Verbale Assemblea
16 maggio 2013
Consulta Consultori Roma
Blog della Consulta Cittadina Permanente dei Consultori Familiari di Roma
24 maggio 2013
21 maggio 2013
Trentacinque anni con la legge 194
22 Maggio 1978 / 22 Maggio 2013
35 anni di una legge
Dalla realtà dei servizi, le
proposte per la Regione Lazio
la seconda si tiene presso la Casa Internazionale delle Donne dalle ore 18,00:
La prima parola e l’ultima
22 maggio 1978 – 22 maggio 2013
Per informazioni e dettagli sulle iniziative
09 maggio 2013
Parole e coccole
Segnaliamo questo interessante incontro dedicato ai genitori in attesa e ai bambini 0-12 mesi, collegato con il Progetto "Nati per Leggere". Raccontare e ascoltare rappresentano l'esperienza fondamentale dell'apprendere nei primi anni di vita, un modo per conoscere ed entrare in relazione che ci accompagna per tutta la vita.
12 maggio 2013 ore 9.30
Presidio Ospedaliero San Giovanni - "Antico Atrio"
Piazza San Giovanni in Laterano, 80 - Roma
ore 10 Saluto delle Autorità
ore 10.15 Claudia Camicia "Quanto conta un racconto? - Scopriamo insieme ai genitori il valore della narrazione"
ore 10.30 Cristina Allodi "La voce delle emozioni"
ore 10.45
"A nanna con mamma, papà e un ... libricino! Festeggiamo tutte le mamme con letture ed improvvisazioni" (adatte ai bambini e a coloro che non lo sono più)
Ottavia Murro "Progetto NPL Nati per Leggere: l'importanza della lettura nella più tenera età. Presentazione delle biblioteche di Roma"
ore 10.15 Claudia Camicia "Quanto conta un racconto? - Scopriamo insieme ai genitori il valore della narrazione"
ore 10.30 Cristina Allodi "La voce delle emozioni"
ore 10.45
"A nanna con mamma, papà e un ... libricino! Festeggiamo tutte le mamme con letture ed improvvisazioni" (adatte ai bambini e a coloro che non lo sono più)
Ottavia Murro "Progetto NPL Nati per Leggere: l'importanza della lettura nella più tenera età. Presentazione delle biblioteche di Roma"
ore 11 Ottavia Murro - Daniela Tumminiello "Tante storie da raccontare ... tanti bambini da coccolare!"
ore 11.15 Margherita Galasso "Un Re in ascolto, la centralità della musica nell'esperienza umana"
ore 11.30 Gian Luigi Bracciale - Francesco Antonelli - Alessandro Massimo Voglino - Gerardo Antonio Bruno Corea
07 maggio 2013
CONVEGNO
LA VIOLENZA INGABBIA MA LA RETE
LIBERA TUTTE
8 MAGGIO 2013
h 9-13
Sala Pietro da Cortona – Musei Capitolini, Piazza del Campidoglio, 1 Roma
convegno organizzato dall'associazione
"Donna e Politiche Familiari"
Il convegno si pone l'obiettivo di sensibilizzare al tema della violenza domestica e di sottolineare l'importanza del lavoro della rete nell'accompagnare le vittime nel percorso di autonomia. Tale percorso può rivelarsi lungo e difficoltoso e, per questo, è necessario un lavoro di sinergia e di collaborazione tra le diverse forze che entrano in campo, a partire dal momento dell’accoglienza e della denuncia.
