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23 novembre 2015

Gli "avvisi bonari" di richiesta del pagamento del ticket alle utenti del consultorio. Un atto gravissimo di violazione della privacy e della normativa vigente.


Da qualche settimana nei consultori di Roma arrivano telefonate allarmate da parte di donne che hanno ricevuto prestazioni consultoriali nel 2009 e nel 2010 e che si sono viste recapitare ‘avvisi bonari’ da parte della Regione Lazio con la richiesta di pagamento del ticket non corrisposto.

La vicenda è particolarmente grave sotto diversi aspetti:

·         prima di tutto le prestazioni erogate in consultorio  sono di prevenzione e promozione della salute e non specialistiche, ancorchè fornite da specialisti, come contemplato nella normativa di riferimento;

·         le attività rivolte ai singoli e a gruppi di utenti sono gratuite proprio in virtù della natura di prevenzione che le contraddistingue;

·         negli avvisi arrivati al domicilio delle donne viene indicata la prestazione fornita, viene quindi reso pubblico il motivo dell’accesso al consultorio, violando così ogni riservatezza, garantita anch’essa dalle norme che regolamentano la ‘privacy’;

·         ulteriore conseguenza - non meno grave -  è la perdita di credibilità di un servizio che garantisce alle donne  la gratuità e la riservatezza e che viene così brutalmente smentito.

La Consulta dei Consultori di Roma ha chiesto chiarimenti alla Regione Lazio che ha predisposto un secondo invio di lettere che annulla le precedenti. Il problema però rimane. Rimane la diffusione illecita di dati sensibili e rimane la questione che ha portato a questo “errore” e che è stata posta più volte dalla Consulta tanto da essere ormai considerata “storica”,  di differenziare la prevenzione dalla cura.

Attualmente nei consultori, per ogni prestazione - sanit, psicologica, sociale -  vengono compilati dei moduli SIAS con i dati dell’utente e il codice relativo alla prestazione erogata. Questi dati vengono poi trasmessi telematicamente alla Regione. La rilevazione è identica a quella che viene fatta per le prestazioni ambulatoriali, mentre la posizione giuridica e quella metodologica delle due prestazioni è differente. Considerarle sullo stesso piano e rilevarle con lo stesso strumento è una forzatura e, oltre agli “errori” che - come abbiamo visto - può determinare, non consente di dare il giusto peso agli interventi e quindi di valutare l’impatto sulla salute della popolazione e il rapporto costi/benefici che ne consegue.

A seguire pubblichiamo il comunicato della Regione Lazio con le indicazioni di merito e  invitiamo a diffondere l'informazione. Rinnoviamo l’auspicio che questo gravissimo episodio possa portare al più presto ad una corretta differenziazione nella rilevazione dei dati tra prevenzione e cura, come peraltro la normativa prevede.

 

COMUNICATO

 

SANITA’: REGIONE LAZIO, AL VIA RECUPERO RISORSE EVASIONE TICKET PER 50 MLN DI EURO

235 MILA LETTERE INVIATE, SU 3% ERRORI SCATTA AUTOTUTELA

 

La Regione Lazio ha avviato il recupero ticket sanitari in attuazione di una disposizione normativa regionale. Con una delibera del 14 aprile 2015 la Giunta ha indicato le modalità con cui realizzare l’attività di recupero, in due fasi distinte, una bonaria e l’altra, successiva, in collaborazione con Equitalia. Sono intanto partite le lettere bonarie. L’obiettivo è il recupero di circa 50 milioni di euro. Dallo screening su 1 milione di cittadini esenti, sono emersi circa 235mila casi di soggetti che hanno usufruito dell’esenzione per reddito di prestazioni sanitarie senza averne diritto. I controlli sono stati fatti sulle due annualità 2009 e 2010, incrociando i dati  con l’Anagrafe tributaria dell’Agenzia delle Entrate.

E’ stato riscontrato un margine fisiologico di errore nell’invio della comunicazione all’incirca del 3%, in particolare riferito a un’anomalia nella trasmissione dei dati sulle prestazioni dall’ASL Roma D alla Regione Lazio, relativamente a quelle prestazioni (del 2009 e del 2010) dei consultori che sono e restano gratuite. In questo caso già accertato la Regione sta predisponendo una nuova lettera da inviare ai precedenti destinatari, che annulla, agendo in autotutela, gli avvisi bonari precedentemente inviati.

Per ulteriori eventuali verifiche e chiarimenti è possibile scrivere all’indirizzo email: recuperoticket@regione.lazio.it o con raccomandata A/R indirizzata a: Regione Lazio - Contact Center Recupero Ticket in via Rosa Raimondi Garibaldi, 7 ‘Palazzina C’, 00145, Roma indicando come oggetto Recupero Ticket ID: #439029”.

 

4 agosto 2015

I consultori e la pianificazione familiare: 40 anni con le donne

E' notizia di questi giorni il successo dell’esperienza effettuata dal 2009 al 2013 in Colorado dove, a fronte di un investimento per la fornitura gratuita di contraccettivi ad adolescenti e a donne in condizioni di povertà, c’è stata una riduzione del 40% del tasso di natalità fra le giovanissime e del 42% delle interruzioni di gravidanza.

Una conferma che non stupisce e che dà valore ulteriore alla Campagna “Per scelta, non per caso” per la contraccezione gratuita nei consultori che la Consulta dei Consultori di Roma ha lanciato nel marzo 2014 e che ha raccolto una importante adesione di singoli e associazioni di settore, oltre a quella dell’Assemblea Capitolina e di alcuni Municipi della Capitale.

