approccio alla contraccezione
che viene effettuata nei CCFF.
Ragionando e confrontandoci su questi temi all’interno della Consulta,
abbiamo sentito la necessità di raccogliere i dati e le esperienze che gli operatori
hanno effettuato e di dare visibilità a tutto il materiale accumulato, anche
per trarne una nuova spinta rispetto alle attività connesse con la contraccezione.
L’idea è di offrire ai nostri operatori, ma anche all’intera comunità
cittadina, una giornata che ci consenta di mettere al centro della nostra
operatività e della progettazione sociosanitaria del nostro territorio il diritto della donna
e della coppia alla procreazione cosciente e responsabile. Diritto affermato da
risoluzioni di organismi internazionali come l’OMS, il Parlamento Europeo, l’Assemblea
generale delle Nazioni Unite, le numerose Conferenze sulla Salute, sulla parità
fra i sessi, sullo sviluppo.
Sarà un’occasione per divulgare il modello di intervento dei CCFF e
“pesare” l’incidenza sul fenomeno, ma anche per rilanciare la piena
applicazione della normativa in materia di contraccezione e di diritto a una
sessualità vissuta in maniera piena e consapevole. Sarà anche l’occasione per
ragionare su cosa significhi la piena e completa gratuità (così come previsto
dalla normativa) in ambito contraccettivo, sia sul piano individuale che su
quello collettivo. Infatti, in un’epoca in cui le persone non riescono ad avere
garantito l’accesso ai servizi e le risorse sono sempre più scarse, anche la
contraccezione potrebbe diventare un lusso che non tutti si possono permettere,
con conseguenze personali e sociali facilmente immaginabili.
Per tale motivo vorremmo poter riflettere insieme sui passi, gli strumenti
e le modalità necessarie per poter ridare slancio e dignità alla contraccezione
che, nell’ operatività quotidiana viene spesso “compressa” tra IVG, screening e
percorso nascita.
Insieme alla consigliera Azuni abbiamo scelto la Giornata Mondiale per
la Contraccezione per sottolineare l’importanza del tema e darvi appuntamento per il 7 marzo 2014 nella
splendida sala della Protomoteca in Campidoglio per avviare un dialogo proficuo
tra operatori dei CCFF, istituzioni, associazioni, operatori dell’informazione.
18 aprile 2013
Più servizi e meno sportelli per le donne
Nell’Italia dove la nuova parola d’ordine sembra essere fare e soprattutto fare presto piuttosto che fare bene, vi segnalo la nascita dell’ennesimo “sportello” che in questo caso si propone come la soluzione ai problemi delle donne che hanno abortito e che, per questa ragione, …”si trovano a vivere un forte disagio emotivo e psicologico (depressione, ansie, fobie, disturbi sessuali)”.
E’ quanto si legge in una lettera del Movimento per la Vita Italiano indirizzata ai Direttori Sanitari delle Asl, con la richiesta di affiggere nelle sedi sanitarie… “la locandina allegata al fine di sensibilizzare e offrire un servizio gratuito alle utenti che purtroppo sono sempre più numerose.”
Lo sportello si chiama “Da Donna a Donna” ed è cofinanziato dal Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali. Sarebbero tante le osservazioni da fare a proposito dei cosiddetti tecnici del governo Monti, che sono più volte intervenuti con provvedimenti a contenuto ideologico estremamente elevato (vedi Piano Famiglia del ministro Riccardi), ma voglio limitarmi ad alcuni punti essenziali:
Lo abbiamo sottolineato più volte e voglio ribadirlo anche a commento di questa iniziativa: il sistema dei servizi sociali e sanitari è vasto e costoso e non possiamo permetterci di sprecare risorse destinandole a progetti autoreferenziali, che si pongono come ‘doppione’ o addirittura in antitesi con il mandato istituzionale dei servizi pubblici.
Finanziare progetti paralleli e alternativi al sistema pubblico dei servizi sociali e sanitari, oltre a disperdere le risorse, confonde e indebolisce il sistema di promozione e di protezione dei cittadini, e genera insicurezza e sfiducia nei confronti delle istituzioni.
Occorre invece avere un progetto unico, con obiettivi e finalità che si rivolgano e sostengano le esigenze di tutti, e che rappresenti una garanzia per tutti i cittadini in quanto essi sono parte - nella loro diversità e unicità individuale - di questo nostro Stato, anzi sono essi stessi lo Stato.
Per quanto riguarda la salute della donna, il progetto esiste già:
è infatti questo il senso della legge 405/75 che ha istituito i consultori per la tutela della salute psicofisica della donna, della legge 194/78 per la procreazione cosciente e responsabile, che disciplina l’interruzione volontaria della gravidanza, ed è il senso che anima il Progetto Obiettivo Materno Infantile (DM 24 aprile 2000) che individua risorse, tempi, modalità d’intervento necessari ad assicurare la prevenzione di patologie psichiche e fisiche che interessano la donna, i bambini, gli adolescenti e la promozione e la tutela della salute sessuale e riproduttiva dei singoli e delle aggregazioni familiari scaturite dalle loro scelte libere.
