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23 novembre 2015

Gli "avvisi bonari" di richiesta del pagamento del ticket alle utenti del consultorio. Un atto gravissimo di violazione della privacy e della normativa vigente.


Da qualche settimana nei consultori di Roma arrivano telefonate allarmate da parte di donne che hanno ricevuto prestazioni consultoriali nel 2009 e nel 2010 e che si sono viste recapitare ‘avvisi bonari’ da parte della Regione Lazio con la richiesta di pagamento del ticket non corrisposto.

La vicenda è particolarmente grave sotto diversi aspetti:

·         prima di tutto le prestazioni erogate in consultorio  sono di prevenzione e promozione della salute e non specialistiche, ancorchè fornite da specialisti, come contemplato nella normativa di riferimento;

·         le attività rivolte ai singoli e a gruppi di utenti sono gratuite proprio in virtù della natura di prevenzione che le contraddistingue;

·         negli avvisi arrivati al domicilio delle donne viene indicata la prestazione fornita, viene quindi reso pubblico il motivo dell’accesso al consultorio, violando così ogni riservatezza, garantita anch’essa dalle norme che regolamentano la ‘privacy’;

·         ulteriore conseguenza - non meno grave -  è la perdita di credibilità di un servizio che garantisce alle donne  la gratuità e la riservatezza e che viene così brutalmente smentito.

La Consulta dei Consultori di Roma ha chiesto chiarimenti alla Regione Lazio che ha predisposto un secondo invio di lettere che annulla le precedenti. Il problema però rimane. Rimane la diffusione illecita di dati sensibili e rimane la questione che ha portato a questo “errore” e che è stata posta più volte dalla Consulta tanto da essere ormai considerata “storica”,  di differenziare la prevenzione dalla cura.

Attualmente nei consultori, per ogni prestazione - sanit, psicologica, sociale -  vengono compilati dei moduli SIAS con i dati dell’utente e il codice relativo alla prestazione erogata. Questi dati vengono poi trasmessi telematicamente alla Regione. La rilevazione è identica a quella che viene fatta per le prestazioni ambulatoriali, mentre la posizione giuridica e quella metodologica delle due prestazioni è differente. Considerarle sullo stesso piano e rilevarle con lo stesso strumento è una forzatura e, oltre agli “errori” che - come abbiamo visto - può determinare, non consente di dare il giusto peso agli interventi e quindi di valutare l’impatto sulla salute della popolazione e il rapporto costi/benefici che ne consegue.

A seguire pubblichiamo il comunicato della Regione Lazio con le indicazioni di merito e  invitiamo a diffondere l'informazione. Rinnoviamo l’auspicio che questo gravissimo episodio possa portare al più presto ad una corretta differenziazione nella rilevazione dei dati tra prevenzione e cura, come peraltro la normativa prevede.

 

COMUNICATO

 

SANITA’: REGIONE LAZIO, AL VIA RECUPERO RISORSE EVASIONE TICKET PER 50 MLN DI EURO

235 MILA LETTERE INVIATE, SU 3% ERRORI SCATTA AUTOTUTELA

 

La Regione Lazio ha avviato il recupero ticket sanitari in attuazione di una disposizione normativa regionale. Con una delibera del 14 aprile 2015 la Giunta ha indicato le modalità con cui realizzare l’attività di recupero, in due fasi distinte, una bonaria e l’altra, successiva, in collaborazione con Equitalia. Sono intanto partite le lettere bonarie. L’obiettivo è il recupero di circa 50 milioni di euro. Dallo screening su 1 milione di cittadini esenti, sono emersi circa 235mila casi di soggetti che hanno usufruito dell’esenzione per reddito di prestazioni sanitarie senza averne diritto. I controlli sono stati fatti sulle due annualità 2009 e 2010, incrociando i dati  con l’Anagrafe tributaria dell’Agenzia delle Entrate.

E’ stato riscontrato un margine fisiologico di errore nell’invio della comunicazione all’incirca del 3%, in particolare riferito a un’anomalia nella trasmissione dei dati sulle prestazioni dall’ASL Roma D alla Regione Lazio, relativamente a quelle prestazioni (del 2009 e del 2010) dei consultori che sono e restano gratuite. In questo caso già accertato la Regione sta predisponendo una nuova lettera da inviare ai precedenti destinatari, che annulla, agendo in autotutela, gli avvisi bonari precedentemente inviati.

Per ulteriori eventuali verifiche e chiarimenti è possibile scrivere all’indirizzo email: recuperoticket@regione.lazio.it o con raccomandata A/R indirizzata a: Regione Lazio - Contact Center Recupero Ticket in via Rosa Raimondi Garibaldi, 7 ‘Palazzina C’, 00145, Roma indicando come oggetto Recupero Ticket ID: #439029”.