Quello che stupisce è invece la distanza delle istituzioni sanitarie da questi temi: la pianificazione familiare non fa parte del dibattito e delle iniziative nella sanità italiana e non si capisce davvero il perché, viste le ricadute sociali ed economiche che la maternità, o la rinuncia ad essa, hanno sulla vita delle persone e sulla collettività. E non è estranea al tema la riflessione amara di una distanza complessiva che aumenta tra le esigenze delle persone e le risposte che vengono date ( e non solo nella sanità), tra problemi emergenti o da individuare e la percezione diffusa dello sgretolarsi graduale ma inesorabile del patrimonio professionale e culturale che è stato costruito negli anni.

Torno alla Pianificazione Familiare e ai consultori, nati nel 1975 per la prevenzione e per la promozione della salute della donna e della famiglia. In questi giorni si compiono i 40 anni dalla legge istitutiva e il successo del modello dei consultori italiani è nelle statistiche e nella sua riproposizione vincente in altri contesti. Lo abbiamo detto tante volte e risulta persino stucchevole continuare a ripeterlo, ma è necessario farlo: i consultori familiari hanno subìto negli anni una riduzione graduale ma costante della loro potenzialità operativa attraverso la riduzione del personale, la diminuzione del numero delle sedi e la conseguente diminuzione della possibilità di accesso da parte delle donne, e nonostante questo restano ancora un valido contributo alla consapevolezza e alla salute delle donne. Il rapporto: 1 consultorio ogni 20.000 abitanti, individuato dalla normativa e mai andato a regime, garantirebbe l’offerta attiva di interventi di prevenzione e di promozione della salute alla totalità della popolazione, con evidenti vantaggi di risparmio e di utilizzazione corretta dei servizi della sanità pubblica.

La scelta della Campagna per la contraccezione gratuita nei consultori è stata fatta proprio per mettere in evidenza la “lesione” provocata al diritto di scelta delle donne più svantaggiate e delle giovani, a causa della difficile accessibilità alla pianificazione familiare.

Perché rimettere al centro il diritto di scelta?

Non è una posizione ideologica, è la prospettiva giusta da assumere rispetto all’uso delle risorse limitate di cui disponiamo. Se l’obiettivo dell’azione dei consultori è la tutela della salute della donna e della famiglia, la prevenzione dei tumori femminili, la promozione di una sessualità serena e sicura, la prevenzione dell’aborto e delle IST, la tutela della maternità e della paternità responsabile, il sostegno alla genitorialità – e se queste finalità sono “scolpite” nelle leggi istitutive – lo Stato che le ha promulgate (L.405/75, L.194/78), la Regione Lazio che le ha recepite (L.R.15/76) hanno il dovere di tutelare e valorizzare le azioni che perseguono tali obiettivi.

Non valorizzare le peculiarità dei consultori nella tutela della salute delle donne, rinunciare a difendere e a preservare dal decadimento quello che è stato costruito negli anni e che ha dimostrato di funzionare, equivale ad accettare con indifferenza l’incuria che vediamo giorno dopo giorno materializzarsi intorno a noi, nell’erba che cresce tra le crepe dell’asfalto, nei cassonetti maleodoranti accanto ai ‘tavolini selvaggi’ che si moltiplicano di ora in ora sui marciapiedi dei nostri quartieri, nell’incertezza e nel disagio del trasporto pubblico.

I consultori familiari sono la risposta culturale e politica alle battaglie delle donne degli anni ’70 per l’informazione e per la tutela della salute sessuale e riproduttiva e hanno contribuito all’aumento della consapevolezza delle donne e alla crescita culturale del nostro paese, dalla maternità responsabile alla riduzione costante degli aborti.

La pianificazione familiare non è un’utopia: si può fare operando scelte di politica sociosanitaria, riducendo i costi umani e finanziari degli aborti e delle infezioni a trasmissione sessuale, si può fare sostenendo la genitorialità consapevole e promuovendo l’esercizio del diritto di scelta in tema di riproduzione delle donne e delle coppie. Si può fare sostenendo e implementando i consultori, la loro presenza nei quartieri delle nostre città, valorizzando l’approccio metodologico che consente la presa di coscienza e l’assunzione di responsabilità nei confronti della propria salute.

Prevenire è meglio! O no?

Giuseppina Adorno

19 luglio 2014

Mozioni dei Municipi e dell'Assemblea Capitolina a sostegno della Contraccezione Gratuita nei Consultori

 In questa  estate che sembra strana, politicamente oltre che climaticamente, ci troviamo ancora una volta ad affrontare e sostenere la battaglia di difesa delle peculiarità e delle prerogative dei consultori familiari.

L’obiettivo che la Consulta si è data negli ultimi anni è stato quello di riportare all’attenzione delle Istituzioni e dell’opinione pubblica le potenzialità che un servizio come il CONSULTORIO possiede rispetto alla promozione della salute delle donne e dell’intero nucleo familiare, e al risparmio che può contribuire a realizzare.

In questa prospettiva vanno inseriti gli eventi che la Consulta ha organizzato per far conoscere le attività e la metodologia utilizzata nei consultori e la promozione di strategie significative, anche  in collaborazione con altre istituzioni e associazioni.

Nel convegno “Per scelta, non per caso” del  7 marzo in Campidoglio, la Consulta ha lanciato una petizione perché sia applicato quanto previsto dalla normativa in vigore rispetto alla contraccezione gratuita nei consultori familiari e ha diffuso il modulo per raccogliere le firme di adesione, pubblicato e scaricabile da questo blog. Un atto concreto a sostegno del diritto delle donne e delle coppie a poter decidere se, quando, e quanti figli avere, nella sicurezza  della tutela della salute e dell’autodeterminazione.