Durante questo incontro si affronteranno tematiche che metteranno a confronto il lavoro dei diversi protagonisti della rete: dall'accoglienza e sostegno psicologico, che spesso consentono l'attivazione della rete, ai protocolli d’intervento per la riabilitazione dell’autore di violenza, alle leggi che tutelano le donne ed i minori vittime di violenza, ed ai conseguenti punti critici; si dedicherà spazio anche all'approfondimento ed alla conoscenza delle politiche di contrasto alla violenza ed al ruolo dei mass media nel veicolare le informazioni e le notizie su tali argomenti. Avremo lo straordinario contributo di coloro che lavorano negli sportelli antiviolenza, di coloro che accolgono vittime che accedono dal Pronto Soccorso, in situazioni di criticità psichica e fisica, e dei Rappresentanti delle Forze dell'Ordine (Carabinieri e Polizia di Stato) e della Magistratura, che si occupano di intervenire nelle chiamate di emergenza e di accogliere le denunce, nonché di attivare l'iter giudiziario previsto nei casi di violenza domesitca.
Nel corso della giornata verrà proiettato il documentario “Mai Piu' Sola”, autrici T. Dattilo e C. Gambino, regia di P. Terracciano. Il documentario è stato realizzato intervistando i protagonisti della rete e mostra come sia necessario e fondamentale un lavoro integrato e condiviso tra servizi e professionisti che, a vario titolo, possono intervenire in un caso di violenza domestica.
Il Convegno si rivolge in particolare agli operatori psicosociosanitari (Psicologi, Psicoterapeuti, Psichiatri, Medici, Assistenti Sociali, Educatori, Avvocati, Insegnanti, Infermieri, ecc) che operano direttamente ed indirettamente nel campo della violenza domestica ed a tutti coloro che sono interessati ad approfondire la conoscenza di tali tematiche.
Al Convegno hanno accordato il gratuito patrocinio: il Comune di Roma, la Provincia, Solidea, SITCC Lazio.
Al Convegno possono accedere coloro che si sono prenotati tramite mail, presentando l’invito all’ingresso del Palazzo dei Conservatori.
La partecipazione è gratuita; a fine giornata verrà rilasciato l'Attestato di Partecipazione
01 maggio 2013
Primo Maggio
Abbiamo scelto di celebrare la festa del lavoro e dei lavoratori ricordando due vittime del lavoro, due donne che hanno pagato con la vita il clima di confusione culturale e istituzionale e il bisogno sempre più diffuso di dare un volto e un nome ai problemi e alle frustrazioni personali.
Margherita Peccati e Daniela Crispolti erano due impiegate della regione Umbria, un lavoro che svolgevano con competenza e correttezza e che, nelle tabelle sindacali, non è certo considerato un lavoro ad alto rischio. Forse è per questo che la loro morte sotto i colpi di pistola sparati da un utente del loro ufficio è apparsa così ingiusta e incredibile, ed è per questo che chi come loro lavora al servizio dei cittadini si è identificato con una situazione che vive quotidianamente e ne è stato fortemente colpito.
Morire sul lavoro non è mai giusto e sono troppe le inadempienze alle norme per la sicurezza nei luoghi di lavoro, così come non è giusto non riuscire a trovarlo quel lavoro che solo può garantire l'autonomia e la dignità delle persone.
In questo Primo Maggio quasi estivo e festivo, è giusto ricordare tutte le persone che lavorano, quelle che lo fanno in maniera precaria, quelle che sono costrette ad accettare un lavoro senza regole, ma anche chi il lavoro lo ha perso o non l'ha mai avuto.
Margherita e Daniela sono per noi il simbolo di quella condizione spesso offesa e sottovalutata che è il lavoro nel servizio pubblico, per qualcuno residuo di un sistema arcaico di privilegio e di garantiti, nella realtà italiana un mondo che, nonostante le difficoltà organizzative e gestionali, si fa carico ogni giorno del funzionamento della macchina amministrativa, di rispondere alle esigenze e ai diritti dei cittadini, al loro bisogno di istruzione, salute, cultura, sicurezza, informazione.
Per tutto questo è indispensabile la consapevolezza e il contributo di tutti.
Buon Primo Maggio!!!