 

13 aprile 2015

Diritti e salute riproduttiva: superare gli ostacoli per garantire la salute di tutte le donne

In continuità con le iniziative promosse nel 2014 e in coincidenza con il 40° anniversario della legge 405 e con l'anno di verifica del raggiungimento degli Obiettivi del Millennio, la Consulta dei Consultori di Roma presenta il seminario
 

"Diritti e salute riproduttiva: superare gli ostacoli per garantire la salute di tutte le donne"

17 aprile 2015 - ORE 9,00 - Via della Penitenza 37



P R O G R A M M A
 

- Informazione, promozione di comportamenti corretti, prevenzione delle gravidanze indesiderate e delle MST

- Contraccezione ormonale e di emergenza: efficacia, rischi, protocolli

- Gravidanza in adolescenza: significati, scelte, protocolli operativi nella prosecuzione o nella interruzione volontaria della gravidanza.
 
 
Relatrici del seminario:
 
 Anna Pompili
ginecologa nei consultori della Asl Roma E

Mirella Parachini
ginecologa ospedale S. Filippo Neri
 

Non ci sono crediti ECM. A richiesta verrà rilasciato un attestato di partecipazione.
E' gradita l'iscrizione, da inviare possibilmente entro il 15 Aprile, a: consultaconsultoriroma@hotmail.it o con fax al numero: 06 68354405 all'attenzione di Pina Adorno.


26 febbraio 2014

Per scelta, non per caso


La Consulta dei Consultori Familiari di Roma 
ha organizzato  il convegno
 
"Per scelta, non per caso"
 
che si terrà il 7 marzo 2014
presso la Sala della Protomoteca in Campidoglio
(entrata dal Portico del Vignola)
dalle ore 8,30 alle 13,30
 
 
per riproporre con forza il tema
dei diritti sessuali e
nello specifico del diritto alla contraccezione

Siamo a meno di un anno dal 2015, termine fissato per il raggiungimento degli obiettivi del Millennio
e in particolare del target 5B: "Rendere possibile l'accesso universale ai sistemi di salute riproduttiva"
e siamo in ritardo ...



 
L'obiettivo che il convegno si pone è far sì che tutte le donne abbiano la possibilità di scegliere se, quando e quanti figli avere e sia garantito l'accesso ad un'ampia scelta di contraccettivi, seguendo un approccio che riconosce e tutela i diritti sessuali di tutti in termini positivi e non solo in quanto prevenzione dei rischi ...
 
All'iniziativa hanno concesso il patrocinio gratuito la Regione Lazio, l'Assessorato Scuola Infanzia Giovani e Pari Opportunità e l'Assessorato Sostegno sociale e Sussidiarietà di Roma Capitale .

Invitiamo tutte/tutti a partecipare e a diffondere l'iniziativa
Info: 0668354408
 

 

25 novembre 2013

Giornata Mondiale contro la violenza sulle donne



25 novembre 2013
 
 
E’ importante e direi anche doveroso, nelle giornate che a livello internazionale sono dedicate alle donne, ricordare la realtà che in ogni parte del mondo le donne si trovano ad affrontare per il solo fatto di essere donne. Oggi è una di quelle giornate, è la Giornata Mondiale contro la violenza sulle donne, istituita e celebrata dall’Organizzazione delle Nazioni Unite a partire dal 1999, e non è superfluo né banale ricordare e denunciare che le donne continuano ad essere minacciate, picchiate, violentate e uccise da uomini legati a loro da rapporti d’amore o di parentela.
Quest’anno sono già 128 le donne uccise in Italia da uomini che avevano avuto o avevano una relazione con loro. Per fortuna cresce anche il numero delle donne che trovano il coraggio di denunciare minacce e molestie, anche se purtroppo non sempre la denuncia serve a scongiurare il delitto. C’è ancora molto lavoro da fare per creare le condizioni affinché le donne possano fidarsi delle Istituzioni; mi riferisco certamente alle leggi e alle iniziative che sono state messe in campo e a quelle che verranno, ma penso anche al ruolo importante dei servizi territoriali che le donne e gli uomini frequentano.
I consultori sono impegnati da sempre – nel rapporto con i singoli, nell'approccio con le coppie e negli incontri di gruppo – per dare consapevolezza alle donne del loro valore e del loro potere nella tutela della propria salute, e anche come presidio contro la violenza di genere. Nella Asl RmE, per iniziativa della UOC Consultori Familiari e Immigrazione, è attivo da qualche anno il progetto  “Libere di Parlare” che ha messo in rete operatori sociali e sanitari dei servizi territoriali e degli ospedali con le forze dell’ordine, con i Centri Antiviolenza e con le associazioni del terzo settore, per creare un protocollo comune di intervento. Oltre ad aumentare la sensibilità individuale degli operatori e a creare un linguaggio ed una prassi condivisa per trattare i casi di violenza che arrivano ai servizi ospedalieri e territoriali, nei commissariati o presso gli sportelli delle associazioni, il progetto si pone l’obiettivo di far emergere quella violenza di genere – soprattutto domestica – che spesso è parte inscindibile delle relazioni di coppia e intrafamiliari.
Credo che per ridurre la violenza di genere si debba lavorare molto a livello culturale e migliorare il grado di giustizia sociale nel nostro Paese. E credo anche che se fossero potenziati gli interventi e i servizi di prevenzione e di promozione della salute - che significa anche fare cultura - si potrebbero ridurre le ferite che oggi bloccano le potenzialità delle donne e degli uomini di costruire un futuro migliore per tutti.
P.A.