 La raccolta delle firme sta procedendo così come procede la presa di posizione di alcuni Municipi ( I, VIII, IX, XV) a favore della petizione della Consulta e anche l’Assemblea Capitolina, su proposta della consigliera Maria Gemma Azuni e del gruppo di SEL, ha approvato la mozione che qui riproduciamo.
 




Invitiamo coloro che volessero aderire alla petizione e/o collaborare alla raccolta delle firme a mettersi in contatto con la Consulta tramite e-mail: consultoriroma@gmail.com  oppure recandosi al proprio consultorio di zona o chiamando il CF di via dei Lincei 93 (06 51008646) o il Consultorio Adolescenti di via A. Emo 11/L (06 68354408/12). Oltre che come singoli, è possibile anche aderire in quanto associazioni o gruppi strutturati.

La raccolta delle firme terminerà con una manifestazione alla quale sarà invitato il Presidente della Regione Nicola Zingaretti, e tutte le realtà associative che hanno aderito alla petizione della Consulta dei Consultori di Roma.

La manifestazione si terrà il 26 settembre – Giornata Mondiale per la Contraccezione – nella  sede della Consulta, in via della Penitenza 37.

Ritengo importante che questa per la Contraccezione Gratuita nei Consultori diventi la battaglia di tutte/i per riaffermare il diritto, riconosciuto dalle leggi ma non applicato, di garantire la somministrazione gratuita in consultorio dei contraccettivi per tutti, italiani e stranieri, adulti e minori.

                                                                                                                                            Giuseppina Adorno

7 aprile 2014

Contraccezione gratuita! Perchè tutte le donne possano scegliere se avere figli, quando e quanti averne!




Nel corso del convegno “Per scelta, non per caso”, che si è svolto il 7 marzo presso la Protomoteca in Campidoglio, la Consulta dei Consultori di Roma ha lanciato una petizione per raccogliere firme e adesioni sul diritto alla contraccezione gratuita.

Sappiamo infatti che la normativa in vigore prevede la gratuità di tutte le prestazioni relative alla procreazione responsabile, compresa la somministrazione dei mezzi necessari per conseguire le finalità liberamente scelte dalla coppia e dal singolo, e che affida ai consultori il compito di operare affinché le coppie e i singoli possano essere davvero liberi di scegliere, fornendo tutti gli strumenti indispensabili allo scopo, dall’informazione alla consulenza, dalle eventuali analisi cliniche alle visite, dalla somministrazione ai controlli.
E’ utile ricordare che l’accesso universale ai servizi per la salute sessuale e riproduttiva e alla contraccezione è fra gli “Obiettivi di Sviluppo del Millennio” definiti dalle Nazioni Unite e che
riconoscere e garantire il diritto alla contraccezione significa riconoscere il diritto delle donne a decidere della propria vita, promuovere le loro competenze, contrastare efficacemente la discriminazione e la violenza di genere, permettere a tutti di vivere una sessualità più felice e sicura.
Accanto a questa considerazione, che riafferma il diritto alla libertà di scelta  e alle pari opportunità, c’è anche da sottolineare che investire in contraccezione vuol dire risparmiare. Infatti un contraccettivo costa meno - in termini di sofferenza umana ed esborso economico- rispetto all’interruzione di una gravidanza che non è desiderata, ad una maternità non scelta, alla cura delle malattie sessualmente trasmesse.
Nel lavoro quotidiano nei nostri consultori si tocca con mano la difficoltà che hanno molte donne, soprattutto le più giovani e le donne straniere, a seguire le indicazioni  per quanto riguarda le analisi per la pillola o per la sua assunzione regolare.
Per le analisi di base (assetto metabolico e funzione epatica) in media c'è un costo ticket tra 30 e 50 euro;  in presenza di rischi particolari (obesità, trombofilia, problemi di pressione, disfunzioni tiroidee....) aumentano gli accertamenti da effettuare e ovviamente aumentano i costi.
Per quanto riguarda la pillola, quelle mutuabili hanno un ticket di 4 euro, le altre costano tra i 5 e i  15 euro, ovviamente ogni scatola, che copre un mese di trattamento.
Questi costi rappresentano vere e proprie barriere economiche e sociali all’accesso alla contraccezione e alla pianificazione familiare per le fasce più fragili della popolazione, come le ragazze giovanissime, le donne economicamente e culturalmente svantaggiate, le donne straniere e quelle disoccupate.
Insieme al problema dei costi, c’è la difficoltà di accesso ai consultori a causa del numero esiguo e degli orari di apertura insufficienti. A Roma esistono 50 consultori a fronte dei 144 che dovrebbero esserci, in base al rapporto 1:20.000 abitanti previsto dalla normativa vigente. Di questi 50, ben 37 risultano incompleti per numero di operatori, tipologia delle figure professionali previste,  locali e orari inadeguati.
Ribadiamo che, soprattutto in tempi di crisi economica e occupazionale come quelli che stiamo vivendo, puntare sulla prevenzione e sulla promozione della salute sessuale e riproduttiva sarebbe un investimento saggio e obbligato, un uso virtuoso delle risorse e una forma di educazione alla salute permanente che determinerebbe risparmi di vario genere, compresa la diminuzione di comportamenti a rischio.
E’ quindi in questo contesto e attraverso tali considerazioni che è maturata la decisione di dare una svolta e una visibilità ulteriore al mandato istituzionale che abbiamo ricevuto come operatrici/operatori dei consultori, partendo da una raccolta di adesioni che rafforzi la nostra voce.
Raccogliere firme ha il doppio valore di creare consenso e aumentare la pressione per il raggiungimento dell'obiettivo, e al tempo stesso di sensibilizzare l’opinione pubblica, le amministrazioni e gli Enti Locali sull’importanza strategica di rafforzare i servizi che lavorano sulla prevenzione e sulla promozione della salute.
L’obiettivo che ci siamo posti è di coinvolgere tutti i Municipi, le associazioni, i cittadini di ogni territorio nella raccolta delle firme e di organizzare una manifestazione pubblica il 26 settembre - data in cui si celebra la Giornata Mondiale per la Contraccezione -   per presentare al Presidente Zingaretti le firme a sostegno delle nostre richieste, perché la Regione si impegni al massimo per garantire a tutte le donne il diritto di scegliere se avere figli, quando e quanti averne.