18 aprile 2013
Più servizi e meno sportelli per le donne
Nell’Italia dove la nuova parola d’ordine sembra essere fare e soprattutto fare presto piuttosto che fare bene, vi segnalo la nascita dell’ennesimo “sportello” che in questo caso si propone come la soluzione ai problemi delle donne che hanno abortito e che, per questa ragione, …”si trovano a vivere un forte disagio emotivo e psicologico (depressione, ansie, fobie, disturbi sessuali)”.
E’ quanto si legge in una lettera del Movimento per la Vita Italiano indirizzata ai Direttori Sanitari delle Asl, con la richiesta di affiggere nelle sedi sanitarie… “la locandina allegata al fine di sensibilizzare e offrire un servizio gratuito alle utenti che purtroppo sono sempre più numerose.”
Lo sportello si chiama “Da Donna a Donna” ed è cofinanziato dal Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali. Sarebbero tante le osservazioni da fare a proposito dei cosiddetti tecnici del governo Monti, che sono più volte intervenuti con provvedimenti a contenuto ideologico estremamente elevato (vedi Piano Famiglia del ministro Riccardi), ma voglio limitarmi ad alcuni punti essenziali:
Lo abbiamo sottolineato più volte e voglio ribadirlo anche a commento di questa iniziativa: il sistema dei servizi sociali e sanitari è vasto e costoso e non possiamo permetterci di sprecare risorse destinandole a progetti autoreferenziali, che si pongono come ‘doppione’ o addirittura in antitesi con il mandato istituzionale dei servizi pubblici.
Finanziare progetti paralleli e alternativi al sistema pubblico dei servizi sociali e sanitari, oltre a disperdere le risorse, confonde e indebolisce il sistema di promozione e di protezione dei cittadini, e genera insicurezza e sfiducia nei confronti delle istituzioni.
Occorre invece avere un progetto unico, con obiettivi e finalità che si rivolgano e sostengano le esigenze di tutti, e che rappresenti una garanzia per tutti i cittadini in quanto essi sono parte - nella loro diversità e unicità individuale - di questo nostro Stato, anzi sono essi stessi lo Stato.
Per quanto riguarda la salute della donna, il progetto esiste già:
è infatti questo il senso della legge 405/75 che ha istituito i consultori per la tutela della salute psicofisica della donna, della legge 194/78 per la procreazione cosciente e responsabile, che disciplina l’interruzione volontaria della gravidanza, ed è il senso che anima il Progetto Obiettivo Materno Infantile (DM 24 aprile 2000) che individua risorse, tempi, modalità d’intervento necessari ad assicurare la prevenzione di patologie psichiche e fisiche che interessano la donna, i bambini, gli adolescenti e la promozione e la tutela della salute sessuale e riproduttiva dei singoli e delle aggregazioni familiari scaturite dalle loro scelte libere.
Basta con sportelli costosi ed effimeri che servono più a chi li apre che a dare risposte adeguate ai problemi che pretende di risolvere, non ne possiamo più! E’ ora di capire quali sono le esigenze concrete e reali dei cittadini italiani e organizzare senza sprechi un sistema di servizi territoriali certo ed efficiente, che pensi e realizzi risposte valutabili e modificabili, ma costanti nell’assicurare la presa in carico e nel trasmettere alle persone la certezza della risposta rispetto alle necessità esistenti e ai diritti che devono essere garantiti.
Se tutti i finanziamenti destinati negli ultimi vent'anni a progetti, iniziative creative e multiformi sportelli a tempo dedicati alle donne fossero stati concentrati nel migliorare o aprire nuovi servizi come i consultori, i centri antiviolenza, i servizi per l'infanzia... le donne e le famiglie avrebbero adesso un sostegno reale alle loro difficoltà di vita e sarebbero più contente.
E’ quanto si legge in una lettera del Movimento per la Vita Italiano indirizzata ai Direttori Sanitari delle Asl, con la richiesta di affiggere nelle sedi sanitarie… “la locandina allegata al fine di sensibilizzare e offrire un servizio gratuito alle utenti che purtroppo sono sempre più numerose.”