 

26 settembre 2013

26 settembre - Giornata Mondiale per la Contraccezione

Conferenza stampa
Giovedì 26 Settembre alle ore 11,00
presso la sede comunale di via delle Vergini 18 III piano
In occasione della ricorrenza della Giornata Mondiale della Contraccezione, la Consulta dei Consultori Familiari del Comune di Roma intende riportare all’attenzione della Stampa e delle Istituzioni la necessità e l’importanza di garantire alle donne e alle coppie il diritto di accesso alla procreazione cosciente e responsabile. La diffusione e l’uso dei contraccettivi nel nostro paese sono strettamente legati alla nascita e all’opera dei consultori familiari; nei consultori non viene solo prescritta la contraccezione, ma le donne possono trovare aiuto nella scelta del contraccettivo che più risponda ai propri bisogni, che rispetti la propria salute e i propri orientamenti etici e culturali, perché ogni donna possa decidere quando e quanti figli avere. Per rilanciare le attività dei consultori di Roma relative alla promozione della salute sessuale e riproduttiva e alla prevenzione dell’aborto e delle MST, e per segnalare le criticità che rendono meno incisive tali attività la Consulta sta organizzando un convegno che si svolgerà in primavera con l’obiettivo di favorire l’applicazione della normativa e garantire alle donne e alle coppie il diritto ad una sessualità piena e soddisfacente, che passa necessariamente attraverso la presenza di servizi dedicati ad azioni di educazione, informazione, erogazione in ambito contraccettivo.
Saranno presenti Maria Gemma Azuni Consigliera di Roma Capitale
e Giuseppina Adorno  Presidente della Consulta dei Consultori di Roma
 
 E’ di questi giorni l’uscita dell’ultimo rapporto del ministro della sanità sull’applicazione della L.194/78 che, come per gli anni precedenti, sottolinea la relazione diretta tra la presenza di CCFF e il minor ricorso all’IVG e la funzione centrale che tali servizi svolgono per la promozione della salute e l’empowerment delle donne su tutto il territorio nazionale.

Il numero degli aborti è in costante decrescita dal 1982, rallentata per alcuni anni a causa dell’aumentata richiesta da parte di donne straniere, ma adesso in leggero calo anche per questa fascia di utenza, che frequenta i CCFF come servizio di riferimento e, secondo i dati indicati nella relazione del ministro, questa diminuzione “…può essere in parte imputabile al lavoro svolto da questi servizi”.

 Questo dato, se da una parte ci conforta per il riconoscimento della competenza e dell’appropriatezza della metodologia adottata, dall’altra non ci impedisce di vedere le criticità che incidono sui risultati e sulla divulgazione dell’approccio alla contraccezione che viene effettuata nei CCFF.

Ragionando e confrontandoci su questi temi all’interno della Consulta, abbiamo sentito la necessità di raccogliere i dati e le esperienze che gli operatori hanno effettuato e di dare visibilità a tutto il materiale accumulato, anche per trarne una nuova spinta rispetto alle attività connesse con  la contraccezione.

L’idea è di offrire ai nostri operatori, ma anche all’intera comunità cittadina, una giornata che ci consenta di mettere al centro della nostra operatività e della progettazione sociosanitaria  del nostro territorio il diritto della donna e della coppia alla procreazione cosciente e responsabile. Diritto affermato da risoluzioni di organismi internazionali come l’OMS, il Parlamento Europeo, l’Assemblea generale delle Nazioni Unite, le numerose Conferenze sulla Salute, sulla parità fra i sessi, sullo sviluppo.

Sarà un’occasione per divulgare il modello di intervento dei CCFF e “pesare” l’incidenza sul fenomeno, ma anche per rilanciare la piena applicazione della normativa in materia di contraccezione e di diritto a una sessualità vissuta in maniera piena e consapevole. Sarà anche l’occasione per ragionare su cosa significhi la piena e completa gratuità (così come previsto dalla normativa) in ambito contraccettivo, sia sul piano individuale che su quello collettivo. Infatti, in un’epoca in cui le persone non riescono ad avere garantito l’accesso ai servizi e le risorse sono sempre più scarse, anche la contraccezione potrebbe diventare un lusso che non tutti si possono permettere, con conseguenze personali e sociali facilmente immaginabili.