Per info o per firmare contattare il consultorio di zona o scrivere a: consultoriroma@gmail.com

23 giugno 2013

Giovedì 27 giugno a Testaccio

Città dell'altra economia - Largo Dino Frisullo - Testaccio
giovedì 27 giugno - ore 11,00
 
presentazione del libro

Amicizia, amore, sesso: parliamone adesso.
Imparare a conoscere se stessi, gli altri, le proprie emozioni
 
Saranno presenti
le autrici, Anna Contardi e Monica Berarducci,
Mariella Marcelli e Loretana Angelici,
operatrici della Consulta dei Consultori di Roma 
Lucia De Anna, professore ordinario di Pedagogia Speciale

 
E' un invito speciale e gradito quello che la Consulta ha ricevuto e che estende a tutti i visitatori del nostro blog. L'oggetto è la presentazione di un libro bello e utile che tratta di educazione alla affettività e alla sessualità.
 
 
 
 
 

Di educazione sessuale ci siamo occupati altre volte su questo blog: è un tema così importante e strategico che gli operatori dei consultori, nonostante la costante diminuzione di risorse umane e materiali, si sono sempre sforzati di continuare a garantire spazi di intervento  nelle scuole della nostra città per incontrare le ragazze e i ragazzi alle prese con la propria crescita e con gli stimoli e le sfide che tale crescita impone. Ogni anno sono circa 20.000 gli adolescenti che i consultori di Roma contattano nelle scuole con incontri dedicati alla sessualità, oltre a quelli che individualmente, in coppia o in piccoli gruppi si rivolgono spontaneamente ai nostri servizi.
E’ stata perciò una grande gioia scoprire  l’esistenza di un libro che affronta con esperienza e competenza i numerosi aspetti legati alla crescita e alla gestione dell’affettività e della sessualità. Si tratta di “Amicizia, amore, sesso: parliamone adesso” di Anna Contardi e Monica Berarducci, dell’Associazione Italiana Persone Down, Erickson Editore.
Il libro, che ha per sottotitolo “Imparare a conoscere se stessi, gli altri, le proprie emozioni”,  è stato scritto per accompagnare ragazze e ragazzi con sindrome di Down nella scoperta dell’affettività e della sessualità, ma il linguaggio, la chiarezza nell’esposizione dei contenuti e la scelta narrativa ne fanno un testo fruibile da tutti e utilizzabile da educatori, insegnanti e genitori per orientarsi sul modo migliore di affiancare gli adolescenti nel delicato percorso di acquisizione della propria identità sessuale e dei comportamenti da assumere.
Chi opera con adolescenti e preadolescenti, a maggior ragione se presentano problematiche particolari e disabilità, sa quanto sia importante lavorare per favorire la ricerca e il raggiungimento della maggiore autonomia possibile e al tempo stesso ridurre l’esposizione ai rischi, che dalla pubertà aumentano proprio per la necessaria e vitale tensione allo svincolo dalle figure adulte e genitoriali.

E’ nello scandagliare questo delicato e fragile crinale che si muove il prezioso contributo di Anna Contardi e Monica Berarducci, con la chiarezza dovuta nell’affermare il diritto alla sessualità anche per le persone con disabilità intellettiva, che comincia proprio dalla conoscenza del proprio corpo e di quello dell’altro e dalle emozioni che ne derivano: informazione e consapevolezza sono i livelli essenziali da cui partire per essere in grado di operare le nostre scelte, in campo sessuale come nella vita in genere.
“E’ necessario dare un senso al sesso; al desiderio sessuale si devono accompagnare la consapevolezza, l’intenzionalità, un buon modo di stare nella relazione, la capacità di modulare le emozioni e un minimo accenno di significato” sottolineano le autrici nella parte di presentazione del libro dedicata agli educatori.
Credo che queste premesse siano un buon viatico non solo per favorire il rapporto educativo con le persone affette da disabilità, ma per tutti i giovani e non solo per loro; in questo tempo nel quale si fatica a trovare il significato reale e vivificante delle relazioni, spesso vissute in maniera distorta e coniugate al possesso e al proprio tornaconto più che allo scambio, e nel quale essere donna è motivo sufficiente per essere considerata oggetto (con le conseguenze che sono sotto gli occhi di tutti), riportare l’attenzione sul significato che il sesso ha per le persone e sull’importanza di alcune essenziali e imprescindibili coordinate di riferimento è un contributo apprezzabile e necessario.