Basta con sportelli costosi ed effimeri che servono più a chi li apre che a dare risposte adeguate ai problemi che pretende di risolvere, non ne possiamo più! E’ ora di capire quali sono le esigenze concrete e reali dei cittadini italiani e organizzare senza sprechi un sistema di servizi territoriali certo ed efficiente, che pensi e realizzi risposte valutabili e modificabili, ma costanti nell’assicurare la presa in carico e nel trasmettere alle persone la certezza della risposta rispetto alle necessità esistenti e ai diritti che devono essere garantiti.
Se tutti i finanziamenti destinati negli ultimi vent'anni a progetti, iniziative creative e multiformi sportelli a tempo dedicati alle donne fossero stati concentrati nel migliorare o aprire nuovi servizi come i consultori, i centri antiviolenza, i servizi per l'infanzia... le donne e le famiglie avrebbero adesso un sostegno reale alle loro difficoltà di vita e sarebbero più contente.
E’ quanto si legge in una lettera del Movimento per la Vita Italiano indirizzata ai Direttori Sanitari delle Asl, con la richiesta di affiggere nelle sedi sanitarie… “la locandina allegata al fine di sensibilizzare e offrire un servizio gratuito alle utenti che purtroppo sono sempre più numerose.”
Lo sportello si chiama “Da Donna a Donna” ed è cofinanziato dal Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali. Sarebbero tante le osservazioni da fare a proposito dei cosiddetti tecnici del governo Monti, che sono più volte intervenuti con provvedimenti a contenuto ideologico estremamente elevato (vedi Piano Famiglia del ministro Riccardi), ma voglio limitarmi ad alcuni punti essenziali:
- le interruzioni volontarie della gravidanza, come è noto, sono in costante calo da trent’anni, e questo è affermato in tutte le relazioni annuali dei ministri della salute sull’applicazione della legge 194, che sottolineano soprattutto la funzione dei consultori nel ridurre il ricorso all’aborto.
- il ‘disagio emotivo’ delle donne, oltre che dall’aver abortito, può derivare anche, e direi per qualcuna forse ancora di più, dal trovarsi senza lavoro, dal non avere servizi, dal non poter andare in pensione quando avevano già maturato il diritto ad andarci. Tra l’altro – a proposito di disagio emotivo – il Ministero del Lavoro ha definanziato e quindi annullato il bando 2012 per il progetto sulla parità tra uomo e donna a favore dell’inserimento lavorativo delle donne, attivo dal 1991.
- lo sportello è pagato da tutti i cittadini. Perché affidare una competenza pubblica- peraltro già istituzionalmente affidata ai consultori familiari - ad un ente privato, per di più così connotato dal punto di vista ideologico e storicamente così contrario alla libera decisione e all’autodeterminazione delle donne? Perché non utilizzare quelle risorse per implementare la presenza e l’operatività dei consultori pubblici?
Finanziare progetti paralleli e alternativi al sistema pubblico dei servizi sociali e sanitari, oltre a disperdere le risorse, confonde e indebolisce il sistema di promozione e di protezione dei cittadini, e genera insicurezza e sfiducia nei confronti delle istituzioni.
Occorre invece avere un progetto unico, con obiettivi e finalità che si rivolgano e sostengano le esigenze di tutti, e che rappresenti una garanzia per tutti i cittadini in quanto essi sono parte - nella loro diversità e unicità individuale - di questo nostro Stato, anzi sono essi stessi lo Stato.
Per quanto riguarda la salute della donna, il progetto esiste già:
è infatti questo il senso della legge 405/75 che ha istituito i consultori per la tutela della salute psicofisica della donna, della legge 194/78 per la procreazione cosciente e responsabile, che disciplina l’interruzione volontaria della gravidanza, ed è il senso che anima il Progetto Obiettivo Materno Infantile (DM 24 aprile 2000) che individua risorse, tempi, modalità d’intervento necessari ad assicurare la prevenzione di patologie psichiche e fisiche che interessano la donna, i bambini, gli adolescenti e la promozione e la tutela della salute sessuale e riproduttiva dei singoli e delle aggregazioni familiari scaturite dalle loro scelte libere.
Basta con sportelli costosi ed effimeri che servono più a chi li apre che a dare risposte adeguate ai problemi che pretende di risolvere, non ne possiamo più! E’ ora di capire quali sono le esigenze concrete e reali dei cittadini italiani e organizzare senza sprechi un sistema di servizi territoriali certo ed efficiente, che pensi e realizzi risposte valutabili e modificabili, ma costanti nell’assicurare la presa in carico e nel trasmettere alle persone la certezza della risposta rispetto alle necessità esistenti e ai diritti che devono essere garantiti.