Per tale motivo vorremmo poter riflettere insieme sui passi, gli strumenti e le modalità necessarie per poter ridare slancio e dignità alla contraccezione che, nell’ operatività quotidiana viene spesso “compressa” tra IVG, screening e percorso nascita.

Insieme alla consigliera Azuni abbiamo scelto la Giornata Mondiale per la Contraccezione per sottolineare l’importanza del tema e  darvi appuntamento per il 7 marzo  2014 nella splendida sala della Protomoteca in Campidoglio per avviare un dialogo proficuo tra operatori dei CCFF, istituzioni, associazioni, operatori dell’informazione.

 

21 maggio 2013

Trentacinque anni con la legge 194


Il 22 maggio 1978 veniva approvata la legge "Norme per la tutela sociale della maternità e sull'interruzione volontaria della gravidanza" conosciuta con il numero della pubblicazione: 194.
A distanza di 35 anni sono ancora numerosi gli ostacoli che si oppongono alla piena applicazione della legge, a cominciare da una non completa diffusione dell'educazione sessuale nelle scuole e nei contesti di aggregazione giovanile e dalla difficoltà per gli operatori di intervenire con l'offerta attiva su tutta la popolazione in età fertile, a causa della insufficienza della rete dei consultori. Per non parlare  del fenomeno dell'obiezione di coscienza in continuo aumento e delle conseguenze nefaste che ha sui tempi di attesa per le donne e sulle modalità di lavoro per gli operatori sanitari ... e su questo ci sarebbe tanto da approfondire.
Più volte su questo blog abbiamo sottolineato l'importanza di lavorare sulla prevenzione e sulla promozione della salute sessuale e riproduttiva, sia per affermare e consentire l'esercizio di un diritto, sia per ridurre i costi economici ed umani che ne conseguono.  In occasione di questo 35° anniversario ci fa piacere ricordare il valore  della legge 194 che, nonostante i limiti cui si accennava, si è dimostrata una delle più efficaci tra quelle che sono intervenute sul tema della salute e dell'approccio culturale, dal momento che le interruzioni volontarie della gravidanza da allora sono in continuo calo.
Segnaliamo per coloro che volessero approfondire i numerosi aspetti legati alle tematiche che la legge 194 affronta, due occasioni utili che si svolgono entrambe mercoledì 22 maggio
 
la prima ha inizio alle 9,30 presso l'Azienda Ospedaliera San Camillo Forlanini:

22 Maggio 1978 / 22 Maggio 2013
35 anni di una legge
Dalla realtà dei servizi, le proposte per la Regione Lazio
 
 
la seconda si tiene presso la Casa Internazionale delle Donne dalle ore 18,00:

La prima parola e l’ultima
22 maggio 1978 – 22 maggio 2013

Per informazioni e dettagli sulle iniziative

18 aprile 2013

Più servizi e meno sportelli per le donne

Nell’Italia dove la nuova parola d’ordine sembra essere fare e soprattutto fare presto piuttosto che fare bene, vi segnalo la nascita dell’ennesimo “sportello” che in questo caso si propone come la soluzione ai problemi delle donne che hanno abortito e che, per questa ragione, …”si trovano a vivere un forte disagio emotivo e psicologico (depressione, ansie, fobie, disturbi sessuali)”.
E’ quanto si legge in una lettera del Movimento per la Vita Italiano indirizzata ai Direttori Sanitari delle Asl, con la richiesta di affiggere nelle sedi sanitarie… “la locandina allegata al fine di sensibilizzare e offrire un servizio gratuito alle utenti che purtroppo sono sempre più numerose.”

Lo sportello si chiama “Da Donna a Donna” ed è cofinanziato dal Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali. Sarebbero tante le osservazioni da fare a proposito dei cosiddetti tecnici del governo Monti, che sono più volte intervenuti con provvedimenti a contenuto ideologico estremamente elevato (vedi Piano Famiglia del ministro Riccardi), ma voglio limitarmi ad alcuni punti essenziali:
  • le interruzioni volontarie della gravidanza, come è noto, sono in costante calo da trent’anni, e questo è affermato in tutte le relazioni annuali dei ministri della salute sull’applicazione della legge 194, che sottolineano soprattutto la funzione dei consultori nel ridurre il ricorso all’aborto.
  • il ‘disagio emotivo’ delle donne, oltre che dall’aver abortito, può derivare anche, e direi per qualcuna forse ancora di più, dal trovarsi senza lavoro, dal non avere servizi, dal non poter andare in pensione quando avevano già maturato il diritto ad andarci. Tra l’altro – a proposito di disagio emotivo – il Ministero del Lavoro ha definanziato e quindi annullato il bando 2012 per il progetto sulla parità tra uomo e donna a favore dell’inserimento lavorativo delle donne, attivo dal 1991.
  • lo sportello è pagato da tutti i cittadini. Perché affidare una competenza pubblica- peraltro già istituzionalmente affidata ai consultori familiari - ad un ente privato, per di più così connotato dal punto di vista ideologico e storicamente così contrario alla libera decisione e all’autodeterminazione delle donne? Perché non utilizzare quelle risorse per implementare la presenza e l’operatività dei consultori pubblici?
Lo abbiamo sottolineato più volte e voglio ribadirlo anche a commento di questa iniziativa: il sistema dei servizi sociali e sanitari è vasto e costoso e non possiamo permetterci di sprecare risorse destinandole a progetti autoreferenziali, che si pongono come ‘doppione’ o addirittura in antitesi con il mandato istituzionale dei servizi pubblici.