Lo sportello si chiama “Da Donna a Donna” ed è cofinanziato dal Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali. Sarebbero tante le osservazioni da fare a proposito dei cosiddetti tecnici del governo Monti, che sono più volte intervenuti con provvedimenti a contenuto ideologico estremamente elevato (vedi Piano Famiglia del ministro Riccardi), ma voglio limitarmi ad alcuni punti essenziali:
- le interruzioni volontarie della gravidanza, come è noto, sono in costante calo da trent’anni, e questo è affermato in tutte le relazioni annuali dei ministri della salute sull’applicazione della legge 194, che sottolineano soprattutto la funzione dei consultori nel ridurre il ricorso all’aborto.
- il ‘disagio emotivo’ delle donne, oltre che dall’aver abortito, può derivare anche, e direi per qualcuna forse ancora di più, dal trovarsi senza lavoro, dal non avere servizi, dal non poter andare in pensione quando avevano già maturato il diritto ad andarci. Tra l’altro – a proposito di disagio emotivo – il Ministero del Lavoro ha definanziato e quindi annullato il bando 2012 per il progetto sulla parità tra uomo e donna a favore dell’inserimento lavorativo delle donne, attivo dal 1991.
- lo sportello è pagato da tutti i cittadini. Perché affidare una competenza pubblica- peraltro già istituzionalmente affidata ai consultori familiari - ad un ente privato, per di più così connotato dal punto di vista ideologico e storicamente così contrario alla libera decisione e all’autodeterminazione delle donne? Perché non utilizzare quelle risorse per implementare la presenza e l’operatività dei consultori pubblici?
Finanziare progetti paralleli e alternativi al sistema pubblico dei servizi sociali e sanitari, oltre a disperdere le risorse, confonde e indebolisce il sistema di promozione e di protezione dei cittadini, e genera insicurezza e sfiducia nei confronti delle istituzioni.
Occorre invece avere un progetto unico, con obiettivi e finalità che si rivolgano e sostengano le esigenze di tutti, e che rappresenti una garanzia per tutti i cittadini in quanto essi sono parte - nella loro diversità e unicità individuale - di questo nostro Stato, anzi sono essi stessi lo Stato.
Per quanto riguarda la salute della donna, il progetto esiste già:
è infatti questo il senso della legge 405/75 che ha istituito i consultori per la tutela della salute psicofisica della donna, della legge 194/78 per la procreazione cosciente e responsabile, che disciplina l’interruzione volontaria della gravidanza, ed è il senso che anima il Progetto Obiettivo Materno Infantile (DM 24 aprile 2000) che individua risorse, tempi, modalità d’intervento necessari ad assicurare la prevenzione di patologie psichiche e fisiche che interessano la donna, i bambini, gli adolescenti e la promozione e la tutela della salute sessuale e riproduttiva dei singoli e delle aggregazioni familiari scaturite dalle loro scelte libere.
Basta con sportelli costosi ed effimeri che servono più a chi li apre che a dare risposte adeguate ai problemi che pretende di risolvere, non ne possiamo più! E’ ora di capire quali sono le esigenze concrete e reali dei cittadini italiani e organizzare senza sprechi un sistema di servizi territoriali certo ed efficiente, che pensi e realizzi risposte valutabili e modificabili, ma costanti nell’assicurare la presa in carico e nel trasmettere alle persone la certezza della risposta rispetto alle necessità esistenti e ai diritti che devono essere garantiti.
Se tutti i finanziamenti destinati negli ultimi vent'anni a progetti, iniziative creative e multiformi sportelli a tempo dedicati alle donne fossero stati concentrati nel migliorare o aprire nuovi servizi come i consultori, i centri antiviolenza, i servizi per l'infanzia... le donne e le famiglie avrebbero adesso un sostegno reale alle loro difficoltà di vita e sarebbero più contente.
Pina Adorno
Iscriviti a:
Post (Atom)