Se tutti i finanziamenti destinati negli ultimi vent'anni a progetti, iniziative creative e multiformi sportelli a tempo dedicati alle donne fossero stati concentrati nel migliorare o aprire nuovi servizi come i consultori, i centri antiviolenza, i servizi per l'infanzia... le donne e le famiglie avrebbero adesso un sostegno reale alle loro difficoltà di vita e sarebbero più contente.
Pina Adorno
15 febbraio 2013
Iniziativa su diritti e salute delle donne
****Le Ribellule presentano*****
16 Febbraio 2013
V E N G O A L L A P R I M A
@Tuba Bazar - Via del Pigneto, 19
Dalle ore 18:00
Proiezione del video-documentario
"La mia scelta viene prima"
Strumento di denuncia, d’informazione e di lotta, nonché un gesto di
vicinanza verso chi ha vissuto esperienze simili.
di e con il collettivo femminista e lesbico Vengo Prima di Venezia
a seguire dibattito sull'obiezione di coscienza e sui consultori.
confronto sullo stato dell'arte in varie regioni italiane rispetto alla
libertà di scelta e sugli strumenti collettivi di lotta
Sulla salute delle donne non si obietta!
intervengono:
Collettivo femminista e lesbico Vengo Prima
Mirella Parachini - ginecologa, vice presidente FIAPAC
Pina Adorno - Consulta dei Consultori Familiari di Roma
Lisa Canitano - Vita di Donna Onlus
Sono invitate a partecipare le donne, le operatrici dei consultori,
comitati e collettivi a difesa della salute pubblica e della libertà di
scelta.
13 novembre 2012
Flash mob a San Lorenzo dedicato all'allattamento
Il 25 Ottobre 2012 presso Piazza dell'Immacolata (isola pedonale di San Lorenzo - III Municipio) si è tenuto un singolare flash mob..."Allattamento materno in piazza", nato dal desiderio delle mamme del territorio del III Distretto di esprimere l'orgoglio di questa scelta nutrizionale e comunicarla al mondo intero...
Uscire dai luoghi protetti: case, consultori, ed affrontare l'opinione pubblica per condividere la "magia" di questa esperienza.
L'OMS proclama Ottobre il mese dell'Allattamento materno sottolineando come il Latte di Mamma sia il migliore alimento per il piccolo dell'uomo. Chissà che qualche mamma in difficoltà sia stata incoraggiata da questa rumorosa e colorata assemblea di donne e venga a trovarci in Consultorio.
La realizzazione di questo momento di "visibilità" è stato possibile grazie al contributo del III Municipio, nella persona dell'Assessore Guido Capraro, della Responsabile dei due Consultori Familiari del III Distretto ASL RMA Dott.ssa Rossella Anastasio, della Responsabile della Medicina Preventiva Dott.ssa Giuseppina Tanzi e del Comitato Latte di Mamma Mia. Ci auguriamo di farne presto un altro magari unendo le mamme di tutti i Consultori Familiari.
Luciana Della Pietra
Infermiera Professionale
Consultorio via dei Frentani
9 novembre 2012
Diritto alla pianificazione familiare: presentazione del Rapporto Unfpa
Lo stato della popolazione nel mondo
2012
Sala Stampa Estera - Via dell’Umiltà 83/c, Roma
14 novembre 2012 ore 11.00
AIDOS, Associazione italiana donne
per lo sviluppo,
e
Unfpa, Fondo delle Nazioni Unite per la popolazione,
lanciano, in contemporanea mondiale, il
Rapporto sullo stato della
popolazione nel mondo 2012:
“Per scelta, non per caso. Pianificazione
familiare, diritti umani e sviluppo”.
Il Rapporto Unfpa 2012, la cui versione
italiana è curata da AIDOS, si concentra sul diritto alla pianificazione
familiare.
Se decidere il numero di figli e il momento in cui averli appaiono scelte
scontate in quasi tutti i paesi sviluppati e tra le classi dirigenti dei paesi
del Sud del mondo, non è così per molte persone, comunità e paesi in via di
sviluppo. La pianificazione familiare è oggi globalmente
riconosciuta come un diritto della persona all’interno del più ampio quadro dei diritti
umani.
Ma è davvero così? Il diritto alla
pianificazione familiare è stato effettivamente garantito a ogni individuo in
tutte le parti del mondo o è rimasto solo sulla carta? Chi sono le persone che
ancora non possono esercitare appieno il diritto alla pianificazione familiare?
E ancora: quali sono i benefici sociali ed economici e i costi della pianificazione familiare? Cosa devono fare gli Stati e la comunità internazionale per rendere effettivo questo diritto e fare in modo che la nascita di un/a figlio/figlia sia una scelta e non un caso?