Finanziare progetti paralleli e alternativi al sistema pubblico dei servizi sociali e sanitari, oltre a disperdere le risorse, confonde e indebolisce il sistema di promozione e di protezione dei cittadini, e genera insicurezza e sfiducia nei confronti delle istituzioni.

Occorre invece avere un progetto unico, con obiettivi e finalità che si rivolgano e sostengano le esigenze di tutti, e che rappresenti una garanzia per tutti i cittadini in quanto essi sono parte - nella loro diversità e unicità individuale - di questo nostro Stato, anzi sono essi stessi lo Stato.
Per quanto riguarda la salute della donna, il progetto esiste già:
è infatti questo il senso della legge 405/75 che ha istituito i consultori per la tutela della salute psicofisica della donna, della legge 194/78 per la procreazione cosciente e responsabile, che disciplina l’interruzione volontaria della gravidanza, ed è il senso che anima il Progetto Obiettivo Materno Infantile (DM 24 aprile 2000) che individua risorse, tempi, modalità d’intervento necessari ad assicurare la prevenzione di patologie psichiche e fisiche che interessano la donna, i bambini, gli adolescenti e la promozione e la tutela della salute sessuale e riproduttiva dei singoli e delle aggregazioni familiari scaturite dalle loro scelte libere.

Basta con sportelli costosi ed effimeri che servono più a chi li apre che a dare risposte adeguate ai problemi che pretende di risolvere, non ne possiamo più! E’ ora di capire quali sono le esigenze concrete e reali dei cittadini italiani e organizzare senza sprechi un sistema di servizi territoriali certo ed efficiente, che pensi e realizzi risposte valutabili e modificabili, ma costanti nell’assicurare la presa in carico e nel trasmettere alle persone la certezza della risposta rispetto alle necessità esistenti e ai diritti che devono essere garantiti.
Se tutti i finanziamenti destinati negli ultimi vent'anni a progetti, iniziative creative e multiformi sportelli a tempo dedicati alle donne fossero stati concentrati nel migliorare o aprire nuovi servizi come i consultori, i centri antiviolenza, i servizi per l'infanzia... le donne e le famiglie avrebbero adesso un sostegno reale alle loro difficoltà di vita e sarebbero più contente.

Pina Adorno

13 febbraio 2013

14 febbraio di danza e di lotta

                     
 
 In tutto il mondo si svolge l'iniziativa

ONE BILLION RISING DANCE,
RISE AND DEMAND AN END TO VIOLENCE AGAINST WOMEN



un miliardo di persone contro la violenza sulle donne


 

Una donna su tre nel corso della sua vita è stata picchiata o stuprata.
Un miliardo di donne in tutto il mondo hanno subito o subiscono ancora violenza fisica e sessuale.
Un miliardo di donne in tutto il mondo, domani, danzeranno contro questa violenza.
 
per gli appuntamenti info:

e
 

AIDOS conclude la Campagna Paper Dolls
Sono state raccolte più di mille paper dolls! Le porteremo tutte su Ponte Sant'Angelo e le faremo danzare per testimoniare la richiesta e il bisogno di donne e uomini di preservativi femminili.

Ponte Sant'Angelo giovedì 14 febbraio alle ore 12.00
per unirci alle donne di tutto il mondo e chiedere a gran voce che vogliamo preservativi femminili di ottima qualità e a basso costo, disponibili non solo nei paesi del Sud del mondo ma anche nel nostro.

Per informazioni:


14 dicembre 2012

Ricordiamo con affetto due donne speciali

A distanza di pochi giorni una dall’altra, ci hanno lasciato due persone importanti, due donne che hanno fatto la storia del movimento delle donne e che fino all’ultimo hanno testimoniato il loro attaccamento alla vita e alle battaglie che hanno costellato la loro esistenza.


Liliana Ingargiola

Liliana Ingargiola, femminista della prima ora, tra le fondatrici del Movimento di Liberazione della Donna e impegnata nelle battaglie del Partito Radicale, ha testimoniato con la sua vita la bellezza e la fatica costante di essere donna e di essere libera.
La vivacità, l’intelligenza e la sensibilità che hanno contraddistinto la sua persona, l’hanno sempre collocata in primissima fila per la difesa instancabile dei diritti delle donne, dei disabili - con i quali ha lavorato a lungo - delle persone più deboli, impegnandosi per l’affermazione della giustizia, sempre.