21 maggio 2013

Trentacinque anni con la legge 194


Il 22 maggio 1978 veniva approvata la legge "Norme per la tutela sociale della maternità e sull'interruzione volontaria della gravidanza" conosciuta con il numero della pubblicazione: 194.
A distanza di 35 anni sono ancora numerosi gli ostacoli che si oppongono alla piena applicazione della legge, a cominciare da una non completa diffusione dell'educazione sessuale nelle scuole e nei contesti di aggregazione giovanile e dalla difficoltà per gli operatori di intervenire con l'offerta attiva su tutta la popolazione in età fertile, a causa della insufficienza della rete dei consultori. Per non parlare  del fenomeno dell'obiezione di coscienza in continuo aumento e delle conseguenze nefaste che ha sui tempi di attesa per le donne e sulle modalità di lavoro per gli operatori sanitari ... e su questo ci sarebbe tanto da approfondire.
Più volte su questo blog abbiamo sottolineato l'importanza di lavorare sulla prevenzione e sulla promozione della salute sessuale e riproduttiva, sia per affermare e consentire l'esercizio di un diritto, sia per ridurre i costi economici ed umani che ne conseguono.  In occasione di questo 35° anniversario ci fa piacere ricordare il valore  della legge 194 che, nonostante i limiti cui si accennava, si è dimostrata una delle più efficaci tra quelle che sono intervenute sul tema della salute e dell'approccio culturale, dal momento che le interruzioni volontarie della gravidanza da allora sono in continuo calo.
Segnaliamo per coloro che volessero approfondire i numerosi aspetti legati alle tematiche che la legge 194 affronta, due occasioni utili che si svolgono entrambe mercoledì 22 maggio
 
la prima ha inizio alle 9,30 presso l'Azienda Ospedaliera San Camillo Forlanini:

22 Maggio 1978 / 22 Maggio 2013
35 anni di una legge
Dalla realtà dei servizi, le proposte per la Regione Lazio
 
 
la seconda si tiene presso la Casa Internazionale delle Donne dalle ore 18,00:

La prima parola e l’ultima
22 maggio 1978 – 22 maggio 2013

Per informazioni e dettagli sulle iniziative

9 novembre 2012

Diritto alla pianificazione familiare: presentazione del Rapporto Unfpa


Lo stato della popolazione nel mondo 2012
Sala Stampa Estera - Via dell’Umiltà 83/c, Roma

14 novembre 2012 ore 11.00
AIDOS, Associazione italiana donne per lo sviluppo,
e
Unfpa, Fondo delle Nazioni Unite per la popolazione,
lanciano, in contemporanea mondiale, il
 
Rapporto sullo stato della popolazione nel mondo 2012:
“Per scelta, non per caso. Pianificazione familiare, diritti umani e sviluppo”.

Il Rapporto Unfpa 2012, la cui versione italiana è curata da AIDOS, si concentra sul diritto alla pianificazione familiare.
Se decidere il numero di figli e il momento in cui averli appaiono scelte scontate in quasi tutti i paesi sviluppati e tra le classi dirigenti dei paesi del Sud del mondo, non è così per molte persone, comunità e paesi in via di sviluppo. La pianificazione familiare è oggi globalmente riconosciuta come un diritto della persona all’interno del più ampio quadro dei diritti umani.
Ma è davvero così? Il diritto alla pianificazione familiare è stato effettivamente garantito a ogni individuo in tutte le parti del mondo o è rimasto solo sulla carta? Chi sono le persone che ancora non possono esercitare appieno il diritto alla pianificazione familiare?
E ancora: quali sono i benefici sociali ed economici e i costi della pianificazione familiare? Cosa devono fare gli Stati e la comunità internazionale per rendere effettivo questo diritto e fare in modo che la nascita di un/a figlio/figlia sia una scelta e non un caso?

Queste sono solo alcune delle domande a cui risponde il Rapporto sullo stato della popolazione nel mondo 2012 dell’Unfpa, che si basa sulle ultime ricerche che documentano gli effetti positivi che la pianificazione familiare ha sulla salute, l’incremento sull’istruzione e sulla riduzione della povertà.

Ne discuteranno:
Staffan De Mistura, Sottosegretario agli Affari Esteri
Silvana Salvini, Docente ordinario di Demografia, Università di Firenze
Giulia Vallese, Responsabile risorse e finanziamenti, Unfpa
Coordina: Daniela Colombo, Presidente di AIDOS

Contatti e ufficio stampa: Serena Fiorletta, ufficiostampa@aidos.it, tel. 06 6873214/196

25 agosto 2012

Consultori e crisi

Perché difendere e potenziare i consultori familiari ci aiuta a risparmiare

di Pina Adorno e Maria Marcelli


Sappiamo tutti che il momento che stiamo vivendo non consente di sprecare le risorse ormai estremamente limitate di cui disponiamo, e sappiamo anche che per affrontare i serissimi problemi che la società del 2000 ha di fronte è necessario dotarsi di un piano globale che ottimizzi le risorse e metta in sinergia le linee di intervento già in atto o da implementare nei diversi settori.

Non sappiamo ancora nel dettaglio a cosa porteranno i tagli nella sanità che in questi mesi sono allo studio del governo Monti, tagli necessari per ridurre il debito pubblico e che coinvolgono tutti noi.

Ci preme però sottolineare un aspetto che riteniamo fondamentale se vogliamo razionalizzare la spesa sanitaria ed eliminare gli sprechi: i servizi di primo livello vanno salvaguardati e in prospettiva incrementati perché consentono di massimizzare i risultati in termini di salute con il minor costo possibile. Infatti, servizi come i consultori familiari consentono di investire sulla salute della popolazione in termini di stili di vita sani, con un effetto moltiplicatore sul benessere complessivo e sulla consapevolezza di ciascuno della propria responsabilità nella tutela della salute, prevenendo patologie che richiederebbero in prospettiva costi molto maggiori.