Queste sono solo alcune delle domande a cui risponde il Rapporto sullo stato della popolazione nel mondo 2012 dell’Unfpa, che si basa sulle ultime ricerche che documentano gli effetti positivi che la pianificazione familiare ha sulla salute, l’incremento sull’istruzione e sulla riduzione della povertà.
E ancora: quali sono i benefici sociali ed economici e i costi della pianificazione familiare? Cosa devono fare gli Stati e la comunità internazionale per rendere effettivo questo diritto e fare in modo che la nascita di un/a figlio/figlia sia una scelta e non un caso?
Queste sono solo alcune delle domande a cui risponde il Rapporto sullo stato della popolazione nel mondo 2012 dell’Unfpa, che si basa sulle ultime ricerche che documentano gli effetti positivi che la pianificazione familiare ha sulla salute, l’incremento sull’istruzione e sulla riduzione della povertà.
Ne discuteranno:
Staffan De Mistura, Sottosegretario agli Affari Esteri
Silvana Salvini, Docente ordinario di Demografia, Università di Firenze
Giulia Vallese, Responsabile risorse e finanziamenti, Unfpa
Coordina: Daniela Colombo, Presidente di AIDOS
Contatti e ufficio stampa: Serena Fiorletta, ufficiostampa@aidos.it,
tel. 06 6873214/196
13 ottobre 2012
Rapporto del ministro Balduzzi sulle IVG
Consultorio? Sì, grazie!
di Pina Adorno
Il rapporto del ministro Balduzzi sull'andamento dell'interruzione volontaria della gravidanza in Italia conferma quello che chi lavora nei consultori sa bene da sempre: la presenza dei consultori riduce il ricorso all'IVG perchè aumenta il livello di prevenzione con l'informazione, la somministrazione e il controllo dei sistemi contraccettivi e perchè consente alle donne e alle coppie di prendere coscienza della necessità di tutelare la propria salute e di scegliere in sicurezza quando e come avere una gravidanza.
Nonostante il monitoraggio sistematico dei dati confermi anno dopo anno questa realtà e dimostri il risparmio - non solo in termini economici - che un investimento su questi servizi determinerebbe per tutelare la salute della donna, della coppia, del bambino, i consultori vengono inspiegabilmente emarginati all'interno delle Asl e ingiustamente attaccati da progetti legislativi regionali e Piani Famiglia governativi che ne mettono in discussione il valore e la necessità, attribuendo loro valenze ideologiche destituite di qualsiasi fondamento.
A Roma e nel Lazio è un continuo progettare, e purtroppo anche realizzare, chiusure e accorpamenti di sedi consultoriali da parte delle Asl, non considerando che il consultorio per definizione deve essere un servizio diffuso capillarmente sul territorio, perchè solo così potrebbe garantire interventi di "offerta attiva" su tutte le tematiche relative al Percorso Nascita, alla contraccezione, alla salute sessuale e riproduttiva, alla prevenzione dei tumori femminili ...
Arrivano continuamente alla Consulta segnalazioni di utenti preoccupate dalle "voci" che fanno temere la perdita di un riferimento per la salute come il consultorio, la cui presenza è da tempo diventata significativa nel proprio quartiere; qualche mese fa ha riguardato i consultori di via Casilina e di via Spencer nella Roma C, poi quelli di piazza dei Mirti e via Rubelia della Roma B, le sedi dei CCFF di piazza Castellani, di via Salaria e di via Atto Tigri della Roma A, e adesso c'è grande fermento per la chiusura annunciata di via Manfredonia, presidio consultoriale frequentatissimo, nel quale si effettuano anche le vaccinazioni obbligatorie ai bambini. Per i cittadini di un quartiere come Quarticciolo perdere il consultorio di zona significherebbe non avere nessun riferimento ed essere costretti a spostarsi in località distanti e difficilmente raggiungibili.
Leggendo la relazione del ministro Balduzzi, così piena di affermazioni lusinghiere sull'efficacia del modello di intervento consultoriale, affermazioni che discendono non dall'opinione del ministro ma dall'elaborazione dei dati in possesso del Ministero, viene da chiedersi perchè non se ne traggano le logiche conseguenze e non si dia il via ad un piano nazionale che porti a regime il numero dei consultori e la completezza delle équipe, come avviene per i medici di base.
Le risorse scarseggiano, lo sappiamo, ma partendo dal non sopprimere i consultori che esistono e delineando una direzione di incremento, si potrebbe progressivamente dotare il Paese di una rete completa di consultori che, come più volte sottolineato - essendo servizi a bassa soglia e a basso costo - consentirebbero una reale tutela della salute sessuale e riproduttiva, facilitando gli accessi delle donne e degli uomini del territorio e gli interventi di "offerta attiva" da parte degli operatori.
di Pina Adorno
Il rapporto del ministro Balduzzi sull'andamento dell'interruzione volontaria della gravidanza in Italia conferma quello che chi lavora nei consultori sa bene da sempre: la presenza dei consultori riduce il ricorso all'IVG perchè aumenta il livello di prevenzione con l'informazione, la somministrazione e il controllo dei sistemi contraccettivi e perchè consente alle donne e alle coppie di prendere coscienza della necessità di tutelare la propria salute e di scegliere in sicurezza quando e come avere una gravidanza.