Liliana Barca

Liliana Barca, dirigente dell’UDI, impegnata negli anni ’70 nella battaglia per i consultori pubblici e poi sempre “sulle barricate” con la lucidità del pensiero e dell’azione in favore della salute delle donne, per la scelta libera e responsabile nella sessualità così come per la maternità, per la difesa e l’applicazione della 194.
Impegnata con l’associazione Donne per i Consultori, resta nel pensiero e nel ricordo di tutte noi come un esempio di instancabile combattente e di determinazione nel perseguire obiettivi ‘giusti’.
A entrambe queste grandi donne e alla loro vita coerente e piena, va la nostra gratitudine e la nostalgia nell’ultimo saluto.


da Astrid Lun un ricordo di Liliana Barca

"Perchè il personale è politico"
E' stato un privilegio, per noi, averti conosciuta ed aver condiviso con te parte dei nostri percorsi!!! Dalle lotte per aprire i consultori, alla Consulta, ai Centri Antiviolenza.....
La tua è stata una vita di impegno, di solidarietà, di condivisione e ti siamo grate per tutti i contributi che ci hai donato. Ma soprattutto vogliamo ricordarci dei tuoi modi gentili e premurosi e del tuo sorriso, che sapevi offrire, sicura che tutto si potesse ricercare ed anche ottenere con modalità altre, "di donne". E' questo essere "donna" in ogni atto della quotidianità che ci è più caro e che rimarrà patrimonio di tutte noi.... GRAZIE LILIANA!

15 novembre 2012

Giovedì 22 novembre alla Sala Teatro S. Spirito

Un appuntamento per fare il punto sulla situazione della popolazione mondiale e sul diritto di accesso ai servizi di pianificazione familiare nei paesi in via di sviluppo, ma anche un'occasione per verificare la validità del modello dei consultori italiani a sostegno dell'empowerment e del diritto di scelta delle donne.














Nei paesi industrializzati come in quelli in via di sviluppo, la presenza di servizi primari come i consultori familiari – che investono sulla salute della donna – aumenta la consapevolezza della donna e della coppia rispetto alle scelte sulla salute sessuale e riproduttiva e produce un effetto moltiplicatore sul benessere complessivo della comunità: tutto questo con una ricaduta notevole anche in termini di riduzione dei costi, non solo economici.

La Consulta dei Consultori Familiari del Comune di Roma e l’Associazione Italiana Donne per lo Sviluppo - AIDOS  - hanno organizzato tale evento per presentare:

-   esempi di servizi basati sul modello consultoriale

-   il Rapporto UNFPA 2012 “Per scelta, non per caso” sui benefici sociali ed economici della pianificazione familiare;

-   la Campagna “Paper Dolls” per far conoscere un metodo efficace di pianificazione familiare: il condom femminile.

Programma

9.00 Registrazione partecipanti

9.30 Presentazione del Convegno - Il Consultorio: un modello vincente per la tutela della salute
Giuseppina Adorno - Presidente Consulta dei Consultori Familiari del Comune di Roma

9.45 Empowerment delle donne in Giordania: una collaborazione positiva
Paola Cirillo - Direttrice progetti sul campo AIDOS
Proiezione del filmato prodotto dall’AIDOS, regia di Marilisa Calò e Catya Casasola

10.30 Pausa

11.00 Rapporto del Fondo delle Nazioni Unite per la Popolazione - UNFPA - sullo stato della popolazione nel mondo 2012  “Per scelta, non per caso. Pianificazione familiare, diritti umani e sviluppo”
Daniela Colombo - Presidente AIDOS

11.30 Campagna Paper Dolls per il condom femminile
Serena Fiorletta - Ufficio Stampa AIDOS

12.00 Discussione

13.00 Come continuare …
Loretana Angelici - Consulta dei Consultori Familiari del Comune di Roma

Per informazioni sul convegno: 06 68354408/12 -- 380 3273546

13 novembre 2012

Flash mob a San Lorenzo dedicato all'allattamento

Il 25 Ottobre 2012 presso Piazza dell'Immacolata (isola pedonale di San Lorenzo - III Municipio) si è tenuto un singolare flash mob..."Allattamento materno in piazza",  nato dal desiderio delle mamme del territorio del III Distretto di esprimere l'orgoglio di questa scelta nutrizionale e comunicarla al mondo intero...

Uscire dai luoghi protetti: case, consultori, ed affrontare l'opinione pubblica per condividere la "magia" di questa esperienza.
L'OMS proclama Ottobre il mese dell'Allattamento materno sottolineando come il Latte di Mamma sia il migliore alimento per il piccolo dell'uomo. Chissà che qualche mamma in difficoltà sia stata incoraggiata da questa rumorosa e colorata assemblea di donne e venga a trovarci in Consultorio.