Negli ultimi anni, analisti delle banche centrali, economisti vincitori di premi Nobel, esperti di organismi internazionali dedicati allo sviluppo, hanno sottolineato la necessità di aumentare gli investimenti pubblici per sostenere :

 la relazione madre bambino nei primissimi anni di vita, (questo sulla base di studi che dimostrano che tali interventi possono mettere le nuove generazioni sulla strada di uno sviluppo delle loro potenzialità, prevenendo vari tipi di esiti sfavorevoli a medio e lungo termine)

 i servizi dedicati alla salute delle donne per la possibilità di incidere in termini di salute sull’intera popolazione.

Si potrebbero stimare anche in Italia i costi e i risparmi che un servizio di primo livello organizzato come il Consultorio Familiare può assicurare, per questo abbiamo delineato nello schema che segue alcuni indicatori utili:

OBIETTIVI
EFFETTI ATTESI
POTENZIALI RISPARMI
tutela salute donna
maggiore ricorso alla prevenzione e alla diagnosi precoce
minori costi per interventi per patologie in fase avanzata
applicazione legge 194
promozione uso contraccezione
minori costi per Interruzioni Volontarie della Gravidanza (IVG)
 
I rapporti annuali del Ministero della salute confermano che nei territori in cui operano i CCFF è più evidente la riduzione del ricorso all'IVG
promozione della salute sessuale e della fertilità in età adolescenziale
riduzione delle gravidanze indesiderate in età adolescenziale
minori costi sanitari e sociali per l'assistenza di gravidanze a rischio
consulenza preconcezionale
promozione di stili di vita sani per prevenzione gravidanze a rischio e patologie dei nascituri
minori costi sanitari e sociali a breve - medio e lungo termine
 
Nei paesi anglosassoni la stima sui ritorni economici degli interventi precoci di sostegno alla relazione madre bambino è stata calcolata da due-tre volte a dieci-quindici volte quanto investito 
sostegno gravidanza e gruppi di accompagnamento alla nascita
riduzione dell'eccessiva medicalizzazione
migliori esiti per la gravidanza e il parto
riduzione del n° di parti cesarei
sostegno alla genitorialità e promozione di azioni efficaci per la salute del bambino
maggiore soddisfazione nella relazione madre padre bambino
attivazione di reti di mutuo aiuto tra pari
promozione allattamento seno
riduzione del n° di patologie per incidenti e per SIDS

Se al contrario non si riconosce il valore e l’efficacia di investire sulla “base” della piramide dei servizi sanitari e sociosanitari significa che l’obiettivo non è lo stato di salute della popolazione e che il modello di riferimento non è quello del servizio sanitario pubblico, ma un sistema che incentiverà il ricorso alle assicurazioni private, moltiplicando le prestazioni specialistiche che saranno accessibili solo per chi se le potrà permettere.

Per questo ci stupisce leggere nel “Piano Famiglia” formulato di recente dal governo, un attacco al modello consultoriale in quanto tale, soprattutto perché caratterizzato come servizio di genere, dimenticando che tutte le agenzie internazionali considerano prioritario intervenire per la salute delle donne, ritenute target strategico per la possibilità di incidere in termini di salute sull’intera popolazione, oltre che per la necessità di riequilibrare le discriminazioni che le colpiscono per quanto attiene tutti quei fattori considerati determinanti di salute.

Ci preme invece ricordare che «quando le donne stanno bene, tutto il mondo sta meglio» e lo afferma un grande economista contemporaneo come Amartya Sen!


26 aprile 2012

Nuovo spazio nel consultorio di Monte Mario dedicato all'identità di genere

Dal 10 maggio 2012, presso il Consultorio Familiare Monte Mario - Piazza S. Maria della Pietà n. 5 Pad. V, 1° piano (tel. 06 68352938) -  sarà attivo il giovedì pomeriggio con orario 14.30-17.00 uno sportello di consulenza e accoglienza sulle tematiche relative all'identità di genere in collaborazione con l'Associazione di volontariato "Libellula".
Uno spazio di grande utilità che testimonia l'attenzione dei servizi consultoriali per le problematiche relative all'identità sessuale e lo sforzo messo in atto, nonostante le risorse limitate, per dare risposta alle nuove domande di salute sessuale che riescono sempre più a raggiungere i consultori familiari. 

31 marzo 2012

Emergenza Consultori


CONSULTORI FAMILIARI A ROMA


La situazione dei CCFF a Roma è sempre più allarmante. Per ottemperare alle esigenze di diminuzione della spesa sanitaria, le Asl tendono ad accorpare sedi di servizi territoriali, mischiando spesso prestazioni incompatibili tra loro e privilegiando attività di secondo livello a danno di servizi di base come i consultori. Questo si verifica anche quando vengono eseguiti lavori di ristrutturazione, con fondi finalizzati, in locali destinati ai consultori e poi assegnati ad altri servizi che prevedono il pagamento del ticket e l’attribuzione di ambìti incarichi dirigenziali. Negli ultimi mesi a Roma sono stati segnalati due casi di questo genere, rispetto ai quali la Consulta ha chiesto chiarimenti.

Nell’ultimo anno le èquipe consultoriali hanno subìto consistenti contrazioni dovute a pensionamenti e trasferimenti, inoltre molti operatori vengono impegnati anche per altre attività che sottraggono tempo e risorse a quelle preventive dei consultori.