Nonostante il monitoraggio sistematico dei dati confermi anno dopo anno questa realtà e dimostri il risparmio - non solo in termini economici - che un investimento su questi servizi determinerebbe per tutelare la salute della donna, della coppia, del bambino, i consultori vengono inspiegabilmente emarginati all'interno delle Asl e ingiustamente attaccati da progetti legislativi regionali e Piani Famiglia governativi che ne mettono in discussione il valore e la necessità, attribuendo loro valenze ideologiche destituite di qualsiasi fondamento.
A Roma e nel Lazio è un continuo progettare, e purtroppo anche realizzare, chiusure e accorpamenti di sedi consultoriali da parte delle Asl, non considerando che il consultorio per definizione deve essere un servizio diffuso capillarmente sul territorio, perchè solo così potrebbe garantire interventi di "offerta attiva" su tutte le tematiche relative al Percorso Nascita, alla contraccezione, alla salute sessuale e riproduttiva, alla prevenzione dei tumori femminili ...
Arrivano continuamente alla Consulta segnalazioni di utenti preoccupate dalle "voci" che fanno temere la perdita di un riferimento per la salute come il consultorio, la cui presenza è da tempo diventata significativa nel proprio quartiere; qualche mese fa ha riguardato i consultori di via Casilina e di via Spencer nella Roma C, poi quelli di piazza dei Mirti e via Rubelia della Roma B, le sedi dei CCFF di piazza Castellani, di via Salaria e di via Atto Tigri della Roma A, e adesso c'è grande fermento per la chiusura annunciata di via Manfredonia, presidio consultoriale frequentatissimo, nel quale si effettuano anche le vaccinazioni obbligatorie ai bambini. Per i cittadini di un quartiere come Quarticciolo perdere il consultorio di zona significherebbe non avere nessun riferimento ed essere costretti a spostarsi in località distanti e difficilmente raggiungibili.
Leggendo la relazione del ministro Balduzzi, così piena di affermazioni lusinghiere sull'efficacia del modello di intervento consultoriale, affermazioni che discendono non dall'opinione del ministro ma dall'elaborazione dei dati in possesso del Ministero, viene da chiedersi perchè non se ne traggano le logiche conseguenze e non si dia il via ad un piano nazionale che porti a regime il numero dei consultori e la completezza delle équipe, come avviene per i medici di base.
Le risorse scarseggiano, lo sappiamo, ma partendo dal non sopprimere i consultori che esistono e delineando una direzione di incremento, si potrebbe progressivamente dotare il Paese di una rete completa di consultori che, come più volte sottolineato - essendo servizi a bassa soglia e a basso costo - consentirebbero una reale tutela della salute sessuale e riproduttiva, facilitando gli accessi delle donne e degli uomini del territorio e gli interventi di "offerta attiva" da parte degli operatori.
6 ottobre 2012
I consultori, le donne e l'allattamento
Come annunciato nei giorni scorsi, si è svolto presso il consultorio di via dei Lincei il seminario organizzato dalla Consulta dei Consultori di Roma, dedicato alla promozione dell’allattamento al seno, e non solo. E’ stata un’occasione importante per condividere i contributi che gli operatori hanno portato per documentare e illustrare i numerosi interventi che si svolgono nei consultori per il sostegno dell’allattamento materno e più in generale di tutto il Percorso Nascita.
E’ stata una mattinata densa di comunicazioni su dati, strumenti di rilevazione e di formazione, filmati e fotografie …. ma anche di numerose testimonianze di donne/mamme che con i loro bambini in braccio o allattati sul grande materassino verde predisposto nella sala, hanno di fatto ricreato, raccontato e reso visibile ed emotivamente percepibile ai presenti, il clima di fiducia e di relazione positiva che hanno sperimentato nei loro consultori e che ha consentito loro di sentirsi madri competenti.
Un incontro ricco ed emozionante che non si è esaurito con la conclusione dei lavori della mattinata, ma che proseguirà con la raccolta sistematica ed omogenea dei dati relativi agli Spazi Allattamento nei CCFF di Roma e delle testimonianze delle mamme e dei papà. Il materiale raccolto verrà pubblicato in parte sul blog e nella totalità in un dossier che la Consulta curerà per pubblicizzare il volume e la qualità del lavoro che i consultori svolgono a sostegno della maternità e della paternità e che non viene mai preso in considerazione e pubblicizzato in occasione di campagne di sensibilizzazione sulla salute della donna promosse da Istituzioni (nazionali e locali) e Associazioni dedicate.