La realizzazione di questo momento di "visibilità" è stato possibile grazie al contributo del III Municipio, nella persona dell'Assessore Guido Capraro, della Responsabile dei due Consultori Familiari del III Distretto ASL RMA Dott.ssa Rossella Anastasio, della Responsabile della Medicina Preventiva Dott.ssa Giuseppina Tanzi e del Comitato Latte di Mamma Mia. Ci auguriamo di farne presto un altro magari unendo le mamme di tutti i Consultori Familiari.


Luciana Della Pietra
Infermiera Professionale
Consultorio via dei Frentani

13 ottobre 2012

Rapporto del ministro Balduzzi sulle IVG

Consultorio? Sì, grazie!
di Pina Adorno


Il rapporto del ministro Balduzzi sull'andamento dell'interruzione volontaria della gravidanza in Italia conferma quello che chi lavora nei consultori sa bene da sempre: la presenza dei consultori riduce il ricorso all'IVG perchè aumenta il livello di prevenzione con l'informazione, la somministrazione e il controllo dei sistemi contraccettivi e perchè consente alle donne e alle coppie di prendere coscienza della necessità di tutelare la propria salute e di scegliere in sicurezza quando e come avere una gravidanza.
Nonostante il monitoraggio sistematico dei dati confermi anno dopo anno questa realtà e dimostri il risparmio - non solo in termini economici - che un investimento su questi servizi determinerebbe per tutelare la salute della donna, della coppia, del bambino, i consultori vengono inspiegabilmente emarginati all'interno delle Asl e ingiustamente attaccati da progetti legislativi regionali e Piani Famiglia governativi che ne mettono in discussione il valore e la necessità, attribuendo loro valenze ideologiche destituite di qualsiasi fondamento.
A Roma e nel Lazio è un continuo progettare, e purtroppo anche realizzare, chiusure e accorpamenti di sedi consultoriali da parte delle Asl, non considerando che il consultorio per definizione deve essere un servizio diffuso capillarmente sul territorio, perchè solo così potrebbe garantire interventi di "offerta attiva" su tutte le tematiche relative al Percorso Nascita, alla contraccezione, alla salute sessuale e riproduttiva, alla prevenzione dei tumori femminili ...
Arrivano continuamente alla Consulta segnalazioni di utenti preoccupate dalle "voci" che fanno temere la perdita di un riferimento per la salute come il consultorio, la cui presenza è da tempo diventata significativa nel proprio quartiere; qualche mese fa ha riguardato i consultori di via Casilina e di via Spencer nella Roma C, poi quelli di piazza dei Mirti e via Rubelia della Roma B, le sedi dei CCFF di piazza Castellani, di via Salaria e di via Atto Tigri della Roma A, e adesso c'è grande fermento per la chiusura annunciata di via Manfredonia, presidio consultoriale frequentatissimo, nel quale si effettuano anche le vaccinazioni obbligatorie ai bambini. Per i cittadini di un quartiere come Quarticciolo perdere il consultorio di zona significherebbe non avere nessun riferimento ed essere costretti a spostarsi in località distanti e difficilmente raggiungibili.
Leggendo la relazione del ministro Balduzzi, così piena di affermazioni lusinghiere sull'efficacia del modello di intervento consultoriale, affermazioni che discendono non dall'opinione del ministro ma dall'elaborazione dei dati in possesso del Ministero, viene da chiedersi perchè non se ne traggano le logiche conseguenze e non si dia il via ad un piano nazionale che porti a regime il numero dei consultori e la completezza delle équipe, come avviene per i medici di base.
Le risorse scarseggiano, lo sappiamo, ma partendo dal non sopprimere i consultori che esistono e delineando una direzione  di incremento, si potrebbe progressivamente dotare il Paese di una rete completa di consultori che, come più volte sottolineato - essendo servizi a bassa soglia e a basso costo - consentirebbero una reale tutela della salute sessuale e riproduttiva, facilitando gli accessi delle donne e degli uomini del territorio e gli interventi di "offerta attiva" da parte degli operatori.

10 ottobre 2012

Regione Lazio: decaduta la proposta Tarzia contro i consultori pubblici

Con le dimissioni di Renata Polverini si è chiusa una stagione decisamente cupa per i consultori del Lazio, per gli operatori e per le donne che su questi servizi contano per tutelare la propria salute. Chi ha seguito attraverso questo blog le battaglie che le donne singole e organizzate hanno ingaggiato contro la pdl Tarzia o ha partecipato alle numerose manifestazioni in difesa dei consultori pubblici, non può non esultare per la fine di quello che è stato un vero e proprio incubo.

Certo, a contenere l'esultanza per tale epilogo resta lo scandalo per il motivo che manderà a casa i consiglieri e la giunta regionale, scandalo reso ancora più intollerabile proprio dalle scelte politiche e amministrative che, a fronte dell'arricchimento illecito di alcuni protagonisti di questa squallida stagione, hanno progressivamente privato di risorse il sistema pubblico di sostegno alle fasce più deboli e disagiate della popolazione, a beneficio di una serie di associazioni private e di ancor più “privatissimi” interessi.