Secondo la rilevazione fatta dalla Consulta risulta che tra la fine del 2011 e l’inizio del 2012, nei 50 consultori di Roma sono venuti a mancare circa 50 operatori appartenenti alle diverse figure professionali.
Calcolando questa diminuzione in ore settimanali, il totale delle ore perse ammonta a 1.311.
In particolare:
- assistenti sociali      meno  196 ore/sett.
- psicologi                   meno 434 ore/sett.
- ginecologi                 meno 156 ore/sett.
- ostetriche                 meno 155 ore/sett.
- pediatri                     meno 122 ore/sett.
- infermiere prof.        meno 108 ore/sett.
- assistenti sanitarie   meno   36 ore/sett.
- genetista                   meno   38 ore/sett.
 - amministrativi          meno    66 ore/sett.

In alcuni consultori questa diminuzione di personale ha comportato difficoltà a garantire gli interventi di prevenzione e di promozione della salute con i gruppi – soprattutto adolescenti e coppie per il percorso nascita – oltre alla gestione delle urgenze e delle consulenze individuali.

Va inoltre considerato che negli ultimi anni molti operatori dei consultori sono stati incaricati di svolgere altre attività come adozioni, sportelli PUA (Porta Unica di Accesso), rilascio tesserini STP ed ENI a cittadini immigrati, con un “peso” di oltre 500 ore settimanali in totale nei consultori della città di Roma, soprattutto a carico di assistenti sociali e psicologi, ore che vengono così sottratte alle attività istituzionali previste dalla normativa.

Nelle ultime settimane abbiamo dato spazio a interventi che segnalavano rischi di chiusura e di trasferimento in sedi non idonee per alcuni consultori familiari di Roma; sempre di più è necessario sottolineare l'importanza della vigilanza e della mobilitazione per la difesa di questi servizi che, nel rapporto costo/qualità, rappresentano un investimento certo per la salute delle donne, delle coppie, delle famiglie, degli adolescenti.

Servizi che in questi ultimi mesi, con la crisi economica che avanza, hanno visto aumentare le richieste di prestazioni sociali e sanitarie. E' necessario sostituire il personale che va in pensione, formando i nuovi operatori  secondo la metodologia d'intervento consultoriale, ed è necessario aumentare il numero dei CCFF a Roma se vogliamo garantire alle donne la possibilità di tutelare la propria salute e di esercitare il diritto all'informazione e all'autodeterminazione.

12 marzo 2012

Prima della gravidanza

Riceviamo da Mariano Pergola, genetista che ha lavorato a lungo nei consultori della Asl RmE, alcuni elementi di informazione sul progetto di prevenzione "Prima della gravidanza", che si propone di entrare in contatto con le donne in età fertile prima del concepimento, al fine di renderle consapevoli della possibilità di evitare rischi alla propria salute e a quella del loro bambino mettendo in atto comportamenti adeguati.
Il mese di Aprile è stato dedicato alla prevenzione preconcezionale e sono in programma numerose iniziative di presentazione del progetto e di sensibilizzazione, tra le quali una promossa dalla Consulta dei Consultori di Roma che provvederemo a pubblicizzare in tempo utile.

PRIMA della GRAVIDANZA (www.primadellagravidanza.it) è un’iniziativa dedicata a tutte le donne e a tutte le coppie che stanno programmando una gravidanza o non ne escludono la possibilità con l’obiettivo di aiutarle nel loro progetto riproduttivo mediante il controllo attivo di alcuni fattori di rischio che possono minacciare la salute dei loro figli.

PRIMA della GRAVIDANZA è creato da un gruppo di esperti della salute riproduttiva, promosso dall'organizzazione non profit ICBD -Alessandra Lisi International Centre on Birth Defects and Prematurity - Centro Collaborativo dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (www.icbd.org).

PRIMA della GRAVIDANZA è un progetto che prende vita da “Pensiamoci prima” (www.pensiamociprima.net), un’iniziativa che gli esperti di ICBD hanno realizzato negli ultimi anni con il contributo del CCM - Centro Nazionale per il Controllo e la Prevenzione delle Malattie del Ministero della Salute.

PRIMA della GRAVIDANZA si propone di diffondere tra la popolazione italiana l’importanza della salute della donna e della coppia in età fertile.

La Mission di questa iniziativa è infatti:

- migliorare lo stato di salute delle donne e delle coppie in età fertile;

- aiutare le donne e le coppie ad aumentare le probabilità di avere un bambino sano, contribuendo ad eliminare le cause e i problemi che minacciano la loro salute e quella dei loro figli;

- ridurre il numero di bambini affetti da condizioni congenite e nascite prima del termine della gravidanza.
PRIMA della GRAVIDANZA avvierà la sua attività ufficiale con il lancio del mese di Aprile 2012 quale MESE DELLA PREVENZIONE PRECONCEZIONALE, durante il quale diverse istituzioni pubbliche e private aderenti al progetto promuoveranno eventi specifici in diverse città italiane (inaugurazione di ambulatori o consultori dedicati al counseling preconcezionale, costituzione dei gruppi di DONNE PORTATRICI DI SALUTE, convegni, e conferenze sulla prevenzione preconcezionale ed altro ancora), il cui elenco è consultabile al sito http://www.primadellagravidanza.it/.