Senza nulla togliere all'impegno di Associazioni e singoli professionisti che a questo si dedicano, crediamo sia importante ricordare il ruolo dei CCFF pubblici, non solo perché ci lavorano professionisti qualificati e formati per questo - chiamati a lavorare in équipe per comprendere le domande complesse di cui sono portatrici le neomadri con i loro compagni e i loro figli - ma perché nonostante carenze logistiche e di risorse umane continuano ad essere un punto di riferimento per le madri del territorio dove operano, un luogo di confronto e di crescita per "nascere" come madri nel reciproco riconoscimento di competenze.
"Un consultorio è una struttura su territorio e come tale influenza e definisce la comunità che su di esso fa affidamento" scrive Elena Balestri nella bella lettera pubblicata nei giorni scorsi sul blog della Consulta, sottolineando così l'importanza della presenza del nostro servizio e della conoscenza che i cittadini ne debbano avere.
Spesso le persone che approdano ai nostri servizi si stupiscono della “clandestinità” in cui operano; molte donne dopo aver scoperto il consultorio si sono lamentate del fatto che manca un’adeguata pubblicizzazione, e un ragazzo incontrato in una scuola ci ha scritto che la pubblicità dovrebbe passare in TV e in radio!!!
Quando le agenzie pubbliche si dimenticano più o meno volutamente di diffondere l'informazione su questi servizi e di promuovere l'azione dei CCFF è alle donne e alla comunità sociale che sottraggono una risorsa importante. Il sistema sanitario può funzionare ed evitare sperpero di denaro pubblico solo se c’è chiarezza sulle reciproche competenze e se si realizza integrazione e collaborazione tra i servizi nei diversi livelli di intervento e di responsabilità.
3 ottobre 2012
I Consultori e le attività per promuovere e sostenere l'allattamento materno

In occasione della XX Settimana Mondiale dell’Allattamento Materno la Consulta dei Consultori Familiari di Roma organizza una giornata seminariale di confronto sul tema, finalizzata a valorizzare e dare maggiore visibilità alle numerose attività che i CCFF svolgono per favorire la relazione madre-bambino e sostenere l’allattamento materno.
L’appuntamento è per il 4 ottobre 2012
dalle ore 9,00 alle 13,00
presso i locali del Consultorio Familiare
di via dei Lincei 93
Sarà l’occasione per uno scambio di esperienze tra gli operatori, con il supporto di immagini, poster, racconti, fotografie, dati che documentino le attività e siano da stimolo per il confronto di metodologie e strumenti di rilevazione.
E' possibile per tutti gli operatori e le utenti dei consultori che ci leggono contribuire con una propria testimonianza nello spazio dei commenti o inviare documentazione, foto, ecc. all'indirizzo mail della Consulta: consultaconsultoriroma@hotmail.it
25 agosto 2012
Consultori e crisi
Perché difendere e potenziare i consultori familiari ci aiuta a risparmiare
di Pina Adorno e Maria Marcelli
Sappiamo tutti che il momento che stiamo vivendo non consente di sprecare le risorse ormai estremamente limitate di cui disponiamo, e sappiamo anche che per affrontare i serissimi problemi che la società del 2000 ha di fronte è necessario dotarsi di un piano globale che ottimizzi le risorse e metta in sinergia le linee di intervento già in atto o da implementare nei diversi settori.
Non sappiamo ancora nel dettaglio a cosa porteranno i tagli nella sanità che in questi mesi sono allo studio del governo Monti, tagli necessari per ridurre il debito pubblico e che coinvolgono tutti noi.
Ci preme però sottolineare un aspetto che riteniamo fondamentale se vogliamo razionalizzare la spesa sanitaria ed eliminare gli sprechi: i servizi di primo livello vanno salvaguardati e in prospettiva incrementati perché consentono di massimizzare i risultati in termini di salute con il minor costo possibile. Infatti, servizi come i consultori familiari consentono di investire sulla salute della popolazione in termini di stili di vita sani, con un effetto moltiplicatore sul benessere complessivo e sulla consapevolezza di ciascuno della propria responsabilità nella tutela della salute, prevenendo patologie che richiederebbero in prospettiva costi molto maggiori.
Negli ultimi anni, analisti delle banche centrali, economisti vincitori di premi Nobel, esperti di organismi internazionali dedicati allo sviluppo, hanno sottolineato la necessità di aumentare gli investimenti pubblici per sostenere :
la relazione madre bambino nei primissimi anni di vita, (questo sulla base di studi che dimostrano che tali interventi possono mettere le nuove generazioni sulla strada di uno sviluppo delle loro potenzialità, prevenendo vari tipi di esiti sfavorevoli a medio e lungo termine)
i servizi dedicati alla salute delle donne per la possibilità di incidere in termini di salute sull’intera popolazione.