La soddisfazione di tutte noi per lo scampato pericolo non deve però far abbassare la guardia per il futuro; questa esperienza ha infatti dimostrato che i diritti acquisiti non lo sono per sempre, e vanno difesi in maniera permanente.

Da oggi non sarà più presente su questo blog l’appello contro la pdl Tarzia, appello lanciato nel settembre 2010 e firmato da oltre 100.000 cittadine/i del Lazio. Speriamo vivamente che si possa andare a votare al più presto e speriamo soprattutto che i nuovi amministratori diano prova di essere adeguati al compito di lavorare nell’interesse della comunità regionale e delle cittadine e cittadini del Lazio.



A seguire pubblichiamo il testo del comunicato che l’Assemblea Permanente delle Donne in difesa dei consultori pubblici ha scritto in occasione delle dimissioni della presidente Polverini.

NOI SAPPIAMO, NOI RICORDIAMO


Non possiamo che essere soddisfatte delle dimissioni di Renata Polverini, noi che da oltre due anni conduciamo strenuamente la battaglia contro la proposta Tarzia e contro le politiche corrotte e antisociali della giunta regionale. La proposta Tarzia per noi è stata l’emblema di questa maggioranza e il contrario esatto delle politiche che devono essere fatte e di cui abbiamo bisogno

6 ottobre 2012

I consultori, le donne e l'allattamento

Come annunciato nei giorni scorsi, si è svolto presso il consultorio di via dei Lincei il seminario organizzato dalla Consulta dei Consultori di Roma, dedicato alla promozione dell’allattamento al seno, e non solo. E’ stata un’occasione importante per condividere i contributi che gli operatori hanno portato per documentare e illustrare i numerosi interventi che si svolgono nei consultori per il sostegno dell’allattamento materno e più in generale di tutto il Percorso Nascita.
















E’ stata una mattinata densa di comunicazioni su dati, strumenti di rilevazione e di formazione, filmati e fotografie ….  ma anche di numerose testimonianze di donne/mamme che con i loro bambini in braccio o allattati sul grande materassino verde predisposto nella sala, hanno di fatto ricreato, raccontato e reso visibile ed emotivamente percepibile ai presenti, il clima di fiducia e di relazione positiva che hanno sperimentato nei loro consultori e che ha consentito loro di sentirsi madri competenti.




Un incontro ricco ed emozionante che non si è esaurito con la conclusione dei lavori della mattinata, ma che proseguirà con la raccolta sistematica ed omogenea dei dati relativi agli Spazi Allattamento nei CCFF di Roma e delle testimonianze delle mamme e dei papà. Il materiale raccolto verrà pubblicato  in parte sul blog e nella totalità in un dossier che la Consulta curerà per pubblicizzare il volume e la qualità del lavoro che i consultori svolgono a sostegno della maternità e della paternità e che non viene mai preso in considerazione e pubblicizzato in occasione di campagne di sensibilizzazione sulla salute della donna promosse da Istituzioni (nazionali e locali) e Associazioni dedicate.


Senza nulla togliere all'impegno di Associazioni e singoli professionisti che a questo si dedicano, crediamo sia importante ricordare il ruolo dei CCFF pubblici, non solo perché ci lavorano professionisti qualificati e formati per questo - chiamati a lavorare in équipe per comprendere le domande complesse di cui sono portatrici le neomadri con i loro compagni e i loro figli - ma perché nonostante carenze logistiche e di risorse umane continuano ad essere un punto di riferimento per le madri del territorio dove operano, un luogo di confronto e di crescita per "nascere" come madri nel reciproco riconoscimento di competenze.



"Un consultorio è una struttura su territorio e come tale influenza e definisce la comunità che su di esso fa affidamento" scrive Elena Balestri nella bella lettera pubblicata nei giorni scorsi sul blog della Consulta, sottolineando così l'importanza della presenza del nostro servizio e della conoscenza che i cittadini ne debbano avere.
Spesso le persone che approdano ai nostri servizi si stupiscono della “clandestinità” in cui operano; molte donne dopo aver scoperto il consultorio si sono lamentate del fatto che manca un’adeguata pubblicizzazione, e un ragazzo incontrato in una scuola ci ha scritto che la pubblicità dovrebbe passare in TV e in radio!!!

Quando le agenzie pubbliche si dimenticano più o meno volutamente di diffondere l'informazione su questi servizi e di promuovere l'azione dei CCFF è alle donne e alla comunità sociale che sottraggono una risorsa importante. Il sistema sanitario può funzionare ed evitare sperpero di denaro pubblico solo se c’è chiarezza sulle reciproche competenze e se si realizza integrazione e collaborazione tra i servizi nei diversi livelli di intervento e di responsabilità.