6 marzo 2012

Emergenza Consultori

Riceviamo dalla Rete delle Donne del II Municipio questo articolo di ricostruzione e di denuncia della grave situazione in cui versano le strutture consultoriali del territorio, presidi fondamentali a tutela della salute delle tante donne, coppie, famiglie e giovani che vivono, lavorano, studiano in quella zona.
Non è una situazione isolata, soprattutto nella Asl RmA dove, tanto per fare un esempio, il Consultorio della Scarpetta, chiuso per lavori di ristrutturazione effettuati con i fondi destinati ai consultori, non è stato riaperto e ha lasciato spazio ad un centro per l'autismo (0-26 anni!).
L'emergenza consultori coinvolge quasi tutte le Asl romane: oltre a venir meno ai livelli essenziali di assistenza e all'equilibrio tra prevenzione, cura, riabilitazione, la riduzione del numero e dell'efficenza dei consultori è un grosso danno anche economico perchè un servizio dedicato alle cure primarie e alla promozione della salute riesce a realizzare notevoli risparmi in termini di bilancio per le aziende sanitarie e anche di conseguenze sulla salute psicofisica dei cittadini.


NO ALLA CHIUSURA DEL CONSULTORIO DI VIA SALARIA 144

di Carla Fermariello


Il 9 febbraio 2012, in occasione della discussione in Commissione regionale Politiche Sociali della proposta di legge sul Sistema integrato degli interventi, dei servizi e delle prestazione sociali per la persona e la famiglia nella Regione Lazio, è stato presentato dalla maggioranza un emendamento a firma dell’On. Tarzia in cui si proponeva di abrogare la norma che disciplina le attività specifiche del consultorio pubblico. Il tentativo di far rientrare dalla finestra ciò che, raccogliendo 100.000 firme, le donne del Lazio avevano messo fuori dalla porta è stato bloccato da tutta l’opposizione e l’emendamento è stato ritirato.

Vale la pena ricordare che il consultorio familiare è una struttura socio-sanitaria che, solo per citare alcune delle sue fondamentali attività, prepara alla maternità e paternità consapevoli, organizza corsi per la preparazione al parto, offre assistenza sociale e psicologica alla donna e alla coppia, fornisce l'educazione sanitaria in ordine allo sviluppo fisico, psichico e sociale del bambino e alla prevenzione degli incidenti domestici, promuove iniziative di educazione sessuale, in particolare verso i giovani e, infine, fornisce assistenza e consulenza ai fini dell'adozione e dell'affidamento.

L’aggressione ai consultori familiari, tuttavia, non avviene solo a livello regionale: i consultori familiari infatti sono sotto assedio ovunque governi la destra, dal Comune ai Municipi.

Nel II Municipio il Consultorio di Via Salaria, che in vista del trasferimento di quello in Via Atto Tigri, rimarrà l’unico sul territorio, offre un servizio di eccellenza a tutta la popolazione residente, garantendo i servizi socio-sanitari – grazie alla rete locale di associazioni – anche alle persone immigrate che giornalmente si recano in secondo municipio per motivi di lavoro. Il consultorio è un presidio storico che, anche per la favorevole posizione in cui si trova (accanto ad una scuola, a due passi dalla sede universitaria, adiacente ad un mercato in un quartiere densamente popolato), rappresenta un punto di riferimento, l’unico fra poco, per i cittadini e le cittadine di quell’area.

14 febbraio 2012

La vita siamo noi

RAPPORTO SULL’ATTIVITA’ DEI CONSULTORI FAMILIARI ACCREDITATI DALLA REGIONE LOMBARDIA

di Daniela Fantini

ginecologa milanese

di Usciamo dal silenzio e di Se non ora quando Lombardia

 La gestione della Regione Lombardia ha completamente stravolto le finalità dell’attività del consultorio previste dalla legge nazionale che sottolineava le caratteristiche di intervento sulla donna, sulla salute riproduttiva e sulla famiglia, garantendo il diritto alla procreazione consapevole .Piano piano attraverso decreti ed emendamenti voluti e ispirati dal “governatore” Formigoni, nel 2010 il consultorio si è trovato a dover gestire il progetto Nasko attuato per prevenire l’interruzione della gravidanza. Premessa necessaria alla descrizione del sistema dei consultori è che in Lombardia vige il sistema della sussidiarietà:
Con la legge regionale 31 del '97, in Lombardia è stabilita la separazione fra le Asl (acquirenti di prestazioni) e i fornitori di prestazioni, con l'equiparazione tra pubblico e privato. Alla Regione spetta il compito di definire le regole di governo del sistema, che rappresentano gli strumenti principali di programmazione; l'Asl ha funzione di coordinamento e controllo del socio-sanitario; la gestione e la programmazione dei servizi sociali spetta ai Comuni.
Il terzo settore è riconosciuto come soggetto operante nel sistema socio-sanitario e socio-assistenziale (con l'istituzione di tavoli permanenti). Entra in vigore un sistema di finanziamento che attribuisce un determinato valore a ogni prestazione (DRG) e quindi l’attività preventiva ,una volta gratuita, diventa a pagamento come le altre prestazioni del SSN. Accade così che le strutture private programmino i servizi e le prestazioni maggiormente remunerative, drenando la maggior parte di risorse pubbliche disponibili. I consultori privati hanno così potuto accreditarsi in base a criteri definiti dalla Regione.
Essi riguardano la struttura e chi ci lavora, ma trascurano uno dei punti guida della legge sui consultori pubblici del 1975: la laicità. Accade così che molti consultori privati accreditati di matrice cattolica possano fare obiezione di coscienza di struttura, rifiutando le pratiche relative alla legge 194 e promuovendo un certo tipo di “educazione” alla sessualità.

Attualmente la rete è composta da 216 sedi principali, 152 pubbliche e 72 private accreditate. Queste ultime nel 2007 erano 54. Solo 2 consultori privati sono laici. Si può notare che tra i consultori pubblici nel 2006 si contavano ben 72 strutture pubbliche dislocate (dipendenti da un consultorio principale perché mancanti di alcune delle figure professionali previste), mentre tra quelli privati solo 5 sono in questa situazione.