Si potrebbero stimare anche in Italia i costi e i risparmi che un servizio di primo livello organizzato come il Consultorio Familiare può assicurare, per questo abbiamo delineato nello schema che segue alcuni indicatori utili:
OBIETTIVI
|
EFFETTI ATTESI
|
POTENZIALI RISPARMI
|
tutela salute donna
|
maggiore ricorso alla prevenzione e alla diagnosi
precoce
|
minori costi per interventi per patologie in fase
avanzata
|
applicazione legge 194
|
promozione uso contraccezione
|
minori costi per Interruzioni Volontarie della Gravidanza (IVG)
I rapporti annuali del Ministero della salute confermano che nei
territori in cui operano i CCFF è più evidente la riduzione del ricorso
all'IVG
|
promozione della salute sessuale e della fertilità
in età adolescenziale
|
riduzione delle gravidanze indesiderate in età
adolescenziale
|
minori costi sanitari e sociali per l'assistenza di
gravidanze a rischio
|
consulenza preconcezionale
|
promozione di stili di vita sani per prevenzione
gravidanze a rischio e patologie dei nascituri
|
minori costi sanitari e sociali a breve - medio e
lungo termine
Nei paesi anglosassoni la stima sui ritorni
economici degli interventi precoci di sostegno alla relazione madre
bambino è stata calcolata da due-tre volte a dieci-quindici volte quanto
investito
|
sostegno gravidanza e gruppi di accompagnamento alla
nascita
|
riduzione dell'eccessiva medicalizzazione
|
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migliori esiti per la gravidanza e il parto
|
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riduzione del n° di parti cesarei
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sostegno alla genitorialità e promozione di azioni
efficaci per la salute del bambino
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maggiore soddisfazione nella relazione madre padre
bambino
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attivazione di reti di mutuo aiuto tra pari
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promozione allattamento seno
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riduzione del n° di patologie per incidenti e per
SIDS
|
Se al contrario non si riconosce il valore e l’efficacia di investire sulla “base” della piramide dei servizi sanitari e sociosanitari significa che l’obiettivo non è lo stato di salute della popolazione e che il modello di riferimento non è quello del servizio sanitario pubblico, ma un sistema che incentiverà il ricorso alle assicurazioni private, moltiplicando le prestazioni specialistiche che saranno accessibili solo per chi se le potrà permettere.
Per questo ci stupisce leggere nel “Piano Famiglia” formulato di recente dal governo, un attacco al modello consultoriale in quanto tale, soprattutto perché caratterizzato come servizio di genere, dimenticando che tutte le agenzie internazionali considerano prioritario intervenire per la salute delle donne, ritenute target strategico per la possibilità di incidere in termini di salute sull’intera popolazione, oltre che per la necessità di riequilibrare le discriminazioni che le colpiscono per quanto attiene tutti quei fattori considerati determinanti di salute.
Ci preme invece ricordare che «quando le donne stanno bene, tutto il mondo sta meglio» e lo afferma un grande economista contemporaneo come Amartya Sen!
13 luglio 2012
Consultori e identità di genere
Presso il Consultorio Familiare di Monte Mario, in piazza S. Maria della Pietà, 5 (pad.5) è stato attivato uno spazio dedicato a coloro che vivono un disagio legato alla propria identità di genere, con la collaborazione dell'associazione di volontariato Libellula.
Lo sportello è attivo il giovedì, dalle 14,30 alle 17,00.
info: 06 68352938 / 3421701373 - identitadigenere@asl-rme.it
2 giugno 2012
Mobilitazione alla Regione Lazio - Giovedì 7 giugno ore 10,00
Da tempo serpeggiava un grande disagio e un'urgenza di mobilitazione: alla battaglia che le donne hanno ingaggiato già dall'estate del 2010 contro la dissennata "riforma" dei Consultori Familiari proposta da Olimpia Tarzia e congelata in Commissione Lavoro e Servizi Sociali della Regione Lazio, si è aggiunta la preoccupazione e l'indignazione di tutto il settore dei servizi sociali per la proposta di legge dell'assessore Forte e per la riduzione delle spese per il sociale.
La misura è colma! e il bisogno di svelare a tutta la cittadinanza le conseguenze che l'approvazione di questa legge avrebbe sul livello di assistenza e di erogazione dei servizi ai cittadini, ha portato ad organizzare la manifestazione di giovedì 7 giugno, in concomitanza con la convocazione del Consiglio Regionale.
L'importanza di esserci e di manifestare pubblicamente le ragioni della mobilitazione è evidente a tutte le persone che credono nelle Istituzione e pensano che il servizio pubblico debba organizzare delle risposte credibili e utili ai bisogni delle persone. Pubblichiamo a seguire l'appello per la manifestazione del 7 giugno.
TAGLI AL SOCIALE: AVANZA IL DESERTO !
MOBILITAZIONE ALLA REGIONE LAZIO
Giovedì 7 giugno alle ore 10 - Consiglio regionale del Lazio
Via della Pisana, 1301
(uscita 32 Grande Raccordo Anulare - G.R.A., direzione fuori Roma)
"I cittadini, le famiglie, le organizzazioni del Terzo Settore, gli Enti Locali manifestano l'allarme per gli effetti devastanti della eventuale approvazione della proposta di legge dell’Assessore Forte sul sistema dei servizi sociali e dei tagli delle spese sociali.
Lanciamo un ultimo appello a tutti i Consiglieri regionali affinché questa proposta di legge iniqua e accentratrice venga modificata sostanzialmente e vengano garantite risorse sufficienti per i servizi sociali. Segnaliamo in particolare alcuni aspetti scellerati ed inefficaci:
- Il taglio drammatico dalla Regione ai Comuni di oltre il 60% che a Roma, come annuncia l’Assessorato Politiche Sociali retto dal vice-sindaco, abbatte i pur magri Piani di zona e, nell’intero Lazio, spazza via l’idea stessa di Livelli Essenziali di Assistenza, taglia servizi a oltre 250.000 persone e causerà la perdita del posto di lavoro per migliaia di operatori sociali.
- La proposta di legge ingigantisce gli Ambiti territoriali (OASI) fino a farli coincidere con i territori delle ASL: queste dimensioni territoriali espropriano la gestione dei servizi agli Enti Locali, ostacolano la partecipazione dei cittadini ed il controllo da parte della società civile.
- L’obbligo di costituire i CONSORZI di Comuni viola l'autonomia degli enti locali, smentisce le chiacchiere sul federalismo, centralizza le scelte e persino la gestione dei servizi, riducendo i Comuni a meri esecutori di aziende speciali, peraltro più costose dell’attuale sistema di gestione. Altro che riduzione dei costi!
- L’attacco ai consultori pubblici tramite gli emendamenti inseriti dalla consigliera Tarzia, che contengono tutto il peggio della sua precedente proposta di legge già bocciata dalle stesse donne perché viola la legge 194 dello Stato e rappresenta un attentato al loro diritto alla salute e all’autodeterminazione.
Chiediamo di eliminare questo impianto centralistico e proporre invece un sistema di governance che favorisca l'efficienza e l'efficacia dei servizi sociali e restituisca responsabilità e partecipazione alle amministrazioni locali, al terzo settore e a tutte le comunità interessate.
Chiediamo l'impegno da parte del Consiglio regionale ad aprire una stagione di attenzione al sistema dei servizi sociali partendo dall’allocazione, nel bilancio regionale, delle risorse necessarie a garantire i livelli essenziali di assistenza e il consolidamento dei piani sociali di zona.
Non possiamo accettare tagli ai servizi sociali!Contro la proposta di legge Forte e il taglio delle risorse per le politiche sociali, che inevitabilmente provocherà un’assenza di risposte ai bisogni dei cittadini più deboli e causerà la perdita di migliaia di posti di lavoro di operatori sociali impegnati quotidianamente a fianco dei più fragili."
MOBILITAZIONE ALLA REGIONE LAZIO
Giovedì 7 giugno alle ore 10 - Consiglio regionale del Lazio
Via della Pisana, 1301
(uscita 32 Grande Raccordo Anulare - G.R.A., direzione fuori Roma)
Promotori : Soc!al Pr!de, Municipi Social Club, Forum Terzo Settore Lazio, Città Visibile, CNCA, Comitato Operatori Sociali Bassa Sabina, Arcisolidarietà, Assemblea permanente delle Donne per i consultori, Action, Ordine Assistenti Sociali, Ordine Psicologi del Lazio, Lega Coop, AGCI, Comune di Monterotondo, Coop. Al Parco, Coop. Agora’, Coop. Arca Di Noe’, Assistenza e Territorio, Coop. Cecilia , Co.Tr.Ad, H-Anno Zero, Il Pungiglione, Coop. Iskra, Coop. Magliana Solidale, Coop. O.Sa.L.A., Coop. Prassi & Ricerca, Coop. S.Onofrio, Coop. S.Saturnino, Coop. Agricoltura Capodarco, Coop. Parsec, Coop. Magliana '80, Coop. Eureka I, Associazione La Tenda, Coop. Il Cammino, Associazione La Nuova Stagione, Coop. FOLIAS., Coop ERMES, Associazione Pixi, Coop.Acquario 85, Ass. ASIS, Arciragazzi, Cemea del Mezzogiorno, CERF, Grid, Centro Rampi, Svises, Arcipelago, Città educativa, Progetto Salute, Coop Alternata silos, Coop Il brutto Anatroccolo, Coop Stand Up, Ass. Antropos, Ass. Ottantanove, Ass. Sportiva Ciampacavallo.